Rispetto per il volontariato

 Da quasi tre anni ci occupiamo di accoglienza migranti a Milano, Como e in Ticino. Nel mese di ottobre del 2016, con altri volontari e volontarie abbiamo costituito l’associazione DaRe-Diritto a Restare. Questo gruppo, che conta sulla collaborazione di una cinquantina di volontari, è attivo in vari ambiti: raccolta e distribuzione di vestiti e di prodotti per l’igiene personale, gestione del magazzino, corsi di italiano, collaborazione con levatrici, corsi di cucina. Al momento sono in fase di preparazione altri progetti, per esempio dei corsi di cucito. I volontari prestano il loro lavoro a titolo gratuito, senza alcuna copertura delle spese. Oltre a queste attività, visitiamo le pensioni e i centri di protezione civile in cui sono alloggiati i 200 richiedenti l’asilo in Ticino. Nessun altro lo fa, e in queste occasioni ci siamo resi conto che, oltre al personale della sicurezza e ai gestori delle pensioni, i richiedenti l’asilo non hanno contatto con nessuno, per cui le nostre visite sono molto apprezzate. Sin dall’inizio, abbiamo segnalato ogni visita di una volontaria o di un volontario in queste strutture a Carmela Fiorini, Capo sezione del Servizio richiedenti l’asilo dell’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento e la collaborazione tra noi volontari e questo servizio cantonale è sempre stata buona.

 Due mesi fa, dopo aver annunciato a tutte le pensioni e protezioni civili che i buoni di 50 franchi per richiedenti l’asilo per acquistare vestiti presso la Caritas e la Croce rossa non erano più validi, l’ufficio di Carmela Fiorini ha chiesto alla nostra associazione di presentare un progetto per coprire tutte le richieste di vestiario provenienti dalle 17 strutture che accolgono richiedenti l’asilo. Abbiamo così inoltrato il nostro progetto, aspettando quindi una risposta dai responsabili cantonali. Dopo vari solleciti da parte nostra, un mese dopo ci siamo finalmente incontrati con Carmela Fiorini e Renato Bernasconi, capo dell’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento. Con nostra grande sorpresa ci hanno comunicato che l’autorità cantonale aveva conferito a Caritas il mandato (nota bene pagando un collaboratore al 50%) di coordinare i volontari e le volontarie che si occupano di rifugiati nel nostro cantone. In altre parole, d’ora in poi la nostra associazione, che conta il maggior numero di volontari attivi sul territorio cantonale, dovrebbe sottostare a Caritas che, retribuita dal cantone, coordinerebbe anche le nostre attività! Teniamo a precisare che il nostro lavoro si era reso necessario proprio perché il servizio proposto da Caritas non funzionava, tanto che, per fare un paio di esempi concreti, a Bosco Gurin, anche se faceva già freddo, c’erano richiedenti l’asilo in abiti estivi e a Camorino c’erano ragazzi che non avevano nemmeno un ricambio di biancheria intima.

Riteniamo che, anche alla luce del caso Argo, questo modo di procedere sia molto discutibile. Il mandato è stato conferito, senza concorso, a un ente politicamente e religiosamente molto profilato, che ora, grazie a questo ulteriore incarico, gestirà in Ticino quasi tutte le attività nel campo della socialità.

 Non capiamo inoltre perché non siamo stati presi in considerazione, pur avendo svolto per più di due anni un lavoro apprezzato e sostenuto dalle autorità stesse, autorizzandoci ad accedere alle pensioni e ai centri di protezione civile, e avendo proposto – su loro esplicita richiesta – una collaborazione professionale e gratuita. / una collaborazione professionale che prevedeva solo la copertura dei nostri costi (per esempio per la locazione del magazzino) e garantiva un servizio efficace ed economico (basti pensare, a tal proposito, che nel nostro magazzino di Bellinzona incontriamo famiglie – anche non di migranti – che ricorrono al nostro aiuto perché l’offerta di Caritas è troppo costosa).

Alla luce di questa situazione, riteniamo quindi più opportuno continuare la nostra attività in maniera autonoma, anche se ci è stato caldamente consigliato di sottostare a Caritas. Per noi questa ipotesi è inaccettabile, perché la merce che distribuiamo gratuitamente ci viene donata dalla popolazione, che spesso dichiara di preferirci a Caritas e alla Croce rossa, che invece rivende la merce donata.

 Il nostro auspicio è quello di vedere più considerazione per il nostro operato e più trasparenza nelle decisioni delle autorità.


​A nome del comitato,​
Lara Robbiani Tognin​a

 FB: Associazione DaRe
www.associazionedare.ch

http://www.rsi.ch/la1/programmi/cultura/storie/Nei-tuoi-panni-8931004.html

 

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  • Consiglio di stato


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