Legge Regionale sul Diritto allo Studio, è scaduto il tempo dell’attesa.

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Il diritto allo studio sancisce la possibilità di manifestare la propria personalità nei diversi aspetti, come capacità di formarsi in quanto persone consapevoli, di sviluppare le proprie potenzialità e di distinguersi in quanto esseri unici e differenti. Investire sul diritto allo studio significa garantire a tutti la possibilità di frequentare la scuola e raggiungere le proprie aspirazioni.

E’ inoltre uno dei diritti fondamentali e inalienabili della persona, sancito dalla Dichiarazione universale dei diritti umani dell'ONU, dagli articoli 33 e 34 della Costituzione Italiana ma anche dall’articolo 3 che obbliga lo Stato ad abbattere gli ostacoli di ordine economico e sociale per garantire l'eguaglianza dei cittadini e dallo Statuto della Regione Siciliana negli articoli 14 e 17.
Il 24 luglio 1977, il D.P.R. 616 delegava alle regioni italiane la competenza in materia d'istruzione e assegnava loro anche il compito di dotarsi di leggi per disciplinare il diritto allo studio. Solo in un caso in tutta Italia ciò non è avvenuto. La Sicilia, isola cenerentola d’Italia, non ha ancora approvato una legge regionale organica in materia. Ciò che dovrebbe far indignare maggiormente è che nel 2014 la legge è stata redatta, è stata trovata la copertura finanziaria, è stato dato il parere tecnico e contabile favorevole ed è stata approvata dalla Giunta Regionale. Infatti, dopo essere stata approvata con un ritardo di due anni dalla commissione Cultura, Formazione e Lavoro, Vinciullo Vincenzo, il Presidente della commissione Bilancio, non ha mai calendarizzato la seduta per discuterne. Con le nuove elezioni e dunque il nuovo governo, il lavoro fatto è diventato carta straccia e deve ripercorrere nuovamente l’iter oltre a dover trovare una nuova copertura finanziaria.
L’istruzione sembra essere diventato un mero strumento di propaganda politica a discapito della formazione di quel capitale umano che, se non sarà già scappato via, domani riceverà la staffetta di una Regione snobbata dal clientelismo dall’immobilismo dalla sciatteria.
La legge costituirebbe il pedale per un cambio di direzione dell’istruzione pubblica, fino ad ora tenuta con il freno dalla mancanza di volontà politica. Essainfatti garantirebbe l’esercizio del diritto allo studio, rimuovendo le barriere economiche che spesso portano i giovani ad arenare gli studi e a cadere in mano della criminalità organizzata. Tutto ciò, secondo il disegno legge del 2014 con delle modifiche avverrebbe tramite:
➢ Fornitura gratuita o semigratuita di libri in comodato d’uso;
➢ Il riconoscimento e la valorizzazione del merito scolastico tramite l’erogazione di borse di studio per gli studenti meritevoli;
➢ Assegni di studio per garantire la parità di accesso all'istruzione scolastica, prevenire la dispersione, aumentare i livelli di rendimento degli studenti appartenenti a famiglie svantaggiate e la regolare frequenza dei percorsi;
➢ L'arricchimento delle dotazioni librarie delle scuole e la realizzazione di reti bibliotecarie specifiche con l'utilizzo di infrastrutture tecnologiche;
➢ Sussidi individualizzati per soggetti disabili o con difficoltà specifiche d’apprendimento per garantire loro il pieno successo formativo;
➢ Interventi per il concreto esercizio del diritto allo studio da parte di particolari categorie di utenze in condizioni di atipicità e di bisogni speciali quali soggetti in stato di detenzione, ospedalizzati, stranieri;
➢ Sostegno all’integrazione di alunni stranieri agevolandone l'inserimento nei percorsi del sistema educativo;
➢ La valorizzazione dell’autonomia delle istituzioni scolastiche per garantire la libertà di insegnamento, di libera scelta educativa e di pluralismo culturale anche tramite percorsi di istruzione personalizzati che tengono conto delle attitudini personali e sociali degli alunni;
➢ La promozione della continuità didattica al sostegno dello studente attraverso i passaggi all'interno del sistema dell'istruzione;
➢ Arricchimento dell’offerta formativa per innalzare la qualità dell’insegnamento tramite la concessione di finanziamenti volti allo sviluppo della coscienza civica degli studenti, la cittadinanza attiva e il rafforzamento della cultura alla legalità e l’aggiornamento dei docenti;
➢ La "Carta della Cultura" che permette la fruizione gratuita dei beni artistico monumentali, museali, bibliografici nella disponibilità della Regione Siciliana;
➢ Monitoraggio dei percorsi di alternanza scuola-lavoro, promozione dei percorsi valutati positivamente dagli studenti e dei protocolli di intesa stipulati dalla regione, al fine di garantire ad ogni studenti dei percorsi di qualità che rispettino e valorizzino le attitudini personali e il suo percorso di studi;
➢ Iniziative per contrastare la dispersione e gli abbandoni scolastici e dare adeguato sostegno al successo formativo anche tramite l’assegnazione di interventi straordinari tramite un fondo per anticipare, totalmente o parzialmente, le borse e gli assegni di studio;
➢ Interventi a favore degli studenti delle isole minori e in aree territorialmente e/o socialmente disagiate e a rischio di forte decremento demografico anche tramite borse integrative rispetto a quelle già previste;
➢ La razionalizzazione e il miglioramento quantitativo e qualitativo degli immobili per l’uso scolastico tramite finanziamenti agli enti locali per interventi finalizzati alla riqualificazione, ristrutturazione, alla messa in sicurezza, all’abbattimento delle barriere architettoniche, all’efficientamento energetico, alla rimozione dell’amianto del patrimonio edilizio scolastico, i completamenti delle nuove costruzioni di edifici scolastici o di impianti sportivi a loro annessi;
➢ La razionalizzazionedella spesa con invarianza dei serivizi eliminando i (n.) contratti di locazioni passive degli immobili adibiti a scuole, spesso fatiscenti e con grandi carenze, che gravano pesantemente sul bilancio dell’ente e che tengono gli istituti in condizioni di precarietà;
➢ Garanzia di gratuità del trasporto pubblico extraurbano per quegli studenti che si recano negli altri comuni in assenza della scuola statale nella propria città; o in alternativa un contributo di 50€ mensili per il pernottamento nel comune dove ha sede l’istituto per gli studenti residenti nelle isole minori o lontani non meno di 50 chilometri dal comune ove ha sede l’istituto;
➢ L’istituzione dell’Osservatorio Regionale della Mobilità Studentesca per pianificare e monitorare gli interventi a favore del diritto alla mobilità e determinare e garantire i servizi minimi per il trasporto pubblico locale nella Regione;
➢ La promulgazione di una norma finanziaria che preveda i finanziamenti per tre anni tenendo conto del piano triennale e dunque delle mutevoli situazioni sociali e territoriali evitando finanziamenti disomogenei;
➢ Gestione, ricognizione, monitoraggio, verifica e valutazione del livello di avanzamento degli interventi previsti dalla legge attraverso l’istuzione del Tavolo Regionale per il Diritto allo Studio.

Solo tramite una legge regionale per il diritto allo studio si possono pianificare gli interventi per garantire e migliorare l’accesso al diritto allo studio riconoscendo come elemento centrale l’allievo in formazione ed evitando i finanziamenti disomogenei figli del clientelismo e della mala politica.



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