#IONONPOSSOASPETTARE - SCIOGLIMENTO delle camere e RESPONSABILITÀ dei parlamentari

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Claudio Usala ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a popolo italiano e a

La presente, rivolta al popolo italiano, al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ed al prossimo governo (a prescindere dallo schieramento politico) per richiedede:

- lo scioglimento delle camere ed il ritorno al voto;

- richiedere al prossimo governo, come punto prioritario, la modifica costituzionale che imponga delle responsabilità più ferree ai rappresentanti del popolo in relazione agli obbiettivi raggiunti, lavoro svolto e fiducia ottenuta (non solo parlamentare ma anche popolare);

- l'istituzione di elezioni di metà mandato;

Chiunque voglia chiedere a gran voce quanto sopra riportato al ns Presidente, potrà recarsi lunedì 24 febbraio 2020 di fronte al Quirinale per un pacifico e apartitico presidio fisso dal titolo:"Io NON posso aspettare

Tratto da una riflessione:"

L'altra sera. L'altra sera sono rientrato a casa verso le 20 e 30, dopo le 15 ore di lavoro quotidiane. Per l'ennesima volta non ho dato la buonanotte a mia figlia, già dormiva.

Mi son messo sul letto di fianco a lei, le parlavo. 

Ancora una volta le chiedevo scusa per non poterle assicurare nessuna certezza sul futuro, per non aver fatto niente di concreto per lei e per non averci mai provato. 

 

Ho sempre criticato i nostri padri per aver permesso ad una classe politica inetta di distruggere quanto lasciato loro dai loro padri, i nostri nonni.

Poi accendo la TV. Mi accorgo che tutti, in tutti i dibattiti politici, parlano di quel che faranno e di quel che vorrebbero fare rendendo questo futuro un qualcosa che non sarà mai un presente. Lo stesso futuro che utilizzano da quando io ricordi e che, difatti, mai è diventato presente. 

Spero e confido nelle nuove generazioni ma un secondo dopo concretizzo che anche loro si sono scordati dei bisnonni; parlano di lotta di classe, di disobbedienza e si atteggiano  da rivoluzionari per poi scoprire che sono loro i primi ad aver bisogno di un pastore: ritagliano un pezzo di cartone a forma di pesce e vanno in piazza per osteggiare un nemico sconfitto 75 anni fa.

 

Diavolo..neanche i giovani hanno in mente qualcosa per l'Italia?

L'Italia appunto. La nostra Patria. Oggi quasi ci si vergogna a dire quella parola. Quel piccolo pezzo di terra che rappresenta appena lo 0,1% delle terre emerse, da cui è nato quasi tutto quello che sino ad oggi è stato fatto, che detiene più della metà delle bellezze del mondo, fatta da tanti eroi silenziosi che ogni giorno manifestano la loro presenza cercando di preservare il loro ritaglio di vita, il proprio giardino, lavoratori instancabili; son troppo stanchi, siamo troppo stanchi per metterci a ritagliare e colorare dei pesciolini di cartone, quello lo farà domani mia figlia, nostri figli.

"Si vabbe, ma ormai, lo sai, funziona così" No, no e ancora no.

Mi sono alzato dal letto e sono andato da Sara, la mia compagna, per dirle:" Senti, io così non ci sto"

E lei:" ok, ma è così che va"

Ok, hai ragione, il nostro futuro è quasi andato, ma dobbiamo fare qualcosa per la bambina. 

Lei scoppia a ridere:"E cosa vuoi fare, il rivoluzionario?"

E io:"No Sa, voglio fare quello che avrei voluto avessero fatto i nostri genitori per noi, per salvare quello per cui tanto italiani hanno dato la vita...il diritto alla serenità".

Ritorno sul letto da mia figlia. Lei per fortuna ancora non può capire. La guardo e riinizio a parlarle. 

Piango ancora. Non voglio essere complice di questo presente; domani nessuno mi dovrà e potrà dire che non ho fatto nulla per questo Paese, per mia figlia, il nostro Paese, i nostri figli.

Un Paese ormai divenuto uno stadio, dove le curve si contendono le vittorie dimenticando che gli sconfitti siam tutti noi. 

Un Paese dove si fanno inutili manifestazioni contro l'odio per poi finire ad odiare chi la vede in maniera diversa da te. 

No, io non ci sto. 

Mi animo. Tiro fuori da un cassetto un vecchio programma scritto da me: lo sfoglio, piango e penso a mia figlia.

Ok, ci provo. 

Voglio parlare col Presidente, devo chiedere al Presidente Mattarella alcune delucidazioni:

- perché lascia che la nave affondi in questo modo?

- perché attende il 2023,anno delle nuove elezioni politiche, per avere un nuovo governo che amministra le macerie di quel che resta dell'Italia?

- perché non si ricorda per un attimo di 60 milioni di italiani?

Ecco Presidente, intanto risponda a questo. 

Ho deciso dunque. Andrò a Roma da comune italiano, uno dei tanti che ogni giorno vanno a produrre PIL e rincasano con una manciata di incertezze. 

Un italiano che vuole portare proposte, non slogan. 

Un italiano che non debba augurarsi che i suoi figli vadano all'estero per salvarsi. 

Un italiano che non vuole chiedere scusa ai suoi nonni per non aver fatto nulla. 

 

Ritorno da Sara:"Io vado a Roma" le dico "dal Presidente", "e ci vado a piedi".

E lei:"Si bravo, così ci perdi pure il lavoro".

E io:"Sai Sa, si può sopravvivere per niente o vivere per qualcosa...io scelgo la seconda"

Lei:" Sai che ti arresteranno?" e io:" forse, ma se sarà servito a smuovere anche solo un animo forse ci sarà ancora speranza per la bambina...e per l'Italia"

E quindi decido...mi organizzo. 

Ho deciso, per quanto utopica possa apparire la circostanza, di presentarmi lunedì 24 febbraio 2020 all'ingresso del Quirinale per chiedere udienza la nostro Presidente. 

Farò di più: partirò a piedi dalla Sardegna, armato di una sola bandiera, quella italiana, per arrivare lunedì 24 mattina al cospetto del capo dello Stato.

Per quanto tempo potrà ignorarmi? Per quanto tempo potrà ignorarci?

A questo non so rispondere, ma, riflettendoci mi chiedo:" Quanti sono gli italiani con me? Lavoratori, giovani, anziani, apolitici che desiderano solo tornare a vivere e non a sopravvivere? 

Se anche tu come me speri, confidi e desideri un Paese migliore rispetto a quello che oggi viviamo, vieni con me il 24 febbraio. 

Niente violenza, niente fischietti, niente slogan: porta con te solo un tricolore. 

Ci metteremo in ordinato silenzio dinanzi al Quirinale in attesa di essere ricevuti dalla nostra più alta carica di Stato. 

Se non parteciperai, mio caro compatriota, ti ringrazio comunque per aver dedicato del tempo ad informarti su questa iniziativa. Se invece parteciperai, staremo fianco a fianco, vicini, sotto un'unica bandiera. 

Lascio un mio contatto telefonico per tutte le info a fini conoscitivi e organizzativi. 

 

Whatsapp: 3518692131 Claudio

 

 

 

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