Vittoria

Pietà per la linea ferroviaria Mortara Milano

Questa petizione ha creato un cambiamento con 1.359 sostenitori!


Chiediamo un intervento preciso, efficace e  prioritario per valutare la situazione sulla tratta , realizzare una fotografia dello stato di degrado dell'esistente e determinare  misure adeguate atte a ripristinare  un  risanamento della linea e condizioni di sicurezza, certezza, informazione almeno normali nel  trasporto pubblico.  

 

Dopo i fatti dell'ultima settimana ecco un post che racconta.

Diceva Terzani parlando ovviamente di geopolitica e di avvenimenti internazionali. Diceva : ci sono momenti nella storia in cui accadono cose per cui capisci che da quel momento in poi nulla sarà come prima, che la storia quella con la esse maiuscola avrà una accelerazione e modificherà i comportamenti individuali e collettivi.
Così a mio parere sta accadendo oggi sulla capacità di Trenord e di regione Lombardia di gestire le linee che fanno capo alla lomellina. D’accordo dicono alcuni abbiamo il treno diretto a Shangai dove le merci viaggiano veloci e sicure, ci piacerebbe che anche per chi lavora e studia ci fosse un trattamento meno disumano.

La goccia che a mio avviso farà traboccare il vaso della rassegnazione è avvenuto ieri pomeriggio. Pioggia, un temporale, uno schianto di alberi sulla linea . Cinque ore di blocco alla circolazione, migliaia di pendolari abbandonati con un’ informazione posticcia e vergognosa, burocratica e inutile. Pensate: parlava persino di “relazione” per indicare una tratta ferroviaria bloccata. I video che ormai nel tempo del digitale in tempo reale corrono per il web raccontano della vergogna dello sfascio di Trenord, della sua incapacità di gestire la minima emergenza. Pendolari rassegnati ma anche decisamente arrabbiati. Non è possibile dicevano alcuni che davanti ad una emergenza come quella di ieri, davanti a migliaia di persone allo sbando non abbiano una “risorsa umana” da inviare sul luogo a gestire la marea crescente del casino.


In mille come al tempo di Garibaldi ho scritto nell’attesa sui tanti social che ormai parlano di questa linea con ironia, frecce della risaia appunto, di un treno fantasma.

“Ormai la linea è ridotta ad un colabrodo. La politica sta a guardare e i pendolari assistono impotenti al tempo di attesa che si allungano nei tabelloni al neon. Cinque ore per i più sfigati. Informazioni criptiche, gente rassegnata. La linea è ormai al collasso totale nell’ indifferenza di tutti. Alcuni scherzano facendosi un selfie, viaggiano in rete le immagini di una donna che non riesce a scendere da un treno abbandonato fuori dalla stazione di Corsico, una signora minuta e triste è seriamente preoccupata perché non ha nessuno che vada a ritirare i bambini piccoli all’asilo. Molti dicono con determinazione ora basta. Succederà qualcosa nelle prossime settimane? Che so una promessa, una proposta.. oppure come sempre il popolo lomellino ingoierà e metterà nel dimenticatoio anche queste settimane d’inferno? I treni delle 16 intanto riescono ad Mortara con alcune carrozze al buio, però in compenso fa freddo e dunque una volta tanto l’aria condizionata non serve, alle 22,20. Adriana che abita ad Albonese dice: sembra quasi di essere in discoteca.


Alla stazione di Mortara si sgattoia via veloci, facce arrabbiate, facce che si vergognano di avere una dirigenza, quella di Trenord, dall’aspetto impresentabile. Sarà anche la sfiga , sarà che i temporali si accaniscono contro di noi , che guidatori impazziti si schiantino sui passaggi a livello , che vandali improvvisati azionino le porte di sicurezza, sarà anche questo ma rimane il fatto che la linea , le linee afferenti a Mortara hanno raggiunto ormai un livello di decenza e di efficienza molto più basso degli anni ottanta. Quando i comitati pendolari erano forti e alzavano la voce. E ottenevano risposte.

“Tutti a protestare a Palazzo di Lombardia” dice qualcuno. Io propongo invece di chiedere nel frattempo un consiglio comunale aperto urgente a Mortara da cui nasca la delega affinchè un impegno istituzionale coerente e continuativo del Comune, del Sindaco permetta di garantire diritti e sicurezza ai suoi cittadini che viaggiano. La richiesta di andare a battere i pugni, in senso simbolico ma con determinazione, sui tavoli appropriati di Regione Lombardia e di Trenord.

Ci sono momenti in cui la storia diceva Tiziano Terzani ha una accelerazione. Questo è uno di quei momenti. Non è tempo di cronaca, di pazienza, di attesa di mondi migliori. La politica svolga il suo compito. Si attivi. Prima che sia tardi, prima che la gente perda definitivamente la pazienza e si sostituisca ai decisori politici per chiedere ciò che le spetta. Che poi non è tanto: semplicemente la possibilità di avere certezza di un orario, condizioni di viaggio almeno simili a quelle del ‘900, capacità di gestione delle emergenze, la possibilità di viaggiare sulle carrozze senza dovere tenere aperto l’ombrello.


Lo diceva Terzani parlando ovviamente di geopolitica e di avvenimenti internazionali. Diceva : ci sono momenti nella storia in cui accadono cose per cui capisci che da quel momento in poi nulla sarà come prima, che la storia quella con la esse maiuscola avrà una accelerazione e modificherà i comportamenti individuali e collettivi.
Così a mio parere sta accadendo oggi sulla capacità di Trenord e di regione Lombardia di gestire le linee che fanno capo alla lomellina. D’accordo dicono alcuni abbiamo il treno diretto a Shangai dove le merci viaggiano veloci e sicure, ci piacerebbe che anche per chi lavora e studia ci fosse un trattamento meno disumano.

La goccia che a mio avviso farà traboccare il vaso della rassegnazione è avvenuto ieri pomeriggio. Pioggia, un temporale, uno schianto di alberi sulla linea . Cinque ore di blocco alla circolazione, migliaia di pendolari abbandonati con un’ informazione posticcia e vergognosa, burocratica e inutile. Pensate: parlava persino di “relazione” per indicare una tratta ferroviaria bloccata. I video che ormai nel tempo del digitale in tempo reale corrono per il web raccontano della vergogna dello sfascio di Trenord, della sua incapacità di gestire la minima emergenza. Pendolari rassegnati ma anche decisamente arrabbiati. Non è possibile dicevano alcuni che davanti ad una emergenza come quella di ieri, davanti a migliaia di persone allo sbando non abbiano una “risorsa umana” da inviare sul luogo a gestire la marea crescente del casino.


In mille come al tempo di Garibaldi ho scritto nell’attesa sui tanti social che ormai parlano di questa linea con ironia, frecce della risaia appunto, di un treno fantasma.

“Ormai la linea è ridotta ad un colabrodo. La politica sta a guardare e i pendolari assistono impotenti al tempo di attesa che si allungano nei tabelloni al neon. Cinque ore per i più sfigati. Informazioni criptiche, gente rassegnata. La linea è ormai al collasso totale nell’ indifferenza di tutti. Alcuni scherzano facendosi un selfie, viaggiano in rete le immagini di una donna che non riesce a scendere da un treno abbandonato fuori dalla stazione di Corsico, una signora minuta e triste è seriamente preoccupata perché non ha nessuno che vada a ritirare i bambini piccoli all’asilo. Molti dicono con determinazione ora basta. Succederà qualcosa nelle prossime settimane? Che so una promessa, una proposta.. oppure come sempre il popolo lomellino ingoierà e metterà nel dimenticatoio anche queste settimane d’inferno? I treni delle 16 intanto riescono ad Mortara con alcune carrozze al buio, però in compenso fa freddo e dunque una volta tanto l’aria condizionata non serve, alle 22,20. Adriana che abita ad Albonese dice: sembra quasi di essere in discoteca.


Alla stazione di Mortara si sgattoia via veloci, facce arrabbiate, facce che si vergognano di avere una dirigenza, quella di Trenord, dall’aspetto impresentabile. Sarà anche la sfiga , sarà che i temporali si accaniscono contro di noi , che guidatori impazziti si schiantino sui passaggi a livello , che vandali improvvisati azionino le porte di sicurezza, sarà anche questo ma rimane il fatto che la linea , le linee afferenti a Mortara hanno raggiunto ormai un livello di decenza e di efficienza molto più basso degli anni ottanta. Quando i comitati pendolari erano forti e alzavano la voce. E ottenevano risposte.

“Tutti a protestare a Palazzo di Lombardia” dice qualcuno. Io propongo invece di chiedere nel frattempo un consiglio comunale aperto urgente a Mortara da cui nasca la delega affinchè un impegno istituzionale coerente e continuativo del Comune, del Sindaco permetta di garantire diritti e sicurezza ai suoi cittadini che viaggiano. La richiesta di andare a battere i pugni, in senso simbolico ma con determinazione, sui tavoli appropriati di Regione Lombardia e di Trenord.

Ci sono momenti in cui la storia diceva Tiziano Terzani ha una accelerazione. Questo è uno di quei momenti. Non è tempo di cronaca, di pazienza, di attesa di mondi migliori. La politica svolga il suo compito. Si attivi. Prima che sia tardi, prima che la gente perda definitivamente la pazienza e si sostituisca ai decisori politici per chiedere ciò che le spetta. Che poi non è tanto: semplicemente la possibilità di avere certezza di un orario, condizioni di viaggio almeno simili a quelle del ‘900, capacità di gestione delle emergenze, la possibilità di viaggiare sulle carrozze senza dovere tenere aperto l’ombrello.



Oggi: Ora basta! conta su di te

Ora basta! Iniziativa di cittadinanza attiva ha bisogno del tuo aiuto con la petizione "Regione Lombardia: Pietà per la linea ferroviaria Mortara Milano". Unisciti con Ora basta! ed 1.358 sostenitori più oggi.