Bonus latte: prima pensiamo a sostenere l'allattamento materno!

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Come movimenti per la promozione, la protezione e il sostegno dell’allattamento materno, ci uniamo ai tanti gruppi e associazioni, fra cui SIN, MAMI, IBFAN AICPAM e ACP per richiedere che la misura per l’introduzione del bonus per l’acquisto di latte artificiale nella Legge di Bilancio 2020, [art.1, commi 456 e 457 della Legge 27 dicembre 2019, n. 160], sia riconsiderata alla luce delle indicazioni fornite dalle associazioni sopra elencate, in quanto, se non adeguatamente inserita in un contesto normativo che ne delimiti e identifichi i beneficiari, potrebbe arbitrariamente influenzare modi e comportamenti delle neo-mamme interferendo fortemente e disincentivando la buona pratica dell’allattamento al seno.

Riteniamo importante sottolineare come questa pratica sia già di per sé naturale, gratuita, igienica e rappresenti il miglior nutrimento per il benessere psicofisico del neonato e della madre; l’OMS ne raccomanda l’uso esclusivo fino al sesto mese di vita del bambino, e ne suggerisce il proseguimento senza limite di tempo indicato. Per offrire un adeguato servizio per le famiglie sono, invero, auspicabili misure concrete dirette alla promozione della salute del neonato e della neo (e non più neo) mamma, relative all’accettazione sociale, al prolungamento del congedo di lavoro, a congrui orari di lavoro, all'effettiva presenza delle pratiche di sostegno alla maternità e all’allattamento promosse da ostetriche qualificate presenti in consultori e ospedali.
Siamo assolutamente a favore di misure economiche che sostengano famiglie in difficoltà: tuttavia, le azioni che dovrebbero migliorare la vita della comunità non si identificano nelle misure palliative che si mettono in atto per racimolare un piccolo consenso popolare, o favorendo grandi colossi industriali, ma nelle pratiche che a monte possono contribuire a modificare la realtà e prevenire possibili difficoltà.

Nei rari casi di disabilità conclamata, ovvero casi di ipoplasia, mancanza di ormoni prodotti dall'ipofisi, seni ridotti chirurgicamente o produzione di latte bloccata farmacologicamente, riteniamo doveroso un sostegno economico per l'acquisto della formula, in quanto unico sostituto del nutrimento del neonato, ma vorremmo che, con l'apposito Decreto che sarà adottato dal Ministero della Sanità di concerto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze, vengano identificate prassi certe e sicure che i pediatri o, chi in ambito medico verrà investito dall'autorità di dichiarare tale disabilità, seguano e rispettino, in modo da rendere ogni dichiarazione scevra da qualsiasi pressione commerciale o economica; che possano diagnosticare tale disabilità e quindi avranno avuto la possibilità, se non l'obbligo, di seguire corsi di aggiornamento in merito, per scongiurare che pratiche sbagliate relative all’allattamento (violenza ostetrica, mancanza di supporto in ospedale, carenza di servizi pubblici che sostengano madri e famiglie) portino a diagnosi errate, o affrettate. La facilità di accesso al bonus latte influenzerebbe infatti negativamente gli sforzi che si effettuano affinché l'allattamento inizi e prosegua correttamente.
Al contrario, riteniamo che la promozione, la protezione e il sostegno dell'allattamento al seno da parte dello Stato sia un importante investimento che avrebbe risultati anche in termini economici, legati al maggior stato di salute della popolazione a lungo termine. Numerosi studi scientifici hanno dimostrato infatti che l'allattamento materno previene molte patologie tra le quali obesità infantile, malattie infettive e allergie, nonché protegge dai tumori al seno le madri che allattano.

Auspichiamo quindi che questo governo rifletta attentamente e si faccia davvero promotore di azioni che sostengano i migliori esiti di salute per i neonati, le madri e l’intera società.

I firmatari della lettera: le mamme peer di Pachamamma PEER Te e de La Goccia Magica  OdV

 

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