Riabilitare Beppe Signori

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Noi tutti chiediamo al Presidente della FIGC di riabilitare il nostro Beppe Signori nel Calcio Italiano. 

Di seguito riportiamo il testo della lettera:

Al Dott. Gabriele Gravina, Presidente Federazione Giuoco Calcio

"Quel primo Giugno del 2011, insieme a lui, hanno arrestato anche tutti noi e ci hanno schizzato addosso lo stesso fango. Non abbiamo avuto bisogno di Beppe Signori per amare la nostra squadra, ma lui ci ha fatto palpitare il cuore, ci ha fatto esaltare e, quando si andava allo stadio sapendo che, là davanti, c'era lui, passavamo i tornelli d'acciaio frementi di aspettative ed improvvisamente alleggeriti da ogni pensiero. Lui ci ha fatto sognare. Anzi, no, molto di più: ci ha consentito di sognare e noi ci siamo nutriti della sua grandezza che è diventata anche la nostra. 

Poi, un giorno, ce l'hanno portato via e ci hanno detto che non era quel mito che avevamo fatto entrare nel nostro cuore, che aveva commesso cose spregevoli, le più lontane dai valori sportivi e da quell'immagine eroica, con cui volevamo comunque mantenercelo. Ciascuno di noi si è sentito accusato. 

Sono passati dieci lunghi anni, durante i quali l'oblio mediatico ha scolorito i fatti, ma non l'infamante accusa nei suoi confronti e con cui, nel bene o nel male, siamo stati costretti a ricordarlo, anche senza crederci. Per dieci lunghi anni, ci hanno costretto, noi increduli della sua colpevolezza, a giustificarci del nostro immutato ricordo di lui. Hanno danneggiato anche i nostri ricordi.

Dopo dieci anni, un bel giorno, leggiamo sui media che ben due Tribunali della Repubblica Italiana, dopo accurate istruttorie, hanno sancito che i fatti di cui lui era stato accusato non sono mai accaduti, non si sono mai verificati... che erano soltanto illazioni! E veniamo a sapere che, durante quel silenzio decennale, che avrebbe fatto appassire chiunque, lui non si è dato per vinto e ha continuato a lottare per difendere il risultato della sua partita più importante e, alla fine, ha segnato il suo gol più bello e significativo. Abbiamo anche saputo che, per arrivare in porta, ha dovuto prendere la decisione di rinunciare alla prescrizione e chiedere di essere processato e giudicato. Una decisione che nessun colpevole prenderà mai e nella quale ritroviamo il coraggio (lui è stato l'unico ad averlo) e il "non si molla mai" del fuoriclasse, che è stato e che ci ha fatto sognare. 

Ora, ci aspettiamo che anche la Giustizia Sportiva faccia la sua parte e lo riabiliti al più presto, restituendo, a lui, il posto che gli spetta nella storia del Calcio Italiano (e non solo) e, a noi, la bellezza dei nostri ricordi e dei nostri sogni."