DOPPIA PREFERENZA DI GENERE NELLA NUOVA LEGGE ELETTORALE DELLA REGIONE BASILICATA

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Appello per introdurre la doppia preferenza di genere nella nuova legge elettorale della Regione Basilicata

Negli ultimi anni, il nostro Paese ha intrapreso un lungo percorso per raggiungere l’obiettivo di una vera democrazia paritaria: donne e uomini insieme, a cui viene riconosciuta pari dignità non solo nella sfera privata, ma soprattutto in quella pubblica.

In fatto di partecipazione delle donne alla vita politica e istituzionale, l’Italia si piazza al 23° posto tra i 28 Paesi UE considerati dall’Indice europeo sulla parità di genere.

Con riferimento alla percentuale delle donne elette nei consigli regionali, la Basilicata è da tempo fanalino di coda, con nessuna donna in consiglio regionale da ben due legislature.

La nostra Regione deve con urgenza accelerare i percorsi di riequilibrio della rappresentanza di genere, perché le donne inserite nei processi decisionali modificano e migliorano gli approcci e i metodi nel modo di fare amministrazione e politica, apportando competenze, determinazione e pragmatismo.

In questi giorni in Basilicata, si discute della nuova legge elettorale , coerentemente con la battaglia che abbiamo portato avanti sullo Statuto, chiediamo che la nostra Regione si allinei con i principi di parità e civiltà giuridica sanciti dalla Costituzione e dalla Legge n. 20 del 2016.

Ci auguriamo che la Basilicata,  in ritardo rispetto ad altre Regioni,  sappia cogliere questa circostanza favorevole di dibattito per dare un segnale chiaro di cambiamento e di netta discontinuità col passato.

Riteniamo che la doppia preferenza possa essere il giusto strumento per garantire alle donne la partecipazione alla vita pubblica, superando il gender gap ormai consolidato nella nostra regione.

Rispondendo all’appello della Commisisone Regionale per la Parità e le Pari opportunità, chiediamo che la nuova legge elettorale preveda che in ciascuna lista i candidati siano presenti in modo tale che quelli dello stesso sesso non eccedano il 60 per cento del totale e sia consentita l'espressione di almeno due preferenze, di cui una riservata a un candidato di sesso diverso, pena l'annullamento delle preferenze successive alla prima.



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