REDDITO DI CITTADINANZA. IL WELFARE NELLE MANI DI PERSONALE PRECARIO

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REDDITO DI CITTADINANZA. IL WELFARE NELLE MANI DI PERSONALE PRECARIO

#PersonaleReiRdc

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Siamo 169 professionisti, assunti dal Comune di Napoli per occuparci di tutte quelle famiglie in difficoltà che attraverso il Reddito di Inclusione, ora Reddito di Cittadinanza, hanno chiesto e continuano a chiedere aiuto allo Stato.

La nostra storia inizia il 31 dicembre 2018 quando il Comune di Napoli ci ha assunti a tempo determinato, con i fondi PON INCLUSIONE e da subito ci siamo trovati a gestire una forte emergenza legata all’ elevata presenza di domande da parte dei cittadini di Reddito di Inclusione.

Siamo un’equipe multidisciplinare costituita da assistenti sociali, psicologi, educatori professionali, informatici ed amministrativi, il cui lavoro è volto a promuovere misure di inclusione, prevenzione e contrasto alla povertà nella comunità locale e rivolto alle famiglie più bisognose, le quali hanno trovato in noi un punto di riferimento capace di dar voce e ascolto alle loro necessità, più o meno complesse.

Abbiamo costruito passo dopo passo una relazione di fiducia con le persone accolte, accorciando le distanze e riducendo i loro pregiudizi nei confronti delle istituzioni. Abbiamo affinato le nostre competenze e imparato a personalizzarle in virtù delle esigenze specifiche del territorio.

E’ importante che i risultati raggiunti, talvolta anche con fatica, vengano riconosciuti come elemento fondamentale della misura stessa del reddito di inclusione (e ora Reddito di Cittadinanza); da non disperdere e irretire nella burocrazia, spesso portata a dare priorità al “far quadrare i conti” piuttosto che a garantire standard minimi di qualità della vita.

Ad oggi, il nostro contratto sta per scadere e, contrariamente a quanto si sta verificando a livello nazionale, ove altri Comuni hanno già predisposto la proroga contrattuale per un ulteriore anno, noi non abbiamo ancora ricevuto formalizzazione alcuna rispetto alla possibile prosecuzione del nostro rapporto lavorativo. Di fatto, ignoriamo quali siano le reali motivazioni sottese a tale incertezza, perché nessuno ha mai dato una risposta chiara ai nostri interrogativi.

Questa impasse decisionale riguardo il nostro futuro si inscrive in una cornice più ampia che vede il Comune di Napoli interessato da una grave mancanza di organico in tutti i principali servizi rivolti ai cittadini, mettendo in ginocchio l’intero sistema Welfare. Tutto questo senza considerare le conseguenze che potrebbero subire proprio le famiglie che hanno chiesto aiuto allo Stato, e che senza di noi, si vedrebbero privati di una reale opportunità di inclusione sociale.

Alla luce di quanto detto, la nostra richiesta è quella di sostenerci in questa battaglia che ha come obiettivo principale quello di continuare ad essere, attraverso le competenze acquisite in questo anno di lavoro, una possibilità di riscatto per tutte le persone che si sono affidate e fidate di noi, mantenendo una continuità con i cittadini, con il territorio, con le associazioni del terzo settore, con i servizi specialistici del settore socio-sanitario con cui abbiamo costruito una salda rete di supporto.