Mettere in sicurezza a Messina tutti gli operatori sanitari impegnati in prima linea

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Siamo venuti a conoscenza della carenza o colpevole assenza di un numero adeguato di DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) nei principali nosocomi cittadini e in particolare presso il Policlinico di Messina.

La nostra viva preoccupazione è legata al notevole aumento del rischio clinico, per il lavoratore e per i pazienti, data appunto la grave e persistente carenza di DPI.

Si chiede pertanto di mettere urgentemente in sicurezza tutti gli operatori sanitari impegnati in prima linea (Emergenza/Urgenza, Terapie intensive, Malattie infettive, Pneumologia, ecc):

- dotando i detti operatori di adeguati DPI (in particolare maschere FFP2, guanti, visiere e sovracamici);

- stabilendo che il medico preposto a procedure di generazione di aerosol sia tutelato con maschere FFP3, come da linee guida scientifiche internazionali;

- imponendo di indossare le mascherine anche negli spazi comuni dei reparti;

- sottoponendo i detti operatori obbligatoriamente a tampone e prevedendo che il risultato sia prontamente disponibile (5-7 ore) in quanto l'eventuale ritardo nell’esecuzione e nella processazione del tampone favorisce il contagio.

Non accogliere tempestivamente le superiori richieste significa in concreto, oltre che condannare a rischio contagio il personale sanitario, trasformare i sopracitati Presidi Ospedalieri in aree di infezione anziché di cura.

A supporto delle presenti richieste si cita l’altissimo numero di operatori contagiati, in particolare in Lombardia, con l'inevitabile conseguenza di dover chiudere reparti e privare quindi l'utenza di un'adeguata assistenza.

E' d'altra parte paradossale non proteggere (o farlo ad un livello ridotto) il personale sanitario esistente, già formato e con esperienza, per poi fare bandi di assunzione di nuovo personale neo laureato ed inesperto.

Così come è paradossale prodigarsi ad acquistare respiratori o ventilatori polmonari, che potrebbero non trovare operatori preparati a maneggiarli perchè a loro volta contagiati o con grave quadro clinico.

Ogni sforzo economico, ogni iniziativa deve essere quindi messa in campo per proteggere innanzitutto il personale sanitario dall’infezione da Sars-CoV-2, perché rappresenta la risorsa più preziosa per combattere la pandemia e consentire l’accesso alle cure dei malati Covid-19.