Riaprite il Padiglione C dell'Ospedale Galliera contro il COVID-19

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Il Secolo XIX ha pubblicato la nostra lettera

Genova, 17 marzo 2020

Egregio Direttore,

mi rivolgo a Lei con riferimento all’articolo che avete pubblicato ieri a firma di Emanuele Rossi intitolato “Appello a Bagnasco per il vecchio Galliera”.

Se il titolo da la giusta evidenza alla petizione che ieri abbiamo aperto sulla piattaforma change.org e che in meno di due giorni ha quasi raggiunto le 1.500 firme, nel corpo dell’articolo si da ampio spazio ai vertici del Galliera che forniscono risposte elusive.

In considerazione della gravità della situazione sanitaria che anche la nostra città sta affrontando, mi pare giusto precisare alcuni aspetti e Le sarei davvero grata se volesse darne notizia ai lettori del Secolo XIX.

I vertici dell’ospedale non hanno perso l’abitudine di giocare con le parole e con i numeri compiendo l’ennesimo “Miracolo al Galliera”: 

i 10 piani del padiglione C diventano una modesta “palazzina”
i pochi posti letto allestiti per i pazienti colpiti dal Covid-19 nel padiglione A sarebbero invece “una struttura”
gli studi medici per l’attività intramoenia, unica funzione residua nel padiglione C, sarebbero generici “ambulatori”.

Ma l’affermazione più grave riguarda l’uso di tale padiglione non per il ricovero dei pazienti, come da noi auspicato, ma degli “infermieri che non tornano a casa per non mettere a rischio le famiglie”.

Questa mattina abbiamo letto la notizia del dilagare del contagio tra i sanitari e i pazienti del Galliera. E’ una notizia gravissima ma non ne sono affatto stupita: purtroppo la direzione dell’ospedale si ostina a tenere accalcate 25 persone nelle storiche camerate con servizi igienici comuni, ambienti che facilitano la diffusione del contagio...

Se ha avuto modo di leggere la nostra petizione al Cardinal Bagnasco, il nostro obiettivo è di riaprire il Padiglione C anche per togliere i degenti dall’indecente situazione di promiscuità in cui sono deliberatamente tenuti da anni, pur avendo un’alternativa già pronta.

Alleghiamo alla presente la lettera di una Vostra lettrice che, all’epoca della chiusura di tale padiglione alle degenze e la loro trasformazione in studi medici per l’attività intramoenia, illustrava tutto il suo disappunto per l’irrazionalità di tale scelta, penalizzante per l’utenza.

Alleghiamo anche le foto degli esterni e degli interni di tale padiglione che sarebbe perfettamente in grado di accogliere i degenti Covid in via di recupero oppure i degenti affetti da patologie “normali”: potrà vedere che stanze di degenza con tutti gli impianti sanitari (ossigeno ed altri gas medicali) sono ora adibite a sale d’attesa e punti ristoro…

Con un ospedale in queste condizioni, mi pare che tutti gli sforzi dovrebbero essere concentrati ad ottimizzare le risorse esistenti a beneficio del personale e degli attuali degenti.

Rimaniamo molto perplessi quando leggiamo che chi si deve occupare di queste gravi emergenze assume anche ulteriori incarichi gravosi quale l’urgente trasformazione di un traghetto in un ospedale e la ricerca, la selezione e la formazione del personale.

Da anni facciamo presente che un nuovo ospedale dovrebbe contenere più letti e non meno dell’esistente: ci è stato risposto con arroganza di “andare a fare i pescivendoli” perché "il futuro della sanità è negli ospedali senza letti”. Da rubricare alla voce "le ultime parole famose…"

Il Galliera è un ospedale pubblico: se si tengono chiusi reparti nuovi, i sanitari sono pochi, i pazienti si contagiano, il costo sociale di questa sciagurata gestione è a carico di tutti noi, oggi e nel futuro.

Se chi, in ossequio al mandato della Fondatrice dell’ospedale, dovrebbe garantire “l’accoglienza e della cura dei poveri infermi” in realtà si distrae a dettare il programma politico al prossimo governatore (cfr. vs. articolo allegato) ebbene è necessario richiamarlo alle sue responsabilità.

La ringrazio per l’attenzione e sono a disposizione per eventuali chiarimenti.

Auspicando che vorrà dare spazio alle istanze di un ampio numero di cittadini, rimaniamo in attesa di un Suo cortese riscontro.

Cordiali saluti

Paola Panzera - portavoce dei Cittadini per Carignano

Cittadini per Carignano
1 year ago