Trasformazione Parafarmacie in Farmacie, soldi per lo Stato e vantaggi per i cittadini

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Le Parafarmacie rappresentano un presidio sanitario poiché è prevista la presenza obbligatoria di un professionista iscritto all’Ordine dei Farmacisti. Tuttavia in queste attività non è possibile dispensare tutti i farmaci, ma solo quelli senza obbligo di prescrizione medica, nonostante il farmacista presente in Parafarmacia abbia lo stesso titolo di studio, abbia superato lo stesso esame di stato e sia iscritto allo stesso Ordine e alla stessa cassa previdenziale di quello presente in Farmacia.

Ci troviamo quindi di fronte a:

1) Un’ingiustizia e una discriminazione professionale;
2) Una confusione nel consumatore che non consente, tra l’altro, alle Parafarmacie una sostenibilità economica;
3) Un’emergenza sindacale della maggior parte delle Parafarmacie di Farmacisti;
4) Una minore capillarità del servizio ai cittadini;
5) Un’assente concorrenza sia in termini di prezzi che, soprattutto, di carattere professionale e di qualità del servizio;
6) Un sistema “ibrido” ma aperto ad aperture non regolamentate che minano la sostenibilità di tutto il comparto della distribuzione del farmaco.

Se il Ministero della Salute proponesse di inserire in Legge di Bilancio la possibilità per le Parafarmacie di trasformarsi in Farmacie a fronte di un pagamento di un contributo una tantum di 150.000 €, si ricaverebbero circa 500milioni di € (preziosissimi per le casse dello Stato nel particolare momento di ristrettezze economiche che viviamo) e si risolverebbero le criticità, spesso drammatiche per tantissimi Farmacisti titolari di Parafarmacia, suindicate.

Le Parafarmacie attive (ad esclusione di quelle della GDO e le catene dei gruppi di capitali) sarebbero trasformate in Farmacie nel comune dove già operano, eventualmente spostandosi (ma restando all’interno dello stesso Comune) qualora non possiedano requisiti strutturali tecnico-organizzativi o si trovino ad una distanza inferiore a 200 m da una farmacia esistente. Per garantire la stabilità del sistema di distribuzione del farmaco si userebbe il criterio della distanza e si impedirebbero le nuove aperture indiscriminate, bloccando la possibilità di richiesta di nuovi codici univoci di tracciabilità del farmaco.