In difesa delle Cime Bianche. Diciamo NO al progetto funiviario nel Vallone!

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In difesa delle Cime Bianche. Diciamo NO al progetto funiviario nel Vallone!
 
(English version below)
 
Il progetto fotografico di conservazione “L’Ultimo Vallone Selvaggio. In difesa delle Cime Bianche” diventa oggi, 8 febbraio 2020, una petizione online votata alla salvaguardia del Vallone omonimo. 
 
Il Vallone delle Cime Bianche si trova nell’alta Val d’Ayas (Regione Autonoma Valle d’Aosta) e contribuisce a formarne la testata superiore. Si tratta, nel contesto dell’intera Val d’Ayas, dell’ultima grande area non pesantemente antropizzata, ancora priva di piste da sci o impianti di risalita, di strade o abitati, nonché di altre strutture invasive per l'ecosistema, purtroppo sempre più diffuse nelle zone circostanti.
La maggior parte del Vallone è tutelata dalla ZPS “Ambienti Glaciali del Gruppo del Monte Rosa” (IT1204220), espressione della rete europea Natura 2000. Questo per via del suo raro, fragile, prezioso ecosistema alpino, caratterizzato da peculiarità geologiche e da un’unica biodiversità, nonché da un importante retaggio storico, archeologico e culturale che trae origini dagli albori della presenza e del transito umano in queste terre.
 
Il progetto di collegamento funiviario
 
Derivante da un’idea nata negli anni Settanta, nel 2015 è stato proposto un progetto di collegamento esclusivamente funiviario e non sciistico, volto a connettere la zona di Frachey (Val d’Ayas) con gli impianti a monte di Cervinia. Si trattava dello Studio urbanistico ambientale del “Progetto INTERREG 2007-2013 Alplinks”, che caldeggiava, nella sua alternativa consigliata, un impianto destinato a raggiungere il Colle Superiore delle Cime Bianche.
Sempre nel 2015 fu pubblicata l’”Analisi delle potenzialità di sviluppo di un sistema di mobilità integrata nell’area Cervino-Monte Rosa”, che concludeva egualmente, malgrado il riconoscimento di svariati fattori contrari, a favore del collegamento.
Nel 2017, a seguito di una votazione del Consiglio Regionale del dicembre 2016, il Servizio impianti a fune della Regione Valle d’Aosta fornì una relazione inerente sia al progetto funiviario Pila-Cogne che a quello Ayas-Breuil. La relazione SIF 2017 indicava il Colle Inferiore delle Cime Bianche come punto di arrivo del nuovo impianto, contraddicendo in parte lo studio del 2015.
Il 21 gennaio 2020 la Seconda Commissione del Consiglio Valle ha approvato la prima bozza del “Documento di economia e finanza regionale per il triennio 2020-2022”, che a pagina 100 prevedeva la realizzazione del collegamento funiviario come (…) “risposta attiva ai cambiamenti climatici”.
La versione definitiva del DEFR, modificata e approvata in data 30 gennaio 2020, prevede invece di (…) “Dar corso, da parte dei concessionari coinvolti, agli studi propedeutici per giungere alla decisione basata sulle analisi di realizzabilità in termini di sostenibilità finanziaria, ambientale e urbanistica”, al fine di (…) “Valutare la realizzabilità del collegamento tra i comprensori di Cervinia e Monterosa”.
 
La situazione normativa
 
Come premesso, la maggior parte del Vallone delle Cime Bianche è sotto la tutela della ZPS “Ambienti Glaciali del Gruppo del Monte Rosa” (IT1204220), parte della rete ecologica europea Natura 2000, ai sensi della Direttiva 92/43/CEE “Habitat”, di cui è garante, attuatore e responsabile il Ministero dell’Ambiente, Servizio Conservazione della Natura, di Roma.
Pertanto, in attuazione delle direttive europee 79/409/CEE e 92/43/CEE “Habitat”, la legge della Regione Autonoma Valle d’Aosta 8/2007 ha vietato nell’area la costruzione d’impianti di risalita a fune e di piste da sci.
Il Piano Regolatore Generale del Comune di Ayas (AO) include l’area del Vallone nella Sottozona Ef1, definita di (…) “Specifico interesse naturalistico”.
 
Il costo del collegamento, nel 2015, era stato stimato in circa 51 milioni di Euro e in oltre 1.300.000 Euro annui di gestione. Lo stesso studio di fattibilità del 2015 era costato svariate centinaia di migliaia di Euro alla collettività.
 
Risulta pertanto, a nostro avviso, che l’eventuale costruzione di questo impianto, sotto qualsiasi forma, arrecherebbe un danno irreparabile all’ecosistema ancora intatto del Vallone delle Cime Bianche, stravolgendo inoltre i delicati equilibri di un’area protetta dalla normativa europea.
In questo specifico caso è del tutto impossibile conciliare la protezione ambientale con la realizzazione di una grande opera di questa portata.
 
La grande causa della Conservazione
 
A oggi, la causa della Conservazione è una delle più grandi e pressanti sfide del nostro tempo, la chiave per affrontare e auspicabilmente sopravvivere al crescente conflitto tra uomo e ambiente. La Conservazione è una pratica che richiede, tuttavia e anzitutto, un drastico cambiamento di mentalità: solo abbandonando un’ottica antropocentrica e di dominanza, prevaricazione sull’ambiente potremo aspirare a un rinnovato progresso culturale ed etico.
Questa grande causa interessa sempre più direttamente molti ecosistemi, specie animali e vegetali che fanno parte dei territori a noi vicini, o che ci appartengono. Ecco quindi che diventa una causa a “chilometro zero”, cui tutti siamo chiamati a dare il nostro contributo.
 
Oggi, il Vallone delle Cime Bianche diventa simbolo vivo della battaglia per la tutela dell’integrità superstite dell’ambiente alpino, sempre più minacciato dall’antropizzazione incontrollata e da politiche predatorie che vedono la montagna come mera risorsa da sfruttare.

Questa è una delle tante iniziative da noi portate avanti in questo ambito, tra cui serate di proiezione fotografica e divulgazione, articoli e portfolio su giornali e riviste, costante presidio e aggiornamento social, nonché la pubblicazione dell’omonimo volume fotografico.
 
Aiutateci a salvare uno degli ultimi baluardi di vera wilderness montana ai piedi del Monte Rosa.

Aiutateci a salvare l’Ultimo Vallone Selvaggio!
 
Annamaria Gremmo, Francesco Sisti, Marco Soggetto

Per contatti: ultimovalloneselvaggio@gmail.com

Per ulteriori informazioni sul nostro lavoro pro bono in difesa del Vallone delle Cime Bianche: http://www.varasc.it/getpage.aspx?id=4219

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ENGLISH VERSION:
 
Cime Bianche Valley: let’s say NO to the cableway project!


Our photographic project, titled “L’Ultimo Vallone Selvaggio. In difesa delle Cime Bianche” (Cime Bianche. The Last Alpine Wilderness) becomes today, February 8th, 2020, an online petition voted to the protection of this very same valley. 
 
The Cime Bianche Valley ("Vallone delle Cime Bianche" in Italian) lies at the top of the upper Ayas Valley (Val d’Ayas), in the Valle d’Aosta Region, NW Italy. It is, within the boundaries of the whole Ayas Valley, the last wide area still untouched and environmentally pristine, lacking roads or ski slopes, villages or other structures deeply harming the surrounding ecosystem.
The most part of the Cime Bianche Valley is shielded by the European Natura 2000 network and, specifically, by the Special Protection Area (ZPS) “Ambienti Glaciali del Gruppo del Monte Rosa” (IT1204220). This, due to its rare, fragile and unique ecosystem, including huge geologic peculiarities and a precious biodiversity, as well as due to its relevant historical, archaeological and cultural heritage - dating back to the very origins of human presence and passage in these alpine lands.
 
The cableway project

Suggested as an idea at first in the Seventies, the cableway connection between Frachey (Ayas Valley) and the already existing ski slopes over Cervinia was officially launched in 2015: it was the Urban and environmental analysis, titled “Studio urbanistico ambientale del Progetto INTERREG 2007-2013 Alplinks”, suggesting and backing up an arrival of the cableway to the Colle Superiore, or the Upper Pass of the Cime Bianche Valley.
The same year saw the publication of the ”Analisi delle potenzialità di sviluppo di un sistema di mobilità integrata nell’area Cervino-Monte Rosa”, an analysis once again widely supporting the feasibility of the project, despite admitting various unfavourable issues.
In 2017, following a decision of the Regional Council dating back to December 2016, the cableway-appointed office of the Aosta Valley (Servizio impianti a fune della Regione Valle d’Aosta) signed a report, usually named SIF 2017. Concerning both the Pila-Cogne and the Ayas-Breuil cableway projects, this report partially contradicted the previous analysis, pointing at the Colle Inferiore (the Lower Pass) as the most favourable arrival.
On January 21st, 2020 the Second Commission of the Regional Council ratified the first draft of the “Documento di economia e finanza regionale per il triennio 2020-2022”, a programmatic guideline. At page 100, this document urged the creation of the cableway connection between Ayas and Cervinia as an “active answer to the climatic change”.
The second and definitive version of the DEFR, ratified on January 30th, 2020, officially stated to start all the feasibility studies needed to evaluate the financial, environmental and urban sustainability, with the aim to (…) “Evaluate the feasibility of the connection of the Cervinia and Monterosa ski resorts”.
 
The regulatory framework

As already mentioned, most part of the Cime Bianche Valley is under the shield of the Special Protection Area (ZPS) “Ambienti Glaciali del Gruppo del Monte Rosa” (IT1204220) as created by the European ecological network Natura 2000 and as ratified by the European Union “Habitats” Directive, or Council Directive, 92/43/EEC. This Directive has been executed, and is under the responsibility of the Italian Ministry of the Environment, in Rome.
The same Aosta Valley Regional Law 8/2007, in compliance with the European Union Council Directive 92/43/EEC “Habitat” and 79/409/EEC, vetoed the construction of cableway and ski slopes in this area.
Lastly, the General urban development plan of the Ayas Municipality included the Cime Bianche Valley in the Sub-zone Ef1, described as of “special naturalistic interest”.
 
In 2015, the overall cost of the whole cableway project was calculated in about 51 millions EUR, with more than 1.300.000 EUR per year of management costs. Even the first Urban and environmental analysis required the expense of several hundred thousands EUR, in terms of public funds.
 
We are therefore convinced that the potential realization of this cableway, under all its possible forms, would greatly harm the still pristine ecosystem of the Cime Bianche Valley. Furthermore, it would play havoc within the boundaries of a protected area under the European law.
We underline that, in this specific case, it’s totally impossible to conciliate concepts like the environmental protection and the construction of such a large cableway.
 
Conservation is the Key

Today, Conservation is one of the most challenging and pressing issues of our time. It is, above all, the key to approach and survive the increasing human-Nature conflict.
Unfortunately, Conservation is a practice requiring a drastic mind-change. Only rejecting our current anthropocentric and dominating point of view we will achieve a real, renewed cultural and ethical progress.
This great Cause involves, more and more, our nearer ecosystems, as well as animal and plant species living in our neighbourhood. Conservation is therefore a “zero-kilometres” challenge, calling everybody to do our part.

Today, the Cime Bianche Valley is a living, heart-felt herald of the great struggle to defend what remains of the alpine wilderness, increasingly threatened by an uncontrolled anthropization and by marauding policies.
This petition has been planned in the wake of our many initiatives carried out in this regard: photographic and divulgation events in many Italian cities, portfolios and essays on newspapers and magazines, a round-the-clock social update and presence, and of course the publication of our photographic book.
Please help us, taking part to this petition and sharing its message, to save one of the very last alpine wilderness strongholds under the Monte Rosa Massif.

Please help us to save this Last Wild Valley!
 
Annamaria Gremmo, Francesco Sisti, Marco Soggetto

ultimovalloneselvaggio@gmail.com