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Salvatore Settis è un intellettuale, uno studioso che attraverso la sua specializzazione, l'archeologia, riesce ad affrontare tutti i temi della politica, avendo come faro la Costituzione Italiana che ha compreso nella sua meravigliosa essenza.
Politica è avere la consapevolezza che tutti i nostri gesti, le nostre scelte influenzano il mondo che ci circonda. E anche i gesti e le scelte degli altri.
Politica è riuscire a comprendere che il mondo è un sistema complesso, che comprende tutto, dal generale al particolare e viceversa. Nessuno come Salvatore Settis riesce a portarci per mano nella riscoperta della politica di cui avremmo bisogno, quella che ha come fine il bene comune. Proprio quello che ci vuole per far rinascere il nostro Paese.

 

"È tempo di ricordarsi che non i partiti, ma i cittadini sono i protagonisti della politica, in quanto titolari della sovranità (art. 1 della Costituzione). Noi, i cittadini, dobbiamo rivendicare il diritto di parola, dobbiamo essere l’anima pensante della polis, di cui i partiti dovrebbero essere espressione, secondo il progetto della nostra Costituzione, «la grande incompiuta». Perciò è tempo di cercare nelle associazioni di cittadini il meccanismo-base della democrazia, il serbatoio delle idee per un’alternativa di governo, per un’idea di Italia declinata al futuro. “Politica” è, per etimologia ma anche per le ragioni della storia e dell’etica, non un “mestiere” a sé, ma libero discorso da cittadino a cittadino; un discorso sulla polis, dentro la comunità dei cittadini e a suo beneficio. A noi tocca, nel degrado dei valori e dei comportamenti che appesta il tempo presente, impegnarci in una riflessione alta e meditata, non macchiata da personali interessi, sul grande tema del bene comune, cuore della nostra Costituzione, nel solco di una tradizione culturale e giuridica che in Italia non ha meno di due millenni di vita, e che oggi si trova sotto attacco. Ridare dignità alla politica non delegittimando i partiti, ma guarendoli dalle loro sordità con la forza delle idee".

Letter to
Senatori e ai Deputati della Repubblica italiana
Salvatore Settis presidente della Repubblica