Più tamponi in Liguria per prevenire i contagi

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Prevenire i contagi è importante, è tanto più importante adesso che le aziende hanno ripreso a lavorare e vengono aperti i confini tra le regioni.

Non possiamo permetterci di rischiare di fermare di nuovo l'economia, ma, ancora, non possiamo permetterci il sacrificio di altre vite.

Nell'attesa di un vaccino che scongiuri nuove fiammate epidemiche in autunno e di una cura definitiva, chiediamo alla Regione Liguria e ad Alisa di seguire la strada intrapresa dal Veneto (e, dopo, da altre regioni italiane) per limitare la diffusione del virus: scoprire e mettere in quarantena gli infetti, anche quelli asintomatici o paucosintomatici.

Cosa fa il Veneto? Effettua almeno 14mila tamponi al giorno per individuare i portatori del virus, anche quelli che non sanno di esserlo e per questo sono più pericolosi. Solo uno screening massiccio e continuo può fermare definitivamente l'epidemia. I risultati del Veneto ci dicono che la strada è quella giusta.

Perché, allora, la Regione Liguria e Alisa scelgono di effettuare un decimo (dato di ieri, 2 giugno) dei tamponi del Veneto pur avendo la Liguria un terzo degli abitanti della Regione del Nord Est? In totale, il Veneto, ha fatto 3 volte i tamponi della Liguria rapportati alla popolazione reale delle due regioni (sei volte in senso assoluto).
Grazie alla "politica dei tamponi" il Veneto ha limitato i contagi. Pur essendo entrato 2 settimane prima in emergenza e avendo dovuto gestire uno dei primi focolai, il Veneto ha 390 contagiati ogni 100 mila abitanti mentre la Liguria ne ha ben 621 (al 2 giugno 2020). 

Alcuni imprenditori privati hanno regalato alla sanità regionale macchine e reagenti per aumentare i test, ma, nonostante questo, allo stato attuale i tamponi non sono significativamente cresciuti.

Questa NON è una petizione politica o "contro".

Questa è la semplice RICHIESTA DI AUMENTARE E MIGLIORARE LA PREVENZIONE ATTRAVERSO I TAMPONI MOLECOLARI A CUI SOTTOPORRE STABILMENTE LE CATEGORIE A RISCHIO PER ETA ', PATOLOGIA O ABITUDINI (AD ESEMPIO CHI LAVORA A LUOGHI AFFOLLATI O USA I MEZZI PUBBLICI) E, A TURNO, TUTTI I CITTADINI.