Sì al Piemonte del Sì

0 hanno firmato. Arriviamo a 7.500.

davide mattiello
davide mattiello ha firmato questa petizione

            Ho deciso di dare la disponibilità a ricandidarmi alla presidenza del Piemonte per far vincere il Piemonte del , muovendo dai tanti che in questa legislatura abbiamo detto e con cui abbiamo restituito all’istituzione regionale utilità e credibilità. Per far vincere il Piemonte in un momento in cui le forze di governo, fra ambiguità e scelte scellerate, rischiano di bloccare le potenzialità del Piemonte consegnandolo insieme al Paese intero alla decrescita infelice e all’assistenzialismo.

            alla messa in sicurezza del bilancio con politiche rigorose e trasparenti: oggi la finanza regionale consente di mantenere e potenziare i servizi sociali più importanti ad iniziare dalla sanità e permette di riprendere una politica di investimenti regionali in tutti i campi, dal turismo alla cultura, alla manifattura, all’agricoltura, alla salvaguardia e tutela del territorio, alle scuole ed alle infrastrutture per più di 700 milioni solo con l’ultimo bilancio approvato.

            alla rinascita del servizio sanitario pubblico piemontese che in pochi anni abbiamo portato dai gorghi del commissariamento romano a prima regione italiana come qualità dei livelli di assistenza prestata, come certificato dal Ministero della Salute. alla ripresa delle assunzioni e degli investimenti a cominciare dagli ospedali lasciati incompiuti, dall’avvio del nuovo Parco della Salute di Torino e della Città della Salute di Novara ai nuovi ospedali del Verbano-Cusio-Ossola e di Moncalieri, Chieri e Carmagnola. ad assunzioni ed investimenti per consentire una riduzione delle liste d’attesa dove i tempi sono ancora troppo lunghi. a una sanità che valorizzi sempre di più le strutture territoriali, la prevenzione ad iniziare dagli obblighi vaccinali, la presa in carico delle cronicità.

            allo sviluppo della manifattura sostenendo innovazione, ricerca e formazione con investimenti propri e con i fondi europei, su cui sono stati smentiti i profeti di sventura che ci accusavano di non raggiungere gli obiettivi previsti dalle norme comunitarie, che non solo abbiamo raggiunto ma anche superato, come in agricoltura e nella formazione professionale. Questa è la strada maestra per rafforzare i distretti strategici e produttivi, dall’automotive all’aerospazio, dalla meccatronica alla biomedica e all’agroindustria.

            al lavoro per chi rischia di perderlo, come abbiamo fatto con successo per le crisi industriali di Embraco, Italia On Line e altri, e stiamo facendo per Pernigotti e Comital, o riavviando al lavoro 10.000 disoccupati grazie al buono servizi della Regione.

            alla cultura ed al turismo, in cui abbiamo raggiunto mete di eccellenza internazionale come testimoniano gli osservatori più accreditati ed i dati sull’industria turistica.

            al diritto allo studio per attrarre giovani e potenziare gli atenei, recuperando una situazione in cui neanche la metà di chi aveva titolo poteva accedere all’assegno di studio, mentre oggi garantiamo la totalità degli aventi diritto.

            ai diritti delle persone, quelli riconosciuti dalle parti più avanzate della comunità internazionale. all’accoglienza diffusa di chi viene a cercare di migliorare la propria vita da noi, condizione per l’inserimento, l’integrazione ed il rispetto delle nostre regole di civile convivenza. dunque alla sicurezza, che non si contrappone ad immigrazione, ma significa controllo del territorio e politiche che aiutino a capire ed a superare le paure, non ad alimentarle.

            al Piemonte verde, ai tanti ambienti naturali che ne fanno una regione straordinaria: siamo una delle poche regioni ad aver adottato un piano paesaggistico che ci pone all’avanguardia nella tutela e valorizzazione del patrimonio naturalistico. al miglioramento della qualità ambientale nei centri urbani attraverso l’adozione di politiche coordinate, a livello interregionale con tutta la pianura padana, che mettano in campo primi significativi sostegni ai privati per adeguare i mezzi di trasporto con cui lavorano e producono. a nuovi traguardi nel campo dell’economia circolare con il nuovo piano dei rifiuti. alla programmazione dell’utilizzo e della gestione della sempre più preziosa risorsa acqua con il nuovo piano delle acque. alla rinascita delle terre alte con il sostegno a chi resta e a chi torna a lavorare e produrre nelle terre di montagna, con infrastrutture immateriali che consentano a quei territori di essere collegati con il mondo, con il sostegno a chi investe con il proprio lavoro nel turismo, nell’agricoltura, nella pastorizia, nella silvicoltura. ad un piano straordinario di rimboschimento delle montagne e delle vallate per tutelare il territorio e per far crescere l’economia circolare. alle bonifiche, alla messa in sicurezza ed al riutilizzo di aree compromesse nei decenni passati da politiche industriali dissennate.

            alle infrastrutture materiali con cui migliorare i collegamenti locali nazionali ed internazionali, favorendo lo spostamento dei traffici di merci e di persone dalla gomma al ferro. dunque al completamento della “metropolitana ferroviaria” piemontese, riattivando come si è iniziato a fare alcune linee soppresse in passato. alla seconda linea di metropolitana torinese. al completamento del servizio ferroviario metropolitano con la direttissima per Caselle-Ciriè-Lanzo e il nuovo collegamento con Orbassano. al completamento dell’Asti-Cuneo e alla realizzazione della pedemontana biellese, che abbiamo finanziato e messo in dirittura d’arrivo. alla connessione ad alta velocità con Lione ed al terzo valico con la Liguria, con cui il Piemonte può diventare insieme al resto del nord ovest una piattaforma logistica competitiva con l’Europa del nord per creare crescita ed opportunità di investimenti, ed al tempo stesso una regione aperta e centrale in Europa, come è scritto nella sua storia e nella sua vocazione.

            infine ad una maggiore autonomia gestionale in alcune materie strategiche, così come previsto dalla Costituzione, concretizzando il lavoro impostato in questi mesi con il governo centrale, creando condizioni per lavorare in modo coordinato con le altre regioni del nord ovest, al di là dei colori politici dei governi regionali.

            dunque al Piemonte che dice non retoricamente, ma con la credibilità di una classe dirigente che i ha cominciato a dirli in questi anni, restituendo dignità ed utilità all’istituzione regionale. 

            al Piemonte del , costruendo ovunque comitati per il Sì al Piemonte del Sì - Chiamparino Presidente, aggregando attorno ad essi le forze politiche che, ad iniziare da quelle che hanno sostenuto con convinzione e determinazione la coalizione esistente, si ritrovano nello spirito di questo manifesto per il Piemonte insieme a forze associative, liste civiche, formazioni politiche nuove e tutti coloro che ritengono il Piemonte, la nostra esperienza di governo, un punto di riferimento per affermare una politica di apertura, di crescita civile e di sviluppo del Piemonte, del Paese, per l’Europa.