RIENTRARE SI. MA IN SICUREZZA

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APPELLO DA COLLE DI ARQUATA: RIENTRARE SÌ, MA IN SICUREZZA

Colle è la frazione del Comune di Arquata del Tronto meno colpita dal sisma 2016, ma ha comunque subito pesanti danni. Il 30 ottobre scorso il paese è stato dichiarato zona rossa, come tutto il Comune, con relativa ordinanza di evacuazione totale.
A rendere Colle invalicabile è stata anche l’impraticabilità della Strada Provinciale 20, via di accesso al paese oltre che di collegamento alle altre frazioni del Comune ed alla SS4 Salaria, a causa di smottamenti, frane e massi, che minacciano sia la SP20 stessa, sia parte dell’abitato.
Il 19 luglio è stato ufficialmente comunicato che Colle non è più zona rossa, entro  il 31 luglio sono  cessate le  sovvenzioni CAS e l’ospitalità presso le strutture alberghiere, pertanto per quella data era previsto il rientro.
Felicissimi di poter tornare, da nove mesi non si aspettava altro, tuttavia non si può ignorare che a Colle sussistono ancora seri pericoli per l'incolumità delle persone, sostanzialmente gli stessi che il 30 ottobre 2016 portarono all’ordinanza di evacuazione totale. In sintesi:
- I lavori di messa in sicurezza e ripristino della SP20 sono stati messi a bando solo in data 27 luglio 2017; non sono stati ancora neppure appaltati, tantomeno dunque eseguiti. La SP20 resta non percorribile: l’unica via di accesso a Colle è la strada, già brecciata e solo recentemente asfaltata, che collega il paese a Poggio d’Api (frazione di Accumoli, Rieti); è impensabile che per entrare o uscire da Colle (che dista solo pochi chilometri dalla SS4 Salaria, zona Trisungo) ci si debba obbligatoriamente dirigere verso Illica attraversando Poggio d’Api, tornando verso Rieti e allungando così di parecchio ogni tragitto, compreso quello da compiere più volte al giorno per raggiungere terreni e allevamenti;
- Nell'abitato di Colle permangono edifici pericolanti, interdetti solo mediante posizionamento di transenne; ciò non protegge quanti si trovassero nelle loro vicinanze dal rischio di eventuali crolli, e al contempo potrebbero ostruire possibili vie di fuga in caso di pericolo. Tali edifici danneggiati impediscono inoltre l'accesso ad alcune abitazioni invece agibili.
Per questo, ai fini dell’incolumità e sicurezza degli abitanti di Colle, si chiedono:
- immediati interventi di messa in sicurezza degli edifici pericolanti, comprese le chiese, tramite interventi di fissaggio, imbracatura, puntellamento o quant’altro sia necessario;
- l’accelerazione dell’iter di assegnazione dei lavori di ripristino e messa in sicurezza della SP20, ferme restando tutte le garanzie di legge a tal fine previste. Nell’immediato poi si chiede con somma urgenza di provvedere al ripristino, e dove serve all’ulteriore rafforzamento con ogni intervento necessario, dei margini stradali, delle reti di protezione da caduta massi, sia lungo la SP20 che sull’abitato: reti che a causa del sisma e delle eccezionali nevicate dello scorso gennaio sono ora divelte.

Soltanto dopo questi interventi si potrà parlare di rientro sicuro per gli abitanti di Colle domiciliati in case agibili, in attesa che anche gli altri possano tornare: una garanzia minima e ineludibile, in un paese che resterà ancora per tempo solo parzialmente abitato se non semideserto, privo di servizi, con numerose aree precluse al transito, macerie non rimosse, strada provinciale interdetta.
A cosa è servito allontanare gli abitanti per nove mesi, se poi al loro rientro la  situazione è immutata rispetto a quella che ha determinato la classificazione a zona rossa? Non si vogliono innescare polemiche a questo punto inutili sulle aspettative, su quanto si poteva fare e non è stato fatto.
Si avanzano queste necessarie, lecite, sacrosante richieste affinché il rientro a Colle si realizzi in totale sicurezza.

 



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