SALVIAMO IL FUTURO DELLA CACCIA IN UMBRIA

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STEFANO BIANCHI ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Regione Umbria

Il mondo venatorio Umbro chiede un cambio di passo alle Istituzioni.

In particolare spera che venga dato più ascolto ai cacciatori stessi piuttosto che alle Associazioni Venatorie che sono sempre più divise tra loro e si fanno la guerra.

Di seguito un elenco di ciò che il mondo venatorio chiede:

- Mettere in atto tutte le azioni necessarie affinchè si eviti lo scontro tra le varie forme di caccia (questo potrebbe attuarsi con l'apertura generale a tutte le forme di caccia compresa la specie cinghiale in modo tale che la pressione venatoria non si concentri su un unica specie);

- Riassegnazione della vigilanza venatoria al corpo di polizia provinciale (unico organo davvero competente in materia); assegnare il controllo alle associazioni ambientaliste che sono palesemente contrari alla caccia non è corretto;

- Gestione di tutte le ZRC della Regione Umbria con l'ausilio di persone appertenenti a tutte le associazioni venatorie, a tutte le associazioni agricole e dai proprietari dei terreni ; la gestione unitaria affidata ad una sola associazione venatoria negli anni ha portato al disastro e alla distruzione del patrimonio faunistico (SI CREA UN PALESE CONFLITTO DI INTERESSI sia per la gestione della specie cinghiale con ripetuti abbattimenti da parte sempre degli stessi cacciatori che per la cattura e la consegna dei capi della specie lepre e fagiano). Facendole invece gestire da tutte le associazioni portatrici di interesse consente una sinergia ed un controllo reciproco;

- Apertura di tutte le ZRC che non producono un minimo di selvaggina per tre anni consecutivi;

- Controllo da un organo tecnico della Regione del rispetto del disciplinare nelle Aziende Faunisitiche (se dai censimenti non risulta un numero congruo di capi va fatta la revoca della concessione);

- Per la complicata gestione del cinghiale va inserito il meccanismo di premialità o penalità in base ai danni registrati nei territori confinanti con i settori (se una squadra porta alla riduzione dei danni non paga la quota di iscrizione, se i danni aumentano paga una quota di iscrizione maggioritaria).Con tale meccanismo si evitano le "furbate" che tutti noi cacciatori conosciamo come ad esempio i non abbattimenti nel periodo estivo per copnsentire la riproduzione, immissioni illegali, foraggiamento illegale a dismisura;

- Non consentire il ripopolamento della selvaggina stanziale da parte delle associazioni venatorie (si crea inquinamento genetico e trasmissione di malattie) ma solamente da parte degli ATC;

- Elaborare un PIANO DI GESTIONE REGIONALE DEI NOCIVI IVI COMPRESA LA SPECIE VOLPE;

- Consentire nel mese di Gennaio la caccia alla beccaccia con l'ausilio del cane anche lungo i fiumi (specificare inoltre cosa significa zone boschive per evitare sanzioni ai cacciatori);

- Effettuare gli studi necessari per consentire la caccia in deroga (calcolo piccola quantità) al fringuello e storno (i 5 capi a cacciatore per l'intera stagione venatoria per la specie storno sono una presa in giro);

 

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