Rimaniamo in Europa e nell'Euro !

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Sono sempre più forti le voci di chi vuole fare uscire l’Italia dall’Europa e dall’Euro. Sono voci molto presenti nell’opinione pubblica, sebbene non rappresentino l’opinione della maggioranza.

Alziamo quindi la nostra voce a favore di una permanenza dell’Italia in Europa e nell’Euro.

L’Euro è una valuta forte, accettata come mezzo di pagamento sul mercato internazionale. Con essa possiamo indebitarci, acquistare petrolio, derrate alimentari e tutte quelle merci che la nostra industria trasforma e rivende all’estero. Con essa potremmo fare gli investimenti necessari per rilanciare l’economia.

L’Euro ha frenato l’inflazione e ha permesso ai nostri redditi e ai nostri risparmi di mantenere il loro potere di acquisto negli ultimi 20 anni. Anche se i prezzi sono saliti all’inizio, poi sono rimasti stabili. E non si possono confrontare i prezzi odierni con quelli di 20 anni fa.

La crisi economica, che nonostante ciò colpisce buona parte della popolazione, con disoccupazione, precariato, bassi redditi e povertà, non è dovuta alla moneta unica, ma a scelte politiche ed economiche sbagliate. I crediti erogati al momento dell’introduzione dell’euro sono andati a finire nei canali sbagliati, come l’edilizia e la finanza, e non in attività produttive e innovative che avrebbero potuto creare posti di lavoro.

L’Italia ha un debito pubblico di 2400 miliardi, su cui paghiamo interessi moderati. Con l’uscita dall’Euro, questo debito si moltiplicherebbe e i creditori ne chiederebbero la restituzione. Creditori che in buona parte sono i cittadini stessi, che detengono titoli di stato italiano direttamente o sotto forma di assicurazione o fondo pensione.

Con una nuova lira, che si svaluterebbe enormemente rispetto all’Euro, non saremmo più in grado di pagare le merci che importiamo dall’estero: per esempio gli idrocarburi, (che ci servono per i carburanti, il riscaldamento, l’industria chimica), o i prodotti agricoli che ci mancano per il 20 % del nostro fabbisogno (cereali, carni fresche, latte).

L’Italia è una paese di trasformazione: se non importa materie prime e semilavorati dall’estero, non può esportare. Se le importazioni dovessero diventare proibitive, non avremmo più nulla da esportare, o dovremmo esportare a prezzi non competitivi. Per questo non è vero che la svalutazione della nuova lira farebbe aumentare le esportazioni.



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