SALVIAMO LA CASA DI RIPOSO DI VALLEGGIA (SAVONA)

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Vi scriviamo queste sentite parole a nome degli ospiti della struttura per dirvi il nostro sentimento e la nostra reazione a quanto è accaduto il 16 Dicembre 2020.

Il Resp. della struttura e il Consiglio hanno convocato tutti, familiari e dipendenti per annunciarci la chiusura della struttura, senza preavvisi, dando due mesi di tempo per cercare un'altra sistemazione per noi anziani, che ci ritroviamo a dover lasciare  l'ambiente dove viviamo da tanti anni e il nostro territorio.

Questa notizia, detta a bruciapelo, alle porte del Natale, è stata come uno schiaffo morale per noi.

Non siamo stati avvisati prima nè noi, nè i familiari, nè la direttrice stessa e neanche il Medico della struttura, che non era stato informato su niente, e soprattutto è venuta a mancare la condivisione con i parrocchiani e i valleggini che sicuramente si sarebbero attivati con gesti di solidarietà come sempre hanno fatto e come vorrebbero ancora fare adesso.

Soprattutto è venuto a mancare il senso di umanità e la considerazione verso le conseguenze di questa scelta dolorosa che viene a ricadere su noi anziani fragili e indifesi, con poca memoria, spesso ansiati e tristi, che abbiamo vissuto il disagio del passaggio del Covid ad aprile, subendo un isolamento coatto, in uno stato di solitudine e paura, dove l'unico appiglio era il volto e le braccia di chi ci accudiva ogni giorno, gli operatori che hanno avuto il coraggio di lavorare nella paura del contagio, senza avere ricevuto un grazie da nessuno.

Finito l'isolamento, con la guarigione eravamo smarriti e abbiamo perso le poche capacità residue, e sono emerse evidenti problematiche di natura fisica e psicologica, nel non fare più la ginnastica, nel non vedere più il sole e i parenti. Sì perchè anche dopo, nel corso dell'estate ci sono state date poche occasioni per poter vedere i nostri cari, e abbiamo continuato a vivere in una forma quasi di reclusione, supportata dall'affezione alle uniche persone, gli operatori di struttura, che hanno cercato al meglio di sostituirsi all'affetto dei parenti.

Adesso, noi esseri umani indifesi, senza spiegazioni, saremo a breve trasferiti verso posti sconosciuti e persone sconosciute.

Ci dispiace che nessuno abbia avuto il buon senso di rivolgersi ai parrocchiani, per chiedere gli aiuti che avrebbe ricevuto di sicuro, perchè le beneficenze non sono mai mancate a Valleggia.

E ancora non si è tenuto conto degli operatori che vengono a perdere il lavoro e delle conseguenze che ricadono sulle loro famiglie.

Infine è vero che a conseguenza del Covid siamo rimasti in pochi e le entrate al momento non sono sufficienti ma speriamo che con l'arrivo del vaccino si possa ricominciare al meglio.

Scusate la nostra amarezza e dateci l'opportunità di mantenere ancora in vita la nostra struttura attraverso gesti di solidarietà e di carità fraterna.