RICONVERSIONE DISCARICA TUFARELLE

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Premesso che la Bleu srl, proprietaria della discarica in contrada Tufarelle, dal 2011 non paga al Comune di Canosa una cifra pari a circa 2 milioni di euro, la presente petizione vuole mobilitare la cittadinanza dei Comuni di Canosa e Minervino in primis, e di tutta la provincia BAT, affinchè si proceda alla chiusura definitiva della discarica, fonte di inquinamento e pregiudizio della salute dei cittadini oltre che per tutte le attività agricole della zona. Il 26 luglio ultimo scorso, infatti,  si è tenuta la Conferenza dei Servizi in Provincia BAT sulla nuova discarica che la Bleu s.r.l. ha intenzione di realizzare come ampliamento di quella già esistente in Contrada Tufarelle. Nonostante la sentenza del Consiglio di Stato del 6 luglio 2016 che aveva bocciato l’ipotesi di ampliamento, la Bleu srl rilancia e ci riprova. L’esito della Conferenza è stato sconcertante. Nonostante le parti politiche e amministrative si erano pronunciate già contro l’ampliamento, la posizione degli enti tecnici, nell’ordine: ASL BAT, Autorità di Bacino, Settore provinciale Infrastrutture, Viabilità Trasporti, Concessioni, Espropriazioni e Lavori Pubblici, Regione Puglia Servizio Risorse Idriche, ARPA Puglia, Comitato Tecnico Provinciale per le Materie Ambientali, hanno sostanzialmente espresso parere positivo.

La mia petizione rivolta ai Sindaci dei comuni interessati dalla discarica e ai rispettivi assessori all’ambiente, è quella di procedere tramite un Accordo di Programma (ai sensi dell'art. 34 del T.U. degli Enti Locali) all'esproprio dell'area interessata per riconvertirla con la realizzazione di un'opera di interesse pubbliche (art.10 del T.U. degli Espropri). Due le soluzioni alternative proposte, da inserire nel piano urbanistico generale da approvare o in una sua variante, al fine di apporre il vincolo preordinato all'esproprio per opere di pubblica utilità: 

1)   Creare una Parco Fotovoltaico

2)   Creare un Parco Ecologico per il riciclo e il riuso sul modello del Kretsloppsparken Alelyckan a Goteborg in Svezia.

Con la prima proposta, già realizzata in Germania nell’ex discarica di Erbenshwang e in Italia a Treviso nella discarica Tiretta e a Osio Sotto (Bergamo), una fonte di inquinamento ambientale può diventare una risorsa energetica per la comunità a emissioni zero.  Attraverso schemi di finanziamento in equity, cioè tramite risorse interne, tra cui le piattaforme di crowdfunding e l'acquisto condiviso tramite le cooperative energetiche di cittadini, i vantaggi per la comunità sarebbero enormi. L’energia così prodotta, infatti, genera sviluppo economico perché non solo saranno remunerati i risparmi dei cittadini ma verrà creato valore aggiunto locale (posti di lavoro per esempio), maggiori entrate per il comune, la crescita per aggregazione di progetti (dalla produzione di energia, al consumo fino alla distribuzione); se i cittadini sono proprietari dell’intera filiera energetica, questo genera sviluppo di servizi, le cosiddette reti intelligenti o smart grid.

Con la seconda proposta si attuerebbe concretamente la strategia rifiuti zero. Si tratta non solo di creare un centro raccolta rifiuti, ma anche una "casa del riuso", dove i cittadini possono accedere non solo per conferire i propri rifiuti nei terminal dedicati, ma anche per acquistare oggetti che in questo centro sono rigenerati e assumono nuova vita. L'esperienza del Parco Ecologico di Goteborg ci dice che non solo si possono creare numerose opportunità di lavoro, ma che il Comune può ottenere considerevoli entrate. In particolare, con un investimento di 4.5 milioni di euro il Comune di Goteborg si garantisce un'entrata di un milione di euro l'anno con la sola vendita dei rifiuti riciclati. All'interno del Parco si trova la casa del riuso, un laboratorio in cui si cerca di riutilizzare oggetti non vendibili così come sono e che verrebbero quindi riciclati o bruciati. Vi lavorano 10 impiegati comunali e 30 soggetti con problemi fisici o psichici, o giovani disoccupati. Gli addetti di questo laboratorio costruiscono oggetti di propria creazione oppure in collaborazione con artisti o designer, oltre a inventare nuove soluzioni per il riuso dei diversi materiali. 

La vera strategia rifiuti zero per raggiungere gli obiettivi del 2020 è proprio il riuso e la riparazione. Ecco dunque, due idee che potrebbero generare sviluppo per la città, fornendo occupazione, ricchezza ed energia pulita.

Io non mi rassegno a vedere la NOSTRA TERRA ridotta in discarica. E voi?

 



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