Richiesta urgente di Ordinanza: non rischiamo la sospensione del servizio nelle Farmacie

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Esiste un popolo invisibile dietro ad un bancone, invisibile tra le professioni sanitarie, invisibile alle Istituzioni ed a tutte le associazioni che dovrebbero rappresentarlo.

In questi giorni di grave emergenza sanitaria tutti noi abbiamo svolto un ruolo fondamentale nella tutela della salute pubblica, siamo nella maggior parte dei casi le prime persone alle quali un paziente si rivolge ed in questi giorni ognuno di noi ha abbandonato le proprie paure e si è messo a completa disposizione del cittadino.

Il nostro servizio pubblico è stato indispensabile per indirizzare le persone a seguire le direttive del Ministero della Salute, a rassicurare ad indirizzare il paziente, noi abbiamo spesso valutato la situazione ed evitato affollamenti inutili nei PS o dai MMG, abbiamo risposto senza sosta alle domande della popolazione che ha registrato in farmacia un aumento spropositato di ingressi in questo periodo.  Abbiamo ascoltato con professionalità ed umanità ogni richiesta ed esigenza del cittadino, gestito paure ed ansie, risposto alle richieste di persone con disabilità fisiche e mentali, aiutato anziani ed immunodepressi portandogli spesso i farmaci a casa, rassicurato mamme che hanno paura per i propri figli.

 Ci siamo trovati a far fronte a situazioni imprevedibili ed anche in questa situazione la nostra categoria ha dimostrato di essere un punto di riferimento per la cittadinanza che ha bisogno di sapere che noi ci siamo.

Purtroppo però si parla di noi e del nostro ruolo solo in riferimento a situazioni di scarsa professionalità e ci siamo stancati di essere considerati commercianti quando siamo professionisti sanitari.

Anche noi, non meno di ogni altro professionista sanitario a contatto con il paziente stiamo rischiando, ma lo stiamo facendo senza una guida, ma soprattutto senza nessuno che ci tuteli o ci consideri da tutelare.

E’ assurdo come Ordini di ogni Provincia, federazioni di Ordini, non abbiano fatto nulla per far sentire la nostra voce. Si sono limitati a stilare dei decaloghi che dimostrano quanto poi questi enti siano lontani dalla comprensione di quello che realmente sta accadendo in questi giorni in Farmacia. Ci avviciniamo sempre di più a diventare luoghi simili a tutti gli effetti a postazioni di prima emergenza senza essere minimamente attrezzati. Siamo in trincea senza un protocollo di sicurezza!

Ci vergogniamo di avere dei rappresentanti non in grado di dialogare con le Istituzioni in una situazione del genere, di non leggere “farmacia” o “farmacista” nelle Ordinanze regionali che menzionano discoteche, ristoranti, palestre e bar ma non Farmacie! Ci vergogniamo di non essere considerati parte della rete sanitaria quando lo siamo a pieno titolo e l’atteggiamento dello Stato e dei nostri “rappresentanti” ce lo ha dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio.

Questa condotta è vergognosa e chiediamo immediatamente di poter lavorare a battenti chiusi, per garantire a voi cittadini il servizio farmaceutico e a noi il diritto alla salute.

Chiediamo un’Ordinanza immediata che disciplini in maniera univoca le modalità di accesso e di comportamento da seguire all’interno delle Farmacie.

Una presa di coscienza è adesso necessaria per la nostra dignità professionale. Chiediamo ad ogni singolo farmacista di far sentire la propria voce, di prendere coscienza del fatto che siamo una categoria che deve essere ascoltata.

Quindi uniti, comunichiamo ufficialmente con le Istituzioni, che la nostra richiesta sottolinei a tutti l’importanza del nostro lavoro e della nostra tutela.