IO FIRMO PER PROTEGGERE “LA PETROSA” DI CASTROVILLARI

IO FIRMO PER PROTEGGERE “LA PETROSA” DI CASTROVILLARI

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Francesco Caruso ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a - Regione Calabria - Dipartimento Ambiente e Territorio; - Soprintendenza, Archeologia, Belle Arti e

 

PETIZIONE:

IO FIRMO PER PROTEGGERE “LA PETROSA” DI CASTROVILLARI

 

PREMESSO che è stato presentato un progetto, a cura della Società RESIT SRL con sede a Roma che prevede la costruzione di un impianto fotovoltaico a terra da 18 MWp da collocare in località “La Petrosa” nel Comune di Castrovillari (CS).

VISTO  il progetto consultabile sul sito della regione all'indirizzo:  https://www.regione.calabria.it/website/portaltemplates/view/view.cfm?18097

dove si evince che l’impianto andrebbe a coprire una superficie di 300.000 m², (circa 42 campi da calcio) interessando l'area in prossimità dell'orto botanico dell’Azienda Calabria Verde.

 

CONSIDERATO che un progetto di così grandi dimensioni pone in serio pericolo “La Petrosa” un territorio di grande valenza naturalistica dove ancora si possono scorgere i segni indelebili della memoria, grotte, masserie, ovili, vecchie cave di pietra, tracciati, sentieri, mulattiere attraverso cui si trasportava la legna, il carbone, il ghiaccio e tutti i prodotti delle attività boschive.

CONSIDERATO che  l'area nord della Petrosa rientra nel Parco Nazionale del Pollino e costituisce “una Zona Speciale di Conservazione (IT9310008 )”, mentre l'area più a sud, pur essendo fuori dal perimetro del Parco, presenta  tutti i requisiti naturali di un insediamento primitivo per attività stanziale di pastorizia, agricoltura e caccia, dunque un territorio che  ha rappresentato, per la sua strategica posizione, un teatro di insediamenti preistorici ai margini dell’ultima glaciazione di Wurm. 

CONSIDERATO che il sopra citato progetto interessa la parte più a sud e si   colloca ai piedi della catena montuosa del Pollino distante appena 400 metri circa dai confini dell'area del Parco Nazionale del Pollino.

 VERIFICATO che il sito interessato dall’impianto fotovoltaico risulta a nord dell'abitato di Castrovillari e poco distante dalle delle Grotte dei Rinnegati e dalla Grotta di Santo Jorio, e non molto distante dalla Grotta Carbone e dalle panoramiche Grotte della Sirena. Tutti importanti siti archeologici con testimonianze risalenti all'età del rame o eneolitico.

La stessa area si colloca a circa 700 mt. dalla splendida masseria fortificata di Trentacapilli con una originale torretta ottagonale preziosa testimonianza dell'antica architettura contadina del passato.

 

ACCERTATO che alcuni di questi siti risultano posti ad una distanza inferiore ai 3,0 km dall'impianto previsto e naturalmente non riportate nella sintesi tecnica dello studio d'impatto ambientale redatto dalla RESIT.

TENUTO CONTO che l’area in questione è  stata da sempre utlizzata come una delle più importanti basi d’ascensione per le escursioni verso il versante sud-ovest del massiccio del Pollino, rappresentato dal crinale Serra del Prete - Monte Pollino - Serra Dolcedorme - Monte Manfriana.

    

VISTE le diverse contraddizioni e inesattezze espresse nella documentazione del Progetto dell’impianto Fotovoltaico da 18 MWp “CASTROVILLARI 18 MWp” dove si afferma che “…l’area interessata dal progetto non è inclusa in nessuna delle aree naturali protette istituite ai sensi della legge 6/12/1991, n. 394 e che l’area di progetto non rientra in zone SIC e/o ZPS. E che nel sito o nelle zone limitrofe non sono presenti Zone montuose o forestali né riserve e parchi naturali (Il Parco del Pollino si trova ad una distanza di oltre 400 metri, al di là dell’Autostrada), né Zone d’importanza storica, culturale e archeologica. Nel sito non è stata rilevata la presenza di risorse di particolare rilevanza dal punto di vista naturalistico o paesaggistico né di elementi di rarità distintivi del sito. Pertanto la sensibilità ambientale si può ritenere bassa”.

Tutte considerazioni inesatte e non suffragate da studi specifici e approfonditi per la determinazione dell'impatto dell'opera sulle componenti naturalistiche (flora e fauna).

PRESO ATTO che tale carenza di informazioni è stata sostenuta anche dall' Ente Parco Nazionale del Pollino che, con nota prot.n. 3502/ 2020 del 11-05-2020, relativa alle richieste d'integrazioni, ritiene che "…ci siano sostanziali carenze relativamente alla individuazione e valutazione delle specie e degli habitat presenti nell'area oggetto d'intervento nonché nella loro correlazione con le aree della Rete Natura 2000”. Nella stessa nota si sottolinea, tra le altre cose, “…la carenza di studi sull'impatto paesaggistico dell'opera e quello sulla frequentazione turistica in quanto l'opera risulta visibile da molti punti della rete escursionistica”.

 VISTO che non si capisce il motivo per il quale è stato scelto proprio questo ambiente naturalistico, caratterizzato tra l’altro da interessanti aspetti panoramici e geomorfologici, derivanti anche dalla ricchezza della biodiversità per un variegato patrimonio faunistico e per una significativa presenza di diverse specie botaniche, alcune anche endemiche e di notevole pregio.

TENUTO CONTO  che dal punto di vista naturalistico l'area in questione è interessata dalla presenza della Stipa austroitalica (una graminacea endemica dell'Appennino meridionale, che costituisce un elemento dominante delle praterie sub-steppiche  nota come piumino delle fate), l’importanza del sito deriva dalle tante specie endemiche e da diverse orchidee di grande pregio come la Ophrys tarentina (presente in Puglia, Basilicata e Calabria), Orchidea gialla (Ophrys lutea), Anacamptis collina, Anacamptis papilionacea, Anacamptis coriophora , Anacamptis pyramidalis,  Anacamptis morio,  Orchis anthropophora e da tantissime altre orchidee protette. Tra le specie faunistiche sono presenti la Melanargia arge, una rara farfalla particolarmente rappresentativa del Parco (inserita ne ll'allegato Il e IV della Direttiva 92/ 43/CEE), e non mancano diverse specie di chirotteri, una vasta gamma d'insetti (in particolare coleotteri) alcuni di essi legati proprio alle formazioni erbose tipiche di questo ecosistema. L'area è frequentata da particolari specie di fauna (Alauda arvensis, Anthus campestris, Calandrella brachydactyla, Caprimulgus europaeus, Galerida cristata, Lullula arborea, Melanocorypha calandra, Milvus migrans, ecc.), è presente inoltre una ricca avifauna tra cui diverse specie di allodole e di rapaci diurni e notturni. Completa la ricchezza e la varietà della fauna un raro ortottero di preferenze steppiche la Saga pedo conosciuta anche come la “Stregona dentellata”, una straordinaria cavalletta che rappresenta un interessante indicatore di elevata qualità dell’ambiente.

 

VISTO che “La Petrosa” di Castrovillari rientra a pieno titolo nel programma “ I Luoghi del Cuore del FAI” nell’area denominata “Le falde del Monte Manfriana”. 

CONSIDERATO che il presunto danno paesaggistico, però, non è l’unico elemento a sostegno della petizione che vuol tutelare anche gli aspetti economici e turistici declinabili in turismo naturalistico, verde, scientifico, scolastico, birdwatching, trekking, orienteering, cicloturismo, turismo lento, turismo equestre, turismo eno-gastronomico. ecc., tutte attività realizzabili esclusivamente in un ambiente di pascoli steppici del piano montano ancora integro e per certi versi aspro e selvaggio che perciò necessita di tutela assoluta.

 

VISTO, che alcuni imprenditori che hanno investito nelle aziende, che si trovano nei terreni adiacenti all’area del presunto impianto, puntano molto sull’attività di agriturismo o su quella dell’agricoltura biologica impegnandosi quotidianamente a produrre cibo buono e sano e investendo in quelle cose che tutti desiderano: il rispetto della natura, della flora, della fauna e soprattutto la cura della bellezza del paesaggio. 

CONSIDERATO inoltre che tale progetto, il cui studio di impatto ambientale mostra evidenti lacune, non arreca alcun sostanziale vantaggio alla comunità locale, neanche in termini di occupazione.

CONDIVIDE INFINE, per le sopra citate motivazioni, le osservazioni e le richieste già fatte dall’Associazione “Acanto” Organizzazione di Volontariato in diverse sedi istituzionali e qui ulteriormente riportate.

SOLLECITA PERTANTO

tutti gli Organi regionali, che dovranno dare una risposta definitiva, di svolgere le loro funzioni, nell’interesse del nostro territorio e della gente che lo abita, per proteggere “La Petrosa” di Castrovillari da un nuovo tentativo di scempio, contro cui si sono già mobilitate diverse associazioni: “Solidarietà e Partecipazione” Castrovillari; Acanto Organizzazione di Volontariato; Associazione Ambientalista “il riccio”  Castrovillari; Associazione “Pensieri Liberi Pollino”  Castrovillari – Lungro; Forum Ambientalista Nazionale – Calabria; WWF – Calabria Citra; Italia Nostra (v. Presidenza nazionale); Italia Nostra Calabria; Coordinamento Lipu Calabria.

 

TRASMETTE INFINE una copia della presente petizione ai seguenti Organi regionali:

-          Regione Calabria - Dipartimento Ambiente e Territorio;

-          Soprintendenza, Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Catanzaro, Cosenza e  Crotone;

-          Ente Parco Nazionale del Pollino;

-          Sindaco del Comune di Castrovillari.

 

                       Promotore della PETIZIONE

 IO FIRMO PER PROTEGGERE “LA PETROSA” DI CASTROVILLARI 

                        Francesco Caruso   

             (Ambientalista storico del Pollino)

 

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