Dimissioni dell'Europarlamentare Angelo Ciocca

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Io mi OPPONGO!

Più delle battute, delle ritrattazioni, dell’odio, del vuoto, dell’inconsistenza, dell’incoscienza, quello di oggi è un gesto che mi arrovella le budella. Stiamo abituando noi stessi a sopravvivere e a sopportare l’insostenibile, a graziare e giustificare il brutto intorno a noi. E a questo io mi oppongo.

Oggi ho visto un Europarlamentare togliersi una scarpa per sporcare dei fogli. Non importa cosa contenessero, non mi importa chi fosse il destinatario di questo insulso gesto. Guardo il metodo, compiuto scientificamente davanti alle telecamere, accese, davanti ai giornalisti, come un’epica avventura da ricordare, tramandare. Un gesto di (vana) gloria, che autoreferenzialmente avrebbe dovuto portare lustro, peso, rivendicazione all’Italia. Io a questo mi oppongo.

Sin da bambino mi hanno insegnato, tra i valori, quello della compostezza. Mi hanno insegnato a stare al mondo a testa alta, a muovermi da uomo tra gli uomini, a non prevaricare il prossimo, a portare avanti le mie ragioni e le mie battaglie con convinzione, forte della ragione e dell’unico mezzo davvero funzionale: la parola. Il logos, quel fuoco che incendia gli animi, abbatte barriere e crea speranza. E a questo scempio io mi oppongo.

Hanno sporcato un foglio con una scarpa. Hanno dimostrato che le parole sono finite, se mai ce ne fossero state. Oggi hanno lasciato che l’istinto e la prevaricazione vile e ignobile alzassero la testa. Ma oggi lo Stato si è anche battuto in ritirata davanti a quattro fascisti che minacciavano il sangue. Oggi la legge del più forte ha prevalso sulla ragione. Oggi ruggiscono i demoni di un tempo, troppo vicino per dirsi passato, ma troppo lontano per essere ricordato. Oggi, io mi oppongo.

C’è un'unica vittima sacrificata sull’altare del consenso. E questa stessa non ha ancora capito che sarà vessata, ancora e ancora, per garantire la sopravvivenza di questa politica. È la mia generazione, quella dei giovani, dei trentenni. Quelli che quando le luci dello show si spegneranno e si arriverà faccia a faccia con le realtà, sarà chiamata a pagare. Pagare i debiti, in denaro e arretratezza. Un peso che porteremo e pagheremo perché quando toccava a noi, non siamo stati in grado di alzare la voce. Troppo impegnati per occuparcene, troppo disuniti per avvertirne la complessità: della società, dello Stato, del mondo. Ed è per questo che io ora mi oppongo.

Mi oppongo perché non c’è rimasto più nessuno a farlo. Con forza e con coraggio. Non c’è nessuno che possa alzare la voce e gridare che questo schifo deve avere una fine. Chi si dovrebbe opporre discute del vuoto. Chi dovrebbe essere argine al dilagare del malgoverno, della malversazione, del buio e del vuoto, è più interessato a sbrodolare parole ormai prive di significato. Messaggi vaghi, disuniti e, in fin dei conti, inutili. Proprio la mancanza di chi oggi si deve opporre mi spinge ad essere il primo a gridare in faccia al mondo: io mi oppongo.

Con la speranza di una società nuova, che metta la persona al centro della visione del mondo. La speranza come coagulante delle generazioni. La collaborazione come filosofia del progresso. Il merito e le competenze come metro di giudizio. L’accoglienza e il rispetto come humus su cui piantare saldamente le radici. La bellezza come massima aspirazione dell’identità nazionale e individuale. Una bellezza di carattere, d’animo e di propositi. Sogno Italiani che vogliano migliorare, ogni giorno, con forza e convinzione sé stessi, per migliorare ciò che li circonda. Perché questo nuovo mondo abbia inizio, a quello attuale io mio oppongo. E dovremmo tutti, donne e uomini di VERO cambiamento, opporci: siamo noi il cambiamento. Non ci saranno eroi risorgimentali a guidarci, o eserciti stranieri a liberarci. Siamo noi il cambiamento di noi stessi.

Ed il primo gesto che dobbiamo esigere è l’estirpazione della bruttezza. Esigiamo le dimissioni di Angelo Ciocca. Che l’Italia possa camminare ancora a testa alta.



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