Salviamo i marittimi italiani

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La Riforma Gelmini ha soppresso gli Istituti Tecnici Nautici Italiani declassandone la vera natura formativa e l'obbiettivo: fornire un'istruzione "ADEGUATA" al rispetto delle norme mondiali IMO secondo i veri requisiti minimi STCW , "GRATUITA", perché per diritto costituzionale la scuola deve essere aperta a chiunque desideri anche a coloro che non hanno possibilità economiche ma sicuramente l’opportunità di diventare dei grandi marittimi.

E’ stata assurda la realizzazione delle Accademie che altro non sono che realtà a numero chiuso e ci risulta a pagamento. Se i nautici non erano adeguati bastava cercare le risorse per implementarli.

CORSI DI ADDESTRAMENTO. Sono necessari ma molti potrebbero essere proprio organizzati attraverso gli Istituti Tecnici Nautici con una spesa inferiore o comunque detraibile. Il loro costo è un vero business che andrebbe controllato e reso accessibile per tutti.

Il Decreto Bianchi del 2007 ha congelato di fatto i titoli professionali sanciti dal Codice della Navigazione rendendoli inutilizzabili, alla stregua di titoli nobiliari, e cancellando di fatto la storia di ogni marittimo che con sacrificio nel tempo aveva maturato la propria esperienza professionale e sostenuto esami di stato adeguati ed in linea con norme STCW del tempo considerando i programmi di studio.

Esami di stato il cui valore non può essere ne’ dimenticato ne’ sostituito da un’abilitazione quinquennale quale il Certificato IMO. Quest’ultimo altro non è che la traduzione internazionale del proprio titolo professionale edito dal Codice della Navigazione ed è per questo che è inaccettabile far risostenere un esame professionale a chi non gli è concesso il rinnovo del proprio certificato di competenza pretendendone una ripetizione. Un qualsiasi professionista laureato e con abilitazione alla professione che ha deciso di far altro per qualche anno NON SOSTIENE nuovamente l’esame di laurea ma al massimo un corso di adeguamento e viene reinserito nel mondo del lavoro con una responsabilità adeguata all'esperienza degli ultimi anni che può essere solo giudicata da un pari professionista. Sono scomparse figure marittime che coprivano necessari ruoli di responsabilità e di gestione dell’arte marinaresca quali i nostromi. Uomini che tanto hanno da insegnare sia ai mozzi che ad altrettanti ufficiali. Ruoli che il ministero assegna agli ex padroni marittimi. Persone non diplomate ma la cui esperienza è un bagaglio enorme ed il cui ruolo non è certo declassabile.

Navi battenti bandiera italiana che utilizzano solo in minima parte il personale italiano. Non crediamo che non ve ne sia la disponibilità ma sosteniamo l’esistenza di un comodo alibi per far sì di utilizzare personale straniero.

Cosa chiediamo a nostri Ministri:

1) Abolizione del Decreto Bianchi 30 Novembre 2007 in modo che i titoli professionali siano riconosciuti ai fini del rinnovo del Certificato di Competenza IMO. Se un marittimo non riesce a rinnovare il proprio certificato IMO quindi, NON DEVE risostenere un esame per riottenere la propria qualifica ma eventualmente frequentare un corso adeguato presso strutture pubbliche adeguate dove verificare la sua professionalità.

2) Gli Istituti Trasporti e Logistica devono essere riqualificati come Istituti Tecnici Nautici nel rispetto delle norme aggiornate STCW.

3) Tutti gli armatori proprietari di unità battenti bandiera italiana e che hanno sostegno economico pubblico devono imbarcare personale italiano qualificato a tutti i livelli in percentuale corretta da giustificare il suddetto sostegno.

4) La formazione del personale marittimo deve avere un costo equo per il professionista del mare tale da offrirgli l’opportunità di potersela permettere ed accedere al mondo del lavoro. Deve essere detraibile o in parte rimborsata dallo Stato come succede per la formazione dei professionisti a terra.

5) Si metta in atto l’utilizzo di un Osservatorio del Mare competente in materia internazionale IMO e ILO a salvaguardia di tutto il personale marittimo nazionale e non. I marittimi sono professionisti che debbono essere altamente qualificati e gli siano garantiti diritti e doveri secondo le più recenti norme internazionali.