Profilassi vaccinale anti-SARS COV-2: salvaguardiamo la formazione degli specializzandi!

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Segretariato Italiano Giovani Medici ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Mario Draghi (Presidente del Consiglio dei Ministri) e a

Illustrissimi,
in qualità di rappresentanti dei Medici in Formazione Specialistica portiamo alla vostra attenzione la nostra opinione e il nostro stato d’animo circa la “stipula di accordi con il Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito dei percorsi formativi di specializzazione medica” per il reclutamento di personale per le unità vaccinali, la nota protocollo n. 19220/2020 e la corrispondenza intercorsa tra MUR e Conferenza Permanente delle Facoltà e Scuole di Medicina e Chirurgia.

La nostra formazione, negli scorsi mesi e ancora oggi, è stata stravolta e profondamente turbata dall’arrivo dell’emergenza COVID, minata negli aspetti più specialistici dei nostri percorsi. I più grandi di noi hanno raggiunto altre strutture fuori dalla rete formativa, lasciando dietro le opportunità formative pianificate dal loro percorso, per mettersi al servizio del SSN, grazie alla stipula di contratti che ne gratificassero l’impegno. Altri, i più giovani, sono stati impiegati in reparti riconvertiti a COVID, nelle fasi di pre-triage e triage, nel contact-tracing e nei reparti specialistici più in sofferenza come Malattie Infettive, Medicina d’Emergenza e Urgenza, forzando quanto già stabilito dal Tronco Comune, senza contratto aggiuntivo alcuno, sebbene quanto stessero svolgendo fosse lontano da quanto stabilito dai loro curricula e si configurasse come una risposta alla “chiamata alle armi”.


Ricordiamo con amarezza come la nostra categoria, nella quasi totalità delle Regioni, sia stata volutamente dimenticata nel novero dei professionisti meritevoli del Bonus COVID, nonostante l’esposizione ai rischi biologici sia stata ed è tuttora la medesima.
Ci preme dunque ricordare che i medici in formazione specialistica stanno già “dando un contributo diretto e fattivo in questa emergenza” dalle prime battute del mese di marzo sia in forma contrattualizzata (cfr. art 1 del Decreto Legge n.14 del 9 marzo 2020 e successivi), sia in tutte le strutture della rete formativa delle proprie Scuole che siano state convertite in Reparti Covid. Prendiamo dunque le distanze da qualsivoglia tentativo di rappresentare l’impiego non retribuito per il piano vaccinale come la prima forma di “chiamata alle armi” (cfr. Dott.ssa Ugenti nel corso della riunione dell’ONFMS del 10 dicembre).

Giova ricordare inoltre che già prima dell’emergenza COVID, i medici in formazione specialistica prestavano la propria attività assistenziale senza alcuna forma di tutela relativa alle indennità di guardia, di festivi, straordinari, spesso garantendo la sussistenza di interi reparti ospedalieri in forte carenza di personale strutturato.

Circa le proposte di cui all’oggetto, non è chiaro in che modo la partecipazione degli specializzandi alle attività della campagna di vaccinazione possa configurarsi come attività formativa professionalizzante relativa al Corso di Specializzazione frequentato né tantomeno si ravvede la motivazione per cui la soglia minima di attività possa corrispondere a non meno di 4 CFU.

Il coinvolgimento nelle strategie di pianificazione e valutazione della campagna vaccinale deve ritenersi piuttosto come un atto medico per cui sono da prevedere un’assunzione di responsabilità e di conseguenza il riconoscimento come attività aggiuntiva rispetto a quanto previsto dal piano formativo della propria scuola di specializzazione, laddove non già contemplata nel portfolio delle competenze sancito nei piani didattici delle diverse specialità.

Non si ravvede inoltre la motivazione per la quale per gli specializzandi non debba essere prevista la pubblicazione di un invito a manifestare la disponibilità con l’attivazione di conseguenti modalità contrattuali definite ad hoc come per le altre professionalità esistenti nel Paese. Riteniamo gravissimo che, ancora una volta, i giovani professionisti vengano considerati come mera forza lavoro da utilizzare senza il dovuto riconoscimento economico in tutte quelle condizioni, emergenziali e non, che evidenziano la cronica carenza di personale medico specializzato. Riteniamo altresì fortemente lesivo degli obiettivi della formazione medica il fatto che periodi di tempo di durata significativa possano essere “bruciati” in attività non attinenti al percorso formativo, sebbene legittimati da “escamotage burocratici”.

Chiediamo piuttosto l’immediata sospensione di tutte le incompatibilità previste dal contratto di formazione specialistica al fine di consentire la partecipazione degli specializzandi su base volontaria e retribuita, qualora consentito dal proprio Consiglio di Scuola, a manifestazioni d’interesse e ad avvisi pubblici rivolti ai medici sia per il piano vaccinale sia per le altre attività connesse all’emergenza.

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