CONTRO L'INCLUSIONE DI MONT'E PRAMA NELL' "ITINERARIO DEI FENICI"

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In premessa all’ultimo articolo pubblicato sulla necropoli di Mont'e Prama (a cura di Alessandro Usai, Silvia Vidili, Carla Del Vais, Alfredo Carannante: “Nuovi dati e nuove osservazioni sul complesso di Mont’e Prama”), si legge che la Soprintendenza intende proporre l'inclusione dei sito in un progetto volto a chiederne l’inserimento tra i siti Patrimonio dell’Umanità riconosciuti dall’UNESCO, congiuntamente ad altre necropoli fenicie. Il progetto è intitolato “Itinerario dei Fenici”. Dissentiamo fermamente sul fatto che questo importantissimo sito risulti inquadrato in questa cornice, per la serie di ragioni qui di seguito dettagliate. In primo luogo nulla rimanda ad una realizzazione fenicia della necropoli. Per quanto riguarda la cronologia, secondo la presentazione del Professor Zucca al TourismA di Firenze (Febbraio 2019) l’origine della necropoli rimonterebbe al Bronzo Medio. Inoltre, secondo le datazioni archeometriche, la maggior parte delle tombe sarebbe anteriore all”VIII secolo a.C., il secolo in cui inizierebbe la “colonizzazione” fenicia. Anche l’iconografia delle statue non ha nulla di fenicio, ma è invece assimilabile ai bronzetti nuragici. Unitamente alle statue dei guerrieri sono stati rinvenuti modelli di nuraghe, non già di edifici di tipo fenicio. Quindi tutto fa pensare ad una necropoli sarda nuragica e non fenicia. Perché allora la sua inclusione in una lista di siti fenici? Il sospetto è che si voglia usare Mont’e Prama come “specchietto per le allodole” al fine di ottenere finanziamenti che, riteniamo di dover temere, verrebbero utilizzati essenzialmente per i siti fenici, perpetuando così il decennale e vergognoso ritardo nella corretta valorizzazione del sito di Mont'e Prama. Chiediamo pertanto a Regione Sardegna e UNESCO che si imponga di convertire la candidatura del sito di Mont’e Prama tra i beni Patrimonio dell’Umanità in modalità singola, confacente all’importanza e unicità di un luogo in cui sono state trovate le statue più antiche d’Europa, e che si presentino le necropoli fenicie con una più coerente candidatura a parte, che non includa il sito di Mont’e Prama e le aree circostanti. Riteniamo giusto che, se finanziamenti ci saranno per Mont’e Prama, questi vengano usati interamente per Mont’e Prama e non dirottati verso altri contesti di matrice fenicia. Esistono peraltro svariate categorie di azioni, finora mai adeguatamente finanziate, per le quali urgono solleciti interventi: completamento del museo per l'esposizione congiunta delle statue, esproprio dei terreni agricoli contigui all'area già scavata, finanziamento di nuovi scavi, interventi sull'area di scavo e sui quelle circostanti finalizzati ad una corretta fruizione pubblica del sito (drenaggio per evitare che, come capita ogni inverno, il terreno interessato risulti inondato; realizzazione di pannelli informativi, di un'area di sosta ombreggiata, di copie delle statue da esporre in loco per dare un'idea dei ritrovamenti). Tutto ciò premesso promuoviamo una raccolta di firme per richiedere alla Regione Sardegna e all’UNESCO l’inclusione di Mont’e Prama tra i beni Patrimonio dell’Umanità come sito singolo, nuragico, e non in associazione ad altri insediamenti fenici che nulla hanno a che vedere con lo stesso Mont’e Prama, né cronologicamente, nè stilisticamente. Che la Sardegna abbia finora un unico sito, la Reggia Nuragica di Barumini, tra quelli inseriti nella lista dei beni patrimonio dell’Umanità, lo riteniamo inadeguato all’importanza storica e artistica della regione. L’inclusione in questa lista di due nuovi siti sarebbe un atto doveroso per colmare un divario ingiustificato rispetto ad altre regioni italiane ed europee.



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