PETIZIONE CHIUSA

Riforma degli Ordini Professionali

Questa petizione aveva 1.032 sostenitori


Alla Spett.le  CAMERA DEI DEPUTATI.

Al Spett.le  SENATO DELLA REPUBBLICA.

I firmatari del documento, i cui dati vengono comunicati in allegato, con la presente inoltrano la seguente

PETIZIONE AI SENSI DELL’ART. 50 COST.

domandano alla Camera dei Deputati ed al Senato della Repubblica di legiferare per riformare gli Ordini Professionali; specificatamente si domanda che:

-          La denominazione venga cambiata da “Ordine” a “Registro”; ad esempio, al posto di “Ordine degli architetti … ”, si propone di introdurre la denominazione “Registro degli Architetti Italiani – Italian Architects Registration Board”.

-          Il registro abbia un’unica sede nazionale nella capitale della Nazione – ovvero nella città di Roma –una sede per la Regione Nord a Milano, ed una sede per la Regione Sud a Napoli, riducendo così il numero di sedi a tre.

-          Ci sia un unico consiglio nazionale; ogni consiglio provinciale, ogni carica o gerarchia provinciale venga sciolta. Tutte le sedi provinciali degli ordini vengano chiuse.

-          Il costo di iscrizione al Registro venga determinato a livello nazionale, sia gratuito per i primi tre anni di iscrizione, ed inferiore o pari ad euro 100 per gli altri iscritti. Vengano decretati a livello centrale i casi di esenzione dal pagamento della quota di iscrizione ai Registri, esentando le neomadri, i neopadri, i meno abbienti, i disoccupati, i disabili, i cittadini italiani rimpatriati dall’estero per il primo anno di rimpatrio.

-          Vengano aboliti gli attuali codici deontologici. Al fine di non ledere il principio di uguaglianza tra i cittadini, si propone che i codici deontologici vegano ridotti all’essenziale. Si domanda al Parlamento di valutare l’opportunità di adattare alle esigenze nazionali ed alle intenzionalità qui espresse, il codice deontologico dell’Architects Registration Board Britannico (http://www.arb.org.uk/architect-information/architects-code-standards-of-conduct-and-practice/

-          Il numero di crediti da esigere per l’aggiornamento professionale sia diminuito. Si propone che i corsi di aggiornamento, ovvero la produzione di materiale didattico per gli stessi, siano annualmente, o semestralmente curati a livello centrale da un apposito istituto; che il contenuto dei corsi di aggiornamento sia sostanzialmente omogeneo per tutti gli architetti, e strettamente attinenti all’aggiornamento tecnico e legislativo, esulando tassativamente da iniziative volte alla promozione di prodotti o marchi.  L’architetto cura indipendentemente il proprio aggiornamento culturale.

-          Si domanda inoltre che in nessun caso potrà essere pretesa la lealtà degli iscritti verso i Registri, o, per esteso, verso i consiglieri dei Registri.

-          Il registro pubblichi online una guida ai salari, aggiornata annualmente, sul modello della guida ai salari del Royal Institute of British Architects: https://www.ribaappointments.com/staticpages/10290/salary-guide-2017/

-          Vengano intraprese efficaci politiche volte a facilitare ed incentivare il rimpatrio dei cittadini italiani residenti all’estero (1.325.969 milioni di italiani nella fascia di età compresa tra i 21 ed i 40 anni sono residenti all'estero iscritti all'AIRE, in totale oltre 4,5 milioni di italiani sono residenti all'estero http://ucs.interno.gov.it/ucs/allegati/Download:Anagrafe_degli_italiani_residenti_all_estero_a.i.r.e.-5767698.htm

-          Tutelando il regime di concorrenza, vengano stabiliti stipendi minimi inderogabili, ovvero compensi minimi, ovvero tariffe minime inderogabili, volte alla tutela dei livelli salariali, nel rispetto del dettato costituzionale e dei diritti umani.

-          Vengano intraprese iniziative per monitorare gli orari di lavoro, dettando precisi standard per regolare il lavoro notturno, ovvero gli straordinari, con particolare riferimento alla tutela della maternità, della salute e della famiglia.

Si ringrazia per la cortese attenzione.

(La diffusione della petizione da parte dei firmatari, tramite Facebook ed Email, è il principale canale di diffusione della petizione).

 



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