PETIZIONE CHIUSA

Marito e moglie obbligati a vivere a distanza

Questa petizione aveva 8 sostenitori


Sono un cittadino Italiano sposato con una cittadina Russa. Ormai e’ oltre un anno che combatto per far ottenere a mia moglie la Carta di Soggiorno. A quanto pare il cittadino Italiano per poter vivere serenamente e senza problemi con la propria moglie deve emigrare fuori l’Europa. Sto scrivendo questa petizione alle 11 di notte per esasperazione in quanto ho deciso di trasferirmi in Russia per studiare la lingua e per cercare di ripristinare il rapporto, ormai logorato dalla distanza, con mia moglie. 

Mi scuso preventivamente per gli errori grammaticali che sicuramente faro' , non sono mai stato un bravo scrittore e vista la stanchezza non credo che rileggerò' il testo che mi accingo a  scrivere.

 


Prima di fare richieste vorrei descrivere tutta la storia:

 


Purtroppo, come molti Italiani , sono disoccupato e questa condizione, in alcune questure d’Italia, e'motivo di rifiuto per il  rilascio della Carta di Soggiorno. La Questura della mia provincia (Pescara) ha deciso discrezionalmente, senza avere un appoggio legislativo, di non rilasciare a mia moglie la Carta di Soggiorno. Siamo arrivati in Italia a Febbraio dell’ anno scorso e abbiamo registrato il matrimonio nel comune di mia residenza.

 

Dal primo istante che entrai in contatto con la questura ho riscontrai problemi. All' inizio , l’ufficio immigrazione disse che se non avessi presentato un reddito mia moglie sarebbe dovuta tornare in Russia entro la scadenza del visto turistico. Allucinato dalla risposta , con insistenza chiesi il riferimento di legge che utilizzavano e dopo alcune decine di minuti di attesa mi fu dato come riferimento il dlgs 286/98. Tornato a casa iniziai a studiare la norma, in effetti il  riferimento del reddito minino c'era, ma quei requisiti erano per i cittadini extracomunitari residenti regolarmente in Italia che volevano richiedere il ricongiungimento familiare del coniuge extracomunitario residente fuori l'europa. ( per esempio il Cinese che risiede regolarmente  e che vuole far venire la famiglia che vive in Cina,  in Italia) Giustamente la normativa prevede che il ricongiungimento possa essere fatto ma mette come requisito, appunto, un reddito minimo per garantire che una volta in Italia, entrambi non diventino un peso per le casse dello stato.

A rigor di logica, il cittadino Italiano, in quanto tale, non dovrebbe presentare un reddito. Ma come ben sappiamo la logica nella normativa ci azzecca poco. Per questo motivo iniziai ad approfondire la questione e dopo diverse settimane di studio e ricerche sul sito della camera sono riuscito a trovare il DLG 30/2007, legge di recepimento della Direttiva Europea 2004/38/CE

Iniziai a leggere tutti gli articoli e mi salto' all occhio l'art 10 che prevede appunto: "Carta di soggiorno per i familiari del cittadino comunitario non aventi la cittadinanza di uno Stato membro dell'Unione europea". L'art in questione prevede il rilascio della Carta di Soggiorno senza presentazione di alcun reddito. Basta presentare il certificato di matrimonio, il documento di residenza del cittadino comunitario coniuge del richiedente , 4 foto-tessere e il passaporto. 

 


Per avere la certezza contattai il sevizio SOLVIT della comunita’ Europea e 12 questure Italiane tra cui, Roma, Firenze , Aosta e Bologna chiedendo chiarimenti in merito. A distanza di 10 giorni fui contattato via telefono da un consulente della comunità' Europea che mi spiego' che l'Italia non poteva motivare il rifiuto della Carta per il reddito mancante in quanto la normativa era chiara. Mi mise a conoscenza che c'era una circolare europea con delle linee guida da adottare l'europa mando' nel 2009 ( 2 anni dopo il recepimento italiano) a tutti gli stati membri in quanto il recepimento della normativa Europea per il diritto dei cittadini Europei e loro famigliari era stata insoddisfacente Link. Uno dei punti che questo documento riprendeva (art 2.2.2) era proprio il rilascio della Carta di soggiorno per i coniugi di cittadini Comunitari e specificava che non potevano essere richiesti documenti accessori oltre ai documenti descritti nella normativa. A distanza di alcuni giorni, anche tutte le questure che interpellai mi risposero in maniera positiva dicendomi che io, essendo cittadino Italiano residente in Italia, non dovevo assolutamente presentare il reddito e che a mia moglie spettava la Carta di Soggiorno con validita' di 5 anni.

Tornai in questura forte del fatto che la normativa Italiana prevedeva il rilascio della Carta di Soggiorno . Una volta li, dichiarai di voler presentare la domanda per la richiesta di carta di Soggiorno per mia moglie. Fui subito fermato in quanto mi venne detto che senza reddito non potevo presentare la domanda. Mi infuriai e chiesi di parlare con un superiore. Fui accompagnato in un piccolo ufficio disordinato. La signora in divisa, che non volle presentarsi anche dopo mia richiesta, mi chiese quale era il problema. Descrissi tutta la storia e chiesi spiegazioni. Anche lei in maniera poco elegante mi disse che mia moglie poteva richiedere solo un permesso elettronico provvisorio di durata di 1 anno dietro pagamento della tariffa di 180 euro. Iniziai ad innervosirmi e chiesi se secondo lei era normale che un Italiano disoccupato doveva pagare 180 euro ogni anno per avere la possibilità' di vivere con la moglie e un Italiano, magari miliardario, che non aveva alcun problema a  pagare quelle cifre aveva il diritto di ricevere una Carta di Soggiorno GRATUITA e con validita' di 5 anni. Fece un sorriso e mi disse che la legge Italiana prevedeva  questo. A quel punto chiesi di leggere la normativa che avevo stampato il giorno recedente. Mi fu detto che non avevano tempo da perdere e che se continuavo a fare domande erano costretti ad accompagnarmi fuori con la forza. Insistetti alzando la voce. Lessi l'art 10 del dogs 30/2007 e mi fu detto che non poteva essere preso in considerazione in quanto per i cittadini Italiani si utilizzava la legge 286/98. Ribattei che si sbagliava in quanto l'art 23 sempre del dlgs 30/2007 recitava : 

""Applicabilità ai soggetti non aventi la cittadinanza italiana che siano familiari di cittadini italiani : 1. Le disposizioni del presente decreto legislativo, se più favorevoli, si applicano ai familiari di cittadini italiani non aventi la cittadinanza italiana.""

A quel punto mi fu detto: se proprio e' sicuro consegni la domanda per rilascio di carta di soggiorno e vedrà' che verra' respinta. Chiesi il motivo di cosi tanta leggerezza e feci presente che anche la comuità  Europea confermava che a mia moglie spettava la carta di soggiorno. A quel punto si mise a ridere in maniera odiosa e disse : < lei e' riuscito a fare cose che mai nessuno e' riuscito a fare , perfino l’Europa è riuscito a contattare> ovviamente era una frase denigratoria, dopo questa frase denunciai il fatto che mi sentivo offeso e che stava  usando un comportamento non professionalmente. a quel punto disse: ‘deve dirmi come campa con sua moglie’. A quel punto salutai e andai direttamente all' URP per rilasciare una messa in mora alla questura, chiedendo di avere udienza con il questore entro 15 giorni motivando le gravissime mancanze dell' ufficio immigrazione. I 15 giorni passarono senza nessuna comunicazione e decisi di andare direttamente nell’ ufficio del Questore Dr. Passamonti a denunciare il fatto. Purtroppo non era presente e la segretaria mi disse che avrebbe fatto presente la mia situazione al Questore. Il giorno dopo fui contattato da un vigile urbano (ex poliziotto nonché amico del dirigente dell ufficio immigrazione), che chiese di parlarmi. Andai all' incontro e mi disse di descrivere il problema che avevo incontrato. Spiegai tutta la situazione presentandogli le leggi Italiane, quelle Europee, le risposte delle questure e la mail che in un secondo momento la comunità Europea mi mandò. Il vigile lesse tutte le carte e dovette confermare che qualcosa era andato nel verso sbagliato in questura. Mi chiese di lasciagli tutte le carte e io acconsentii. Mi promise che si sarebbe speso per difendere il diritto di mia moglie e si offri’ ad accompagnarmi all’ incontro con il Questore dicendo che avrebbe difeso il cittadino anche andando contro i propri interessi professionali. L’ Incontro fu confermato e dovevamo solamente incontrarci il giorno seguente. La sera lo chiamai per chiedergli dove ci saremmo incontrati e in maniera fredda mi disse che aveva avuto un contrattempo e che non sarebbe potuto venire.... Capii la situazione e dimenticai tutte le belle parole che mi furono state dette. (ai miei occhi era evidente che ci fu un intervento esterno nella sua scelta)

Andai all' incontro e notai che il Questore era assente: c'era il dirigente dell' ufficio immigrazione e un dirigente donna di un altro ufficio che aveva avuto l'incarico direttamente dal Questore di risolvere la situazione.

Mi fu chiesto perché avevo disturbato l’ufficio del questore per un motivo futile e di facile risoluzione. Non volli rispondere in quanto capii che era una domanda provocatoria. Chiesi il motivo per cui non volevano rilasciare la Carta di Soggiorno. Rispose il dirigente dell' ufficio immigrazione dicendo che la legge 286/98 era chiara e che se volevo vivere in Italia con mia moglie non c'erano problemi in quanto potevo pagare la tariffa di 180euro e richiedere un permesso provvisorio. Premessa: in quel periodo a mia moglie era scaduto il visto e, dopo un grave problema di salute decise di tornare in Russia ( in ospedale volevano ricoverarla ma visto che non aveva ne assicurazione ne permesso dissero che avremmo dovuto pagare 500 euro al giorno per un ricovero di 3 giorni).

Ribadii che a mia moglie, in base alle leggi Italiane non spettava il permesso provvisorio a pagamento ma la Carta di Soggiorno gratuita di 5 anni. Chiesi di poter leggere le mail delle altre questure e la risposta della comunita' Europea. Mi fu detto che non avevano tempo da perdere e che conoscevano perfettamente la normativa. Mi alzai in piedi e obbligai il dirigente ad ascoltare in quanto dichiarai che avevo rifiutato un incontro lavorativo per essere presente ( quel giorno dovevo andare ad Aosta per un colloquio lavorativo) e che esigevo comprensione visto che  ero impossibilitato a vivere con mia moglie. Mi chiesero di calmarmi e di procedere. Mi sedetti e lessi dapprima la normativa poi, quando presentai le mail di risposta delle altre questure mi fu detto : non ci interessano le vostre mail, lei e' a Pescara. Come se la provincia di Pescara avesse uno Stato a parte.

Consegnai la risposta della comunita' Europea e chiesi di leggerla. Non vollero prenderla in considerazione in quanto dicevano che l'Italia prevedeva comunque il reddito. Chiesi di dichiararmi ufficialmente quale  legge era da prendere in considerazione e, con mia grande sorpresa, mi fu detto il dlgs30/2007. Chiesi se quindi avrebbero rilasciato la carta di soggiorno, ma in maniera categorica mi dissero NO c'e' bisogno dell' reddito. Fui nuovamente sorpreso in quanto conoscevo per filo e per segno la legge e in nessun articolo si richiedeva che un cittadino Italiano dovesse dichiarare un reddito minimo. Chiesi quale articolo avevano preso in considerazione per dichiarare una cosa simile; mi risposero la 7 e la 9. Non volevo crederci.. pensai di avere davanti a me un muro di gomma sordo e ottuso!

Spiegai che i 2 articoli non potevano essere presi in considerazione in quanto non rispecchiavano la mia situazione. In maniera saccente mi chiesero di leggere l'art 7 punto b) e l'art 9 comma 3 punti a b c. Capii perfettamente che gioco volevano fare... Volevano prendere solo parte della legge senza valutare a chi si riferivano i suddetti articoli. Mi limitai a dire che avrei letto tutto l'art partendo dal comma 1. ( come bisognerebbe fare sempre)

L'art 7 comma 1 recita:   "Il cittadino dell'Unione ha diritto di soggiornare nel territorio nazionale per un periodo superiore a tre mesi quando:////// poi ci sono i requisiti di reddito. In questo primo punto provai a farli ragionare dichiarando in maniera chiara che io ero Italiano residente dalla nascita a Pescara e non avevo intenzione di soggiornare in Italia in quanto ero già' residente.

E' evidente che l'art 7 non poteva essere preso in considerazione.. mia moglie non e' di uno stato europeo e io Sono gia' residente in Italia. Quando feci presente questa cosa in maniera fastidiosa mi dissero di leggere l'art 9 comma 3. Anche in questo momento, conoscendo la norma dissi che avrei iniziato a leggere dall' comma 1. 

Vi invito a leggere gli articoli in questione aprendo il link: Camera DLG 30/2007

L'art 9 comma 1 dice: Al cittadino dell'Unione che intende soggiornare in Italia, ai sensi dell'articolo 7 per un periodo superiore a tre mesi, si applica la legge 24 dicembre 1954 n. 1228, ed il nuovo regolamento anagrafico della popolazione residente, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223.

anche qui e' evidente che la questura ha palesemente sbagliato a prendere in considerazione l'art 9. 

il comma 3 in maniera palese recita: Oltre a quanto previsto per i cittadini italiani dalla normativa di cui al comma 1, per l'iscrizione anagrafica di cui al comma 2, il cittadino dell'Unione deve produrre la documentazione attestante l'attività lavorativa, subordinata o autonoma, esercitata se l'iscrizione e' richiesta ai sensi dell'articolo 7, comma 1, lettera a);

b) la disponibilità di risorse economiche sufficienti per se' e per i propri familiari ecc.....

Provai a ragionarci ma ogni volta mi dicevano che io ero un cittadino dell' Unione Europea e in quanto tale dovevo presentare reddito... Era troppo complicato capire che io ero gia' residente e quei 2 articoli erano per quei cittadini non Italiani ma comunitari, che dovevano depositare la richiesta di residenza..

Era diventata una situazione tragicomica e non c'era verso di ripristinare la normalità.

A quel punto chiesi di leggere l'art 10, l'unico articolo che poteva essere preso in considerazione e provai a farli ragionare: 

lessi dapprima il titolo dell' articolo : "Carta di soggiorno per i familiari del cittadino comunitario non aventi la cittadinanza di uno Stato membro dell'Unione europea". Chiesi se la situazione di mia moglie poteva essere raffigurata in questo articolo. Donna extracomunitaria coniugata con cittadino comunitario. Annuirono.. senza pretese offensive devo dichiarare che fu il primo segno di intelligenza che notai fino ad allora.

Lessi il comma 3 dove si specifica i documenti che il coniuge di cittadino comunitario deve presentare per la richiesta di Carta di soggiorno:

3. Per il rilascio della Carta di soggiorno, e' richiesta la presentazione:

a) del passaporto o documento equivalente, in corso di validità, nonché del visto di ingresso, qualora richiesto;

b) di un documento che attesti la qualità di familiare e, qualora richiesto, di familiare a carico;

c) dell'attestato della richiesta d'iscrizione anagrafica del familiare cittadino dell'Unione;

d) della fotografia dell'interessato, in formato tessera, in quattro esemplari.

per far capire che si sbagliavano mi soffermai sul punto C (attestato della richiesta d'iscrizione anagrafica del familiare cittadino dell’Unione) dicendo che se io fossi stato un cittadino Tedesco, per poter richiedere l'iscrizione anagrafica avrei dovuto dapprima procedere tramite l'art 7 e 9   in quanto non residente, e quindi presentare il reddito,  ma siccome io ero già residente il problema non si poneva poiché avevo già la residenza nel comune di Pescara e bastava la mia carta di identità  per soddisfare quel requisito. 

Come al solito, senza argomentare e spiegare la loro posizione dissero che senza reddito non avrebbero rilasciato la Carta.

Uscii dalla stanza e andai direttamente nell ufficio della Prefettura per denunciare il fatto. Feci una relazione approfondita allegando tutte le risposte delle altre questure, della comunità Europea e le copie di tutte le leggi Italiane e Europee. Per farla breve, a distanza di 2 mesi non ebbi risposta e tornai personalmente in Prefettura. Mi fu risposto che la questione non era di loro competenza e che avevano rigirato il tutto all ufficio di competenza... Ovvero la stessa questura di cui avevo denunciato nel documento presentato al Prefetto! Ero assolutamente demoralizzato.. Non pensavo che le amministrazioni fossero cosi ottuse!

Andai dal primo cittadino e dichiarai che nel comune la Questura limitava il diritto dei cittadini.. Non vi racconto cosa mi rispose!

Stanco di tutto cio' provai a fare un ultima prova: Denunciare pubblicamente in Procura della Repubblica Italiana il fatto. Bhe dopo 4 mesi ci fu l’ archiviazione. Chiesi di accedere agli atti e capii che il magistrato si baso' semplicemente sulle dichiarazioni dell’ ufficio di immigrazione della questura di Pescara, ovvero che dovevo presentare il reddito PUNTO! Pensavo che la magistratura si muovesse in maniera piu ampia.. e invece mio malgrado capii che mi sbagliavo. 

Qualcuno potrebbe pensare: perché non hanno fatto ricorso in tribunale? Ebbene, voglio spiegare il motivo. Dopo il problema di salute di mia moglie abbiamo deciso che sarebbe stato meglio se si fosse curata in Russia in quanto non avremmo dovuto spendere nessuna cifra e in più perché mia moglie si sarebbe sentita più al sicuro in quanto poteva dialogare con i medici.

Ebbene, il decreto di respingimento della richiesta della Carta di Soggiorno arrivo' il giorno prima della partenza. Scoprii che se una persona vuole dar mandato ad un avvocato deve firmare il mandato in presenza dell' avvocato oppure fare una procura tramite notaio. Provai ad andare il giorno stesso da un notaio per farmi fare la procura ( tramite un amico presi un appuntamento lampo di sera) ma si presento' un problema, mia moglie non conoscendo l'italiano non poteva comprendere le parole del notaio e alla fine, il notaio decise che non avrebbe potuto fare la procura in quanto sarebbe andato contro la legge poiché chi da la procura deve capire il documento che firma. Sembra una storia fantozziana... ma purtroppo e' la realtà dei fatti. A distanza di alcune settimane scoprii che mia moglie poteva fare procura tramite un notaio Russo, tradurre la procura e farla legalizzare all’ Ambasciata Italiana a Mosca... il tutto, viaggio a Mosca compreso ci sarebbe costato oltre 1000 euro. Comunque anche se avessimo speso quella cifra per fare la procura c'era da pagare anche l'avvocato in Italia, circa 1500 euro. C'era la certezza di vittoria ma non c'era la certezza che il giudice condannasse la Questura alle spese legali in quanto, nella quasi totalità dei casi contro le pubbliche amministrazioni il giudice dichiara la compensazione delle spese tra le parti ovvero: tu ti paghi il tuo e io mi pago il mio... Troppo semplice.. la questura non paga nulla in quanto siamo noi cittadini a pagare con le nostre tasse e in piu' io , per aver riconosciuto un diritto fondamentale come quello dell' unita' familiare avrei dovuto spendere oltre 2500 euro.. ASSURDO!!

Non ci stavo.. per questo iniziai a fare questa battaglia civica. Non volevo che altri cittadini Italiani si trovassero nella mia stessa situazione!

In Italia si parla del problema Giustizia, delle lungaggini e del problema di cause che vanno in prescrizione per mancanza di tempo. Adesso mi e' piu chiaro da chi dipende. Dalla burocrazia e dai burocrati che per paura o per arroganza, pur sapendo di sbagliare rimangono sulle proprie posizioni. Perché andare in giudizio se una questione si potrebbe risolvere davanti una tazza di caffe? Cosa mi sfugge? E' cosi complicato??

 

Alcune persone che mi sono vicine mi hanno dato del Don Chisciotte e hanno detto: non si e' mai visto che la pecora si mangia il lupo. Ebbene voglio rispondervi pubblicamente. 1 Non sono Don Chisciotte in quanto credo in cio' che faccio e ho ancora fiducia nella giustizia 2 Bisogna ancora capire qui chi e' il lupo e chi e' la pecora.

E' evidente che ancora  non ho risolto nulla, ma di certo non per colpa mia, c'e' l'ho messa tutta. La distanza , in una relazione e' sempre logorante, ed io e mia moglie abbiamo iniziato ad avere problemi. Ho provato a cercare lavoro in questi mesi e per questo motivo non sono potuto andare da lei in Russia ..  Trovai lavoro a maggio e promisi a mia moglie che l'attesa ci avrebbe ripagato e che avrei fatto il possibile per creare una situazione di normalità. Passai  tutta l'estate a lavorare , ho lavorato come un asino da soma e il risultato sapete quale fu? Il sistema Italia mi  beffo' una seconda volta! Ho lavorato per 7 mesi.. i primi 2 mesi anche se con ritardo ho preso gli stipendi poi tramite la fantomatica scusa della CRISI mi e' stato chiesto di aiutare l'azienda e di aspettare per gli stipendi.. ebbene.. 5 mesi non pagati! Non ho mai detto a mia moglie di questa situazione fino a quando il padre si ammalo'. Non mi ha mai chiesto soldi, sapeva della nostra situazione ma in quell occasione fu costretta in quanto senza il padre l'azienda familiare stava entrando in difficolta' e visto i medicinali costosi mi chiese di aiutarla. Per la cultura Russa , come per la cultura di tutti i paesi sviluppati, non e' pensabile che una persona lavori senza prendere gli stipendi.. Qui da noi purtroppo, e' diventata normalità! 

Ha iniziato a non credere più alle mie parole.. inizio' a pensare che la questione della Carta di soggiorno era una scusa per allontanarmi da lei. E' stato difficile spiegargli la realta' dei fatti e anche se mi ha creduto ciecamente qualcosa e' cambiato. Il futuro e la vicinanza per una coppia e' importante..  a volte penso che sia un mio problema se tutto e' andato storto. Ma poi ripensando a tutti i fatti mi viene una gran rabbia! Io sono una persona che rispetta il prossimo e fa di tutto per risolvere in maniera pacifica i problemi. Non sono mai stato Bestia ma sempre Uomo.. e non voglio iniziare a pensare che in tutti questi anni mi sono sbagliato e che diventare bestia e tirare qualche schiaffo a destra e a manca porti a maggiori risultati! Questo di change.org e' l'ultima prova che faccio.. Sono sempre stato discreto nel parlare della mia vita privata, ho sempre tenuto nascosto a tutti, familiari inclusi la lotta che ho provato a combattere e adesso mi sento nudo, ho messo in pasto al pubblico la mia storia sperando che in futuro nessuno debba passare le pene che abbiamo passato io e mia moglie! Spero che qualcuno si prenda la responsabilità' di ripristinare il diritto in tutte quelle province dove si sbaglia. Non tanto per la mia situazione, ( ho deciso di andare in Russia e ormai il danno è fatto) ma per tutti quei cittadini che in futuro dovranno richiedere la Carta si Soggiorno.

 


Mi sono dimenticato di riportare l'interrogazione parlamentare che ho fatto fare ad un parlamentare di Pescara.. a distanza di 6 mesi il governo ancora non si pronuncia. Spero che questa petizione possa velocizzare la calendarizzazione della suddetta. Di seguito il Link dell' Interrogazione 

 


Anche una sola firma dara' senso a questo sforzo

 


A volte mi piace ricordare un testo di Niemöller. Mi ha sempre dato la forza di spendermi per il prossimo e di combattere le ingiustizie: 

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari

e fui contento, perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei

e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali,

e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti,

ed io non dissi niente, perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me,

e non c’era rimasto nessuno a protestare.

 

 

Al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Al ministro dell' Interno Marco Minniti, al Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini , al nuovo Questore della questura di Pescara Dr. Francesco Misiti;

visto che in alcune questure Italiane il diritto all'unita familiare dei cittadini Italiani non viene rispettato;

vista l'importanza di tale diritto negato;

                                                         CHIEDO

di intervenire tempestivamente per ripristinare tale diritto in tutta Italia creando una linea guida ministeriale chiara e coincisa  da mandare a tutte le questure Italiane dove si descriva la procedura corretta per la gestione del rilascio della Carta di Soggiorno per i Familiari dei cittadini Italiani non comunitari;

Di creare una nota informativa da far arrivare all' attenzione di tutta la popolazione  dove si sottolinei l'errore di talune Questure e dare quindi la possibilita' a quei cittadini che erroneamente hanno pagato per un documento che non gli spettava di essere rimborsati e di ripristinare il loro diritto ad avere la Carta di Soggiorno.  

Cordialmente

Alessandro Di Rocco

 

 

Riferimenti : 

Carta di Soggiorno per familiari di cittadino comunitario : http://www.lineaamica.gov.it/risposte/carta-soggiorno-familiari-cittadino-comunitario

Portale Immigrazione : https://www.portaleimmigrazione.it/ImmigrazioneNET/APR_Fam_Convivente.aspx

Dlgs 30/2007 : http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/07030dl.htm

Circolare comunita' Europea per l'errato recepimento della normativa: http://servizidemografici.interno.it/it/content/circolare-n-182009

Carta di soggiorno per cittadini stranieri prima del DLGs 30/2007 : leggere il punto 6. anche in quel periodo per lo straniero coniugato con cittadino Italiano non veniva chiesto reddito : http://www.portaleimmigrazione.it/ImmigrazioneNET/APR_CDS_Stranieri.aspx

Polizia di stato : Purtroppo il sito web della polizia a quanto pare soffre di gravi problemi di collegamento. Molti link dei documenti sono stati persi. di sequito il link non piu funzionante:  http://www.poliziadistato.it/search/findstring/?q=cittadini+della+unione



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