Petition update

200 banchetti in tutt'Italia: 20mila firme per il reddito in una sola giornata

Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie

Jun 11, 2015 — Una grande giornata di partecipazione, impegno e democrazia; si conclude con un bilancio estremamente positivo la giornata nazionale della dignità e per il reddito dello scorso sabato 6 giugno. Da nord a sud del paese la giornata nazionale per la dignità e per il reddito ha coinvolto più di 200 piazze italiane, raccogliendo oltre 20 mila firme a sostegno della piattaforma della campagna promossa da Libera nell'ambito della campagna per il Reddito di Dignità lanciata lo scorso marzo insieme al Gruppo Abele e con la partecipazione di BIN Italia, del Cilap e sostenuta da centinaia di cooperative, associazioni del volontariato e del mondo studentesco.
Con questa mobilitazione e con migliaia di firme chiediamo con urgenza una buona legge sul reddito di cittadinanza o minimo garantito, come già avviene in tutta Europa con la sola esclusione dell'Italia e della Grecia. Firme che si aggiungono alle oltre 70 mila raccolte con la petizione on line negli ultmi due mesi. Migliaia di attivisti impegnati ai banchetti in attività informative e nella raccolta firme hanno ancora una volta evidenziato la necessitù di mettere al centro dell'agenda politica del paese il contrasto alle diseguaglianze, alle mafie ed alla corruzione. Sette anni di crisi dal 2008 hanno prodotto infatti il raddoppio della povertà ed un aumento enorme delle diseguaglianze come indacato dai dati Istat, Eurostat ed OCSE. Le risposte messe in campo per fronteggiare l'aumento delle diseguaglianze sono state palesemente sbagliate ed è tempo di cambiare decisamente rotta. Davanti all'esplosione di diseguaglianze e povertà il fondo sociale è stato tagliato dal 2008 al 2014 del 58% e non è stato dato seguito alla richiesta europea avanzata già nel 2005 di introdurre il reddito di cittadinanza o minimo garantito anche nel nostro paese. Ricapitalizzazione del fondo sociale per garantire almeno la dignità a quei milioni di italiani rimasti indietro, come prevede la nostra Costituzione e l'istituzione del reddito di cittadinanza o minimo garantito, sono le due urgenti misure che chiediamo di mettere immediatamente in campo per contratare la crisi e restituire diritti e speranza ai cittadini. Il reddito di cittadinanza non è una misura assistenziale ma come sostengono i più importanti giuristi e costituzionalisti europei è invece un diritto universale; così come è profondamente sbagliato intendere questa misura come un costo, visto che la stessa Europa la definisce come uno strumento di rilancio dell'economia e dello sviluppo in periodi di crisi. Inoltre, nel nostro paese introdurre il reddito di cittadinanza rappresenterebbe una straordinaria misura di contrasto alle mafie ed alla corruzione, indebolendo sostanzialmente il ricatto economico esercitato dalla criminalità organizzata nei confronti di milioni di cittadini in difficoltà, specie in quelle aree del paese in cui la dispersione scolastica e la disoccupazione giovanile sono tra le più alte d'Europa. La precondizione per sconfiggere mafie e corruzione sta nel raggiungimento della giustizia sociale, come continuiamo a dire da anni. Così come porre in contrapposizione lavoro e reddito di cittadinanza è sbagliato. Una società che non può raggiungere per sua stessa ammissione la piena occupazione ha il dovere di porsi in termini di civiltà la questione del che fare con i milioni di cittadini che non riusciranno mai a trovare lavoro. In Italia esiste già una forte maggioranza nel paese che condivide questa proposta. Anche nel parlamento diversi gruppi stanno convergendo. Abbiamo bisogno di risposte immediate anche per restituire fiducia e credibilità nelle politica istituzionale, contrastando con strumenti concreti ed efficaci diseguaglianze, mafia e corruzione.

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