Riattivare la linea "circumiblea" Siracusa-Ragusa-Vizzini

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La Siracusa-Ragusa-Vizzini, o circumiblea, era una ferrovia meravigliosa che attraversava posti meravigliosi (Pantalica in primis); una ferrovia "maremonti" che che da un lato portava al mare (lambendo l'isola di Ortigia) e dall' altro in montagna (tra cui al monte Lauro, l'antichissimo vulcano vetta degli Iblei), e che solo qui si è potuta chiudere e smantellare togliendo al territorio un ottimo mezzo di trasporto ecosostenibile oltre a diversi posti di lavoro. Un vero peccato, e anche una vera idiozia.
Ogni tanto escono fuori dei progettini di recupero e di riapertura, più che altro a scopo turistico, ma senza nulla di concreto.
Il trenino dell' Anapo, o trenino di Ciccio Pecorapartiva e arrivava a Siracusa in cui, oltre alla stazione di Siracusa (ex) Centrale, c'erano pure le stazioni di Siracusa Marittima (o Siracusa Porto) e di Siracusa Nuova. Grazie alla presenza di queste tre stazioni (che sarebbero potute aumentare, considerando anche i vari passaggi a livello, tra cui quello di via Elorina) si sarebbero potute creare contemporaneamente le condizioni per un trasporto ferroviario urbano e per una circumiblea appunto, ma a Siracusa e più in generale nel suo territorio le cose positive o si ignorano o si distruggono.

Crediamo sia arrivato il momento non solo di pensare ma sopratutto di attuare il recupero del tracciato e delle sue stazioni con la riconversione a filovia circumiblea, il cui filobus logicamente può muoversi solo su gomma e su strada visto che purtroppo i binari sono stati smantellati gradualmente dopo la chiusura della ferrovia, avvenuta precisamente alle ore 9,30 del 30 giugno 1956 quando l'ultimo trenino dell' Anapo, cedendo il passo ai mezzi di trasporto su strada, giunse alla stazione di Siracusa Nuova proveniente da Solarino. 

In Svizzera le piccole ferrovie continuano ad essere utilizzate per raggiungere località meravigliose senza sporcare e inquinare. Qui è stata stupidamente chiusa una ferrovia stupenda quanto unica che permetteva una visita integrale ed immersa nell'ambiente. Basta questo motivo per recuperarla e riutilizzare ciò che rimane.
«Alle tre, nel sole di dicembre, dietro il mare che scoppiettava nascosto il trenino entrava, piccoli vagoni verdi in una gola di roccia e poi nella selva dei fichidindia. Era la ferrovia secondaria in Sicilia, da Siracusa per le montagne: Sortino, Palazzolo, Monte Lauro, Vizzini, Grammichele.»
Elio Vittorini



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