Giustizia e diritti dei cittadini alla mercè dei vizi istituzionali.

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Oggetto: Legge Regionale 14 giugno 2013 n. 11 “Sviluppo e sostenibilità del Turismo Veneto” - Violazione di cui all'art. 49, comma 1 e comma 4 lettera b) - Verbale d'accertamento prot. n. 43125 del 29 novembre 2015.

La plausibilita' d'una sanzione ingiunta per non aver rispettato il numero di 3 camere presumibilmente autorizzato e' messa in dubbio innanzitutto da che una Legge sul Turismo a discrezione d'ogni Regione trascura di favorire l'attivita' extralberghiere secondo il principio giuridico delle pari opportunita' come si palesa da che alcune Regioni consentano ai Bed and Breakfast d'affittare fino a 3 camere mentre altre anche fino a 6.

Vi sono poi altre incongruenze: 1) si sono affittate piu' di 3 camere in ragione di che il lavoro c'era prevalentemente in alta stagione,  postando le camere trasparentemente su internet e pagando le tasse; 2) sono posti 2 quesiti: cosa giustifichi plausibilmente la non retroattivita' d'una nuova legge e se chi amministri la Giustizia abbia il dovere di difendere i diritti dei cittadini e favorire le loro attivita' regolandole sostenibilmente o di fare rispettare ad occhi chiusi una legge obsoleta che impone, vieta, limita, uguale per tutti giusta o sbagliata che sia e quindi fertile terreno per ogni vizio istituzionale e poiche' la non retroattivita' d'una nuova legge e' un palese esempio di vizio istituzionale e' chiesto ancora: a) che venga abrogata, b) d'abrogare i limiti temporanei imposti per difendere i propri diritti (30 giorni per ricorrere ad un giudice e 60 giorni per ricorrere al Tar); 3) nel merito a che non e' sia dato conoscere l'identità del segnalatore della presunta violazione, poiche' l'istituzioni non godono del privilegio dell'anonimato e ci si potrebbe ritorcere alla stessa stregua contro esse verrebbe meno il principio giuridico delle pari opportunità e la trasparenza stessa della legge sulla privacy che cela la verita' per infondati quanto futili ed imprevedibili motivi poiche' una legge dovrebbe parlare da se' senza dover ricorrere a trucchi da palcoscenico; 4) in virtu' dei 12 posti letto concessi il numero massimo delle camere al fine d'ottenerli risulterebbe irrilevante pur di superarli ragionevolmente; 5) e' chiesto anche se una sanzione ingiunta per essere plausibile debba o meno almeno risarcire un danno conclamato individuando un soggetto danneggiato che nel contesto trattato in questa sede non sono stati palesati.                                   

Alla luce di quanto considerato e' chiesto d'ottenere la restituzione della cifra versata a copertura del pagamento della sanzione ingiunta pari ad € 2'450 versata a suo tempo per evitare danni peggiori.       

Alternative sostenibili alla Legge Regionale 14 giugno 2013 n. 11 “Sviluppo e sostenibilità del Turismo Veneto”.          All'art. 25 v'è una deroga alla metratura minima da rispettare poiché è permesso aggiungere un letto nelle camere su richiesta del cliente con l'obbligo di ripristino del numero dei posti letto alla sua partenza ma la transitorietà della deroga alle norme sanitarie è solo un vano tentativo di favorire le attività dei bed and breakfast che meriterebbero ben altro. Si chiede d'abrogare l'articolo 25 in merito al letto aggiunto oppure d'autorizzare il letto aggiunto in toto. 

Le camere presumibilmente concesse alla tipologia bed and breakfast sono state indicate “approssimativamente” nel numero di 3 che trattasi verosimilmente d'un numero “proposto” non indicativo ipotizzando il suo mancato rispetto di reato o truffa a danno di chichessia che palesa il dubbio del legislatore in fronte all'evidenza che il regolamento dell'attività dei bed and breakfast è incompleto. Il testo della nuova legge recita che i bed and breakfast sono composti da una a 3 camere a sottintendere verosimilmente che sarebbero composti da una ad “almeno” 3 camere poiché non v'è l'indicazione ad un limite o numero massimo se non a quello del massimo 4 posti letto per camera ma si deve averne trascurata l'evidenza quando s'è contemplato senza una ragione plausibile anche l'art. 49 al comma 1 che quantifica una sanzione di 100€ per ogni posto letto in più a quelli autorizzati non indicando tuttavia chi subisse la truffa nel caso del mancato rispetto del numero dei posti letto autorizzati, non la modalità attraverso la quale la stessa si perpetrasse e che trattasi a tutti gli effetti d'essere il frutto d'un banale delirio del legislatore.               

Bed and breakfast ed alloggi turistici potrebbero unificarsi ad una tipologia poichè l'attuale legge autorizzando 1) al fine di diversificare tra le 2 suddette tipologie, l'uso d'un numero diverso di camere e posti letto all'una ed all'altra tipologia senza una palese giustificazione che avvalorasse la necessità stessa della diversificazione in base a questa regola e decretando che 2) i gestori dei bed and breakfast devono risiedere in una camera a loro riservata all'interno dell'abitazione ove si svolgesse l'attività stessa se pure codesta imposizione palesasse d'essere di nessuna utilità ad alcuno (art. 27 comma d della legge in oggetto) non favorendo alcuno né evidenziando alcunché che ne giustificasse la contemplazione fa emergere che il tentativo di diversificare tra le 2 tipologie è vano e la legge si potrebbe ulteriormente snellire unificando le 2 tipologie e mantenendo la denominazione della tipologia assimilata quale accessoria. Non risiedendo nell'abitazione adibita all'attività di bed and breakfast si potrebbe offrire il servizio di bed and breakfast anche in una seconda casa.                                                   

E' chiesto di modificare la Legge Regionale 14 giugno 2013 n. 11 “Sviluppo e sostenibilità del Turismo Veneto” salvo plausibili controindicazioni allo scopo stesso.