MANIFESTO STUDENTI ABRUZZESI UNITI CONTRO LA CRISI, É ORA DI CAMBIARE.

MANIFESTO STUDENTI ABRUZZESI UNITI CONTRO LA CRISI, É ORA DI CAMBIARE.

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Libera Associazione Studentesca ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Regione Abruzzo

Un cadavere trascina a fatica la sua ombra: è il cadavere della scuola pubblica.

Antica e prediletta vittima di una politica spicciola e imprevidente, ridotta in fin di vita dal 2010, dopo un salasso di 10 miliardi firmato Mariastella Gelmini, verte ormai, prossima alla morte, in una situazione problematica come quella attuale. 

Aleggia sul suo letto d'ospedale il triste presentimento di una mancata sepoltura. 

E se così non dovesse essere, ad accompagnarne il feretro saranno i due volti trasfigurati della stessa medaglia:

destra e sinistra, ora più che mai, appellativi dello stesso carnefice. 

Ne danno il triste annuncio gli studenti tutti, i docenti... chi nella scuola vive(va) e crede(va), chi in essa ripone(va) fiducia nel costruire un futuro più giusto.

Di qui il nostro intento. 

Svolgere l'autopsia del morto, analizzare le cause del decesso e stilare un referto capace di sollevare insieme problemi e risposte con la recondita speranza di una risurrezione. 

La nostra indagine parte da lontano. 

Quando nel '47 fu redatta la Costituzione  alla scuola fu dedicato l'articolo 34: 

 

"La scuola è aperta a tutti.

L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.

I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.

La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso."

 

Oggi, a distanza di circa settant'anni, le parole dei costituenti appaiono sempre più lontane dal realizzarsi. 

L'esercizio del diritto allo studio rimane una bella utopia ostacolata da problematiche di natura: politica, economica, infrastrutturale e sanitaria.

 

DIRITTO ALLO STUDIO
 

La legge regionale sul diritto allo studio in Abruzzo risale al 1974 e non soddisfa le nuove esigenze di una scuola che è profondamente mutata nel corso degli ultimi decenni e necessita di una radicale ed urgente riscrittura soprattutto alla luce della nuova crisi economica e pedagogica che il nostro Paese sta vivendo. Chiediamo che la Regione si prenda la responsabilità politica di aprire dei tavoli di lavoro che coinvolgano le rappresentanze sociali e studentesche per la riscrittura della legge e soprattutto che questa legge venga finanziata per garantire davvero il diritto allo studio.

 

La dispersione scolastica è espressione di una mancata tutela del diritto allo studio. 

La dispersione scolastica è la prova lampante dei tanti problemi (didattici, economici e strutturali) insiti nell'istruzione. 

Nella nostra regione, dati risalenti al 2018 affermano che 1 studente su 4 abbandona il percorso di studi. 

Oggi, a più di un anno dalla pandemia, la situazione è peggiorata esponenzialmente. 

Stando all'indagine condotta da IPSOS "I giovani ai tempi del coronavirus" la didattica a distanza ha giocato un ruolo decisivo nell amplificare tutte quelle disuguaglianze socio-economiche che permeano, da sempre, il mondo dell'istruzione e che portano studenti e studentesse a rinunciare agli studi.  

“Il 28% degli intervistati afferma che dal lockdown di primavera c’è almeno un proprio compagno di classe che ha smesso completamente di frequentare le lezioni. Il 7% afferma che i compagni di scuola “dispersi” a partire dal lockdown sono tre o più di tre”.

Chiediamo che la modifica della legge regionale sul diritto allo studio verta anche e soprattutto sul contrasto alla dispersione scolastica.

 

Il comodato d’uso dei libri di testo è uno dei punti più importanti che devono essere variati nella legge regionale sul diritto allo studio. Al momento la regione Abruzzo stanzia 3.000.000 di euro per garantire l’uso dei libri di testo agli studenti e le studentesse del territorio, che non risultano però abbastanza per coprire una soglia ISEE di 22.000 euro. Chiediamo dunque l’aumento degli investimenti usati per il comodato nella nostra regione. 

 

Le borse di studio sono fondamentali per garantire il diritto allo studio. Nella nostra regione l'investimento a riguardo è minimo. Mancano, infatti, i fondi necessari da destinare all'erogazione di borse di studio e, a causa di ciò, molti studenti e studentesse non riescono a completare il proprio percorso di studi non potendoselo permettere. Non sono dunque garantite pari opportunità.

 

Il comodato d’uso per i dispositivi è indispensabile per lo svolgimento della didattica a distanza.

Molti studenti e studentesse infatti rischiano di non poter seguire le lezioni a causa della mancanza di dispositivi o di connessione. 

La necessità di ribadire questo bisogno è la riprova della differenza sostanziale che intercorre tra il "regolamentare" ed "l’attuare". 

È necessario dunque un monitoraggio capillare per garantire il diritto alla connettività che, ad oggi, non può che coincidere con il diritto allo studio.

 


DIDATTICA
La didattica a distanza ha messo in evidenza la necessità di rivedere le modalità di intendere e fare scuola. 

La didattica deve tener conto della continua evoluzione della scuola e soprattutto di chi la vive. E’ necessario che la scuola superi l’approccio puramente nozionistico e si ponga come obiettivo lo sviluppo della coscienza critica.


Inoltre è necessario affiancare alla valutazione numerica un commento che giustifichi e dia ragione del voto, evitando che la valutazione sia punitiva ma strumento di crescita collettiva per la componente studentesca e per il corpo docenti.

Riteniamo necessaria l’introduzione all’interno delle scuole della Carta dei diritti in dad, uno strumento di tutela necessario in questo periodo storico. 

Il documento è frutto di un’intensa collaborazione tra la Libera Associazione Studentesca di Pescara e le scuole della provincia che hanno aderito all’iniziativa, pertanto i punti della carta rappresentano l’espressione diretta delle necessità emerse con questo nuovo modo di fare scuola.

É possibile visualizzare la carta  cliccando qui.

Riteniamo necessario, a partire dalla risoluzione dei limiti del nostro sistema scolastico, l’immaginazione di una scuola innovativa che si dia l’obiettivo di trattare temi strettamente attuali e rilevanti, come l’educazione sessuale che per troppo tempo è stata relegata ad una posizione secondaria o, purtroppo, completamente assente nei programmi scolastici. 

[1. Lo studente ha diritto ad una formazione culturale e professionale qualificata che rispetti e valorizzi, anche attraverso l'orientamento, l'identità di ciascuno e sia aperta alla pluralità delle idee. La scuola persegue la continuità dell'apprendimento e valorizza le inclinazioni personali degli studenti, anche attraverso un'adeguata informazione, la possibilità di formulare richieste e di sviluppare temi liberamente scelti. (Art. 2 "Statuto degli studenti e delle studentesse")] 

 

E’ necessaria inoltre una riscrittura democratica dei programmi di studio e che questi siano anti sessisti, inclusivi e rappresentativi, l’esclusione delle donne dai nostri programmi è un retaggio culturale di cui dobbiamo liberarci, inoltre chiediamo:

programmi di educazione alla parità di genere, per promuovere e tutelare il diritto all’uguaglianza;
carriere alias per l’autodeterminazione e il rispetto delle identità
la prevenzione verso ogni forma di violenza e discriminazione dei diritti umani promulgando un codice contro le molestie nelle scuole (inserire qui il codice prodotto dall’uds)
 

L’ambiente scolastico dovrebbe essere un luogo sicuro e inclusivo per tutti gli studenti e le studentesse. Spesso però non è così per gli studenti appartenenti alla comunitá LGBTQ+, a volte vittime di bullismo e discriminazioni sia dai propri compagni, sia dai propri professori. 

In Italia circa un ragazzo su 20 è vittima di bullismo omofobico, e l’81% delle persone che si identificano parte della lgbtq+ hanno subito aggressioni verbali, il 38% minacce di violenza, il 16% ha subito violenze sessuali, il 18% aggressioni fisiche e il 6% aggressioni fisiche con arma (da uno studio del 2010 dell’Agenzia internazionale per i diritti fondamentali).

È per questo che riteniamo si debbano trattare temi riguardanti la comunitá LBGBTQ+ e la lotta all’omobitransfobia all’interno delle scuole, in modo da contrastare pregiudizi e bullismo, ma anche per supportare l’accettazione e la consapevolezza di sè di questi studenti.

 

La scuola deve essere e rappresentare un luogo sicuro per tutte le studentesse e tutti gli studenti. È dunque necessario prevedere sportelli psicologici gratuiti garantendo la privacy alle studentesse e agli studenti che vi accedono secondo la nota ministeriale del 26 Ottobre 2020 facendo riferimento ai fondi concessi ad ogni istituzione scolastica per l’attivazione del servizio nella nota Nota 23072 del 30 settembre 2020.


TRASPORTI 
 

È ormai evidente, anche a seguito di discussioni svoltesi classe per classe tra gli studenti degli istituti superiori della regione, che esistono molteplici problematiche riguardanti gli orari e la frequenza delle corse dei trasporti pubblici, situazione particolarmente evidente nelle zone periferiche delle province, troppo spesso mal collegate.

 

Diritto alla mobilità ad oggi vuol dire anche diritto alla salute, è necessario quindi trovare soluzioni ideali a queste problematiche, anche attraverso un confronto fruttuoso ed efficace con gli istituti. (aggiunta di corse, eventuali modifiche dei loro orari ecc...). 

Consapevoli che l'aggiunta di corse è un processo lungo, complicato e dispendioso è fondamentale risolvere gli innumerevoli disagi all'interno degli istituti, i quali hanno percentuali di studenti pendolari elevatissime.

 

portiamo ad esempio la raccolta delle problematiche legate agli orari dei trasporti fatta nelle scuole superiori di secondo grado di Pescara:

É possibile visualizzare il documento cliccando qui.

 

EDILIZIA SCOLASTICA
L’edilizia scolastica rimane un tema mai affrontato seriamente dalle istituzioni nazionali e locali. 

Uno studio del 2015 del Consiglio Nazionale dei Geologi ha rilevato che 31mila scuole su 42mila presenti sul territorio italiano, sono a rischio sismico o esposte a dissesto idrogeologico. Oltre una scuola su due è a rischio. 

La pandemia ha riproposto, con inconfutabile chiarezza, le tante falle di un sistema scolastico già precario e disastrato.

Sono infatti migliaia gli edifici che, sul territorio abruzzese, restano "non a norma" e non vengono sottoposti a quegli urgenti interventi di manutenzione e messa in sicurezza. 

A 11 anni dal terremoto a L’Aquila non esiste un piano complessivo di ricostruzione delle scuole pubbliche, mentre la prima scuola ad essere stata ricostruita è stata proprio una scuola privata.

L'unico episodio in cui le amministrazioni sono state messe con le spalle al muro è il caso del Liceo Cotugno, che dopo cinque anni ancora è diviso in quattro Musp e aspetta la riconsegna della sede principale.

Tutte le altre scuole della città continuano tuttavia a non disporre di spazi adeguati per una didattica davvero di qualità. Chiediamo fortemente che siano aperti tavoli di lavoro con tutte le parti sociali per la ricostruzione delle scuole, la messa in sicurezza, la manutenzione, e tutto ciò deve avvenire nell'ottica di mettere fine anche alle classi pollaio, dannose per la salute in questo periodo storico e per l'apprendimento da sempre.

Anche la provincia di Pescara non è esente da problematiche di questo tipo. 

Uno dei tanti, troppi, esempi è quello del Liceo G. Marconi dove: infiltrazioni, infissi rotti, crepe e problemi ingegneristici e strutturali la rendono una struttura inadeguata.

Da qui, presumibilmente, la decisione di sospendere gli ormai soliti lavori di rappezzatura in funzione di una più drastica soluzione: abbattere l'edificio e affidare i "forzati esuli" al Liceo Maior… una scuola privata da pagare con soldi pubblici. 

Emblematica è poi la situazione del MiBe: Liceo artistico, musicale e coreutico. 

Studenti e studentesse sono chiamati a districarsi in un arcipelago di sedi, spesso non adatte alle esigenze di una scuola così particolare. (si fa riferimento soprattutto al musicale-coreutica). 

 

“La scuola si impegna a porre progressivamente in essere le condizioni per assicurare:

a) un ambiente favorevole alla crescita integrale della persona e un servizio educativo-didattico di qualità;

b) offerte formative aggiuntive e integrative, anche mediante il sostegno di iniziative liberamente assunte dagli studenti e dalle loro associazioni.

c)iniziative concrete per il recupero di situazioni di ritardo e di svantaggio nonché per la prevenzione e il recupero della dispersione scolastica;

d) la salubrità e la sicurezza degli ambienti, che debbono essere adeguati a tutti gli studenti, anche con handicap;

e) la disponibilità di un'adeguata strumentazione tecnologica;

f) servizi di sostegno e promozione della salute e di assistenza psicologica;

(articolo 2, comma 8, "Statuto degli studenti e delle studentesse")”

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