Al P. della Camera Roberto Fico: diritti per le famiglie del campo container di Pozzuoli

0 hanno firmato. Arriviamo a 500.


Pozzuoli: le famiglie di via Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa scrivono al neo presidente della Camera dei deputati

Caro Presidente,
Siamo gli abitanti del campo container di via Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa a Pozzuoli (Na).

Dal 1983, anno in cui scattò l'allarme nell'area flegrea per il manifestarsi del fenomeno del bradisismo, fummo costretti a lasciare le nostre case per motivi di sicurezza ed a trovare una sorta di sistemazione abitativa nelle roulotte ed in quei famigerati campi, che si formarono immediatamente dopo in quelle zone.

Nel 1984 occupammo per ragioni di sopravvivenza i prefabbricati siti a Via Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa nella periferia di Pozzuoli, all'epoca disabitati. Da quell'anno non ne siamo più usciti ed abbiamo continuato a sopravvivere in tali difficili e malsane condizioni.

All'inizio dello scorso gennaio si è scoperta la presenza di amianto in quei prefabbricati e le istituzioni locali hanno espresso la volontà di cacciarci, senza offrirci alcuna alternativa.

In questi anni si sono registrati numerosi casi di persone colpite da malattie oncologiche ma mai avremmo pensato che i responsabili fossero i muri di quelle scatole che ormai chiamavamo casa.

Oggi ci poniamo una domanda parodossalmente banale ma profondamente tragica: è possibile che le istituzioni abbiamo impiegato oltre 30 anni per prendere atto che le nostre “case” siano piene di amianto?

In quei prefabbricati siamo cresciuti, ci siamo sposati, abbiamo partorito e cresciuto i nostri figli e, purtroppo, abbiamo anche perso delle persone a noi care.
Intorno agli anni 2000, attraverso una “perizia” effettuata da alcuni tecnici, siamo stati riconosciuti come residenti in condizione di disagio. Per tale motivo abbiamo acquisito la residenza in quei luoghi ed abbiamo iniziato a pagare anche alcune tasse, tra cui la tassa sui rifiuti (Tari) al comune di Pozzuoli.

Ci sembra che sia venuta l' ora – dopo decenni di criminali disattenzioni e sottovalutazioni – di abbandonare quelle scatole della morte. Il Comune di Pozzuoli, però, in attesa di completare 112 alloggi di Monterusciello (Pozzuoli), non sa dove trasferirci temporaneamente e come unica soluzione ci ha promesso un sussidio temporaneo che, per modalità e quantitativo di erogazione, non ci garantirà la possibilità di avere un tetto dignitoso sopra le nostre teste.

Signor Presidente Le scriviamo perchè, come lei sicuramente conosce, è cosa nota che in Campania siano state centinaia le vittime dell’amianto: dai ferrovieri di Santa Maria la Bruna ai lavoratori dell’Isochimica di Avellino, dagli operai della Sofer a Pozzuoli fino alla lunga sequenza di lutti tra Cementir ed Eternit a Bagnoli/Coroglio.

Dopo anni trascorsi da quelle stragi ancora impunite, non possiamo tollerare che si continui a tacere riguardo a quel killer che è l' amianto. Non possiamo tollerare il colpevole silenzio che le istituzioni (le ASL in primis) hanno alimentato in questi anni.

Abbiamo ascoltato il Suo discorso nell'aula parlamentare al momento del suo insediamento. Abbiamo apprezzato il riferimento alla Carta Costituzionale e ai principi in essa contenuta, tra cui i diritti inviolabili dell'uomo ed alla dignità sociale.

Conosciamo le Sue battaglie locali in difesa del territorio e dei beni comuni e siamo sicuri che condurrà un' importante battaglia per ridare centralità all'aula del parlamento, in modo che essa rappresenti finalmente la sovranità popolare.

Ebbene Presidente, come avremmo potuto aver fiducia in uno Stato che per 30 anni ci ha abbandonato e che, da decenni, ci sta ammazzando di amianto? Come possiamo aver fiducia in un Parlamento che dovrebbe perseguire l'interesse generale ma abbandona i cittadini colpiti dai disastri ambientali? Ci chiediamo come possiamo farci ascoltare per ottenere risposta ai nostri bisogni, come da Lei sostenuto durante il suo intervento? Non Le sembra illegale averci fatto vivere in queste condizioni? Non è ingiusto scaraventarci per strada dopo aver subito tutto questo? Non è una vergogna che non riusciamo a vivere un'esistenza dignitosa?
Come ha ben detto è una responsabilità di tutti, in primis di una politica che ci ha abbandonato per decenni. Non vogliamo più sentirci ai margini, sentirci come dei mostri, come degli appestati e vorremmo finalmente che venissero alla luce tutte le nostre potenzialità di cittadini di questo paese. Vorremmo anche che finissero alcune falsità riguardo la reale consistenza dei nostri redditi e di presunte proprietà da noi possedute. I nostri ISEE sono qui a certificare il nostro bisogno!

Egregio Presidente ci rivolgiamo a Lei, indirizzandole questo nostro grido di dolore, per ricevere anche un semplice messaggio di attenzione, di solidarietà e sostegno.
A questa lettera alleghiamo i nomi delle tante persone, tra politici, attivisti sindacali e dei movimenti in difesa del diritto alla salute e all'abitare, artisti e altre personalità della società civile, affinchè l'eco di questo messaggio possa arrivargli in maniera più forte e decisa.

                                       Gli abitanti di via Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa



Oggi: Gli abitanti di via Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa conta su di te

Gli abitanti di via Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa ha bisogno del tuo aiuto con la petizione "Roberto Fico: Al P. della Camera Roberto Fico: diritti per le famiglie del campo container di Pozzuoli". Unisciti con Gli abitanti di via Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa ed 314 sostenitori più oggi.