Case riposo del Veneto: gli anziani devono poter ricevere le carezze dei familiari

Case riposo del Veneto: gli anziani devono poter ricevere le carezze dei familiari

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Claudio Beltramello ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Regione veneto

Ogni giorno nelle case di riposo del Veneto a migliaia di familiari è impedito di incontrare i propri cari.

La Regione Veneto ha ancora in vigore un’Ordinanza del Presidente della Giunta dello scorso 22 giugno (OPGR_61_2020_AllegatoA_422739.pdf) che stabilisce le modalità ed i tempi con i quali i familiari possono fare visita ai propri anziani (o persone disabili) nelle strutture residenziali (es. “case di riposo”).

Le misure previste risultano, se applicate tutte alla lettera, iper-restrittive.

Il risultato è che per ragioni di responsabilità la maggior parte delle strutture residenziali consente incontri di solo mezz’ora a settimana facendo rimanere il familiare a due metri di distanza dall’ospite. Un tempo ridottissimo che fa sentire gli anziani soli e abbandonati. Sono segnalati casi ormai gravissimi per aumento di sintomi degenerativi, depressione, rifiuto del cibo. Ancora peggiore è la situazione per i gli anziani allettati e non spostabili nemmeno in sedia a rotelle, perché è vietato l’ingresso dei familiari nei nuclei residenziali e quindi queste persone sono del tutto sole.  I nostri nonni si lasciano andare senza che le famiglie riescano a fare qualcosa.

Il grido di allarme arriva dai familiari ma anche dagli operatori delle strutture, a cui dobbiamo tributare un grande ringraziamento perché hanno fatto in questi mesi un lavoro eccezionale di cui si è parlato troppo poco. Ma gli operatori non possono sostituire l’affetto e la vicinanza dei familiari. Simile situazione è presente nelle strutture che ospitano persone disabili. “Non ci è nemmeno consentito di tenere la mano o di fare una carezza ai nostri cari. Questo è veramente terribile e ci fa ancora più rabbia perché è previsto dai protocolli che prime di entrare ci si igienizzi le mani con il disinfettante oltre ovviamente ad indossare la mascherina. Quindi che problema c’è a lasciarci fare una carezza?” ci ha riferito una rappresentante dei familiari di una struttura del Trevigiano.

Le misure per tutelare le persone fragili dal COVID-19 sono state necessarie nella fase acuta dell’epidemia. Ora però che le prospettive sono di altri mesi in cui dovremo convivere con il COVID è necessario trovare altre modalità oltre all’isolamento assoluto.  E c’è una soluzione che è a portata di mano. Per chi presta assistenza ad un proprio caro in ospedale è previsto il tamponeperché questa prassi non è stata estesa alle case di riposo o alle strutture per persone con disabilità almeno per uno dei familiari e lasciare poi maggiore tempo di accesso e di relazione?

Chiediamo tutti insieme che la Regione Veneto intervenga con urgenza, ogni secondo che passa senza risolvere questa situazione è una ferita che si allarga per migliaia di anziani, disabili e per le loro famiglie.

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