Derisione degli asessuali. Firma affinché Rai Radio 2 chieda scusa e prenda provvedimenti.

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Gentile direzione di Radio Rai e Radio 2.

Siamo un gruppo di ascoltatrici e ascoltatori che - via social - ha condiviso lo sdegno per quanto accaduto nella puntata del 4 agosto nel programma “Al posto del cuore”.

Nello specifico, nella puntata andata in onda abbiamo assistito attoniti al siparietto (palesemente scritto) nel quale si definivano gli asessuali (citiamo testuali): “malattia ereditaria”, “specie in via di estinzione”. E ancora: “gente che almeno non deve fare la ceretta” (volendo sottendere - in modo becero e sessista - che ci si depila non per scelta personale ma solo per “compiacere”, un gesto - detta così dalle conduttrici - finalizzato all’incontro sessuale. Ulteriore terribile “messaggio”).

E via così e anche persino peggio, in un fuoco di fila di qualcosa che per gli autori sarebbe dovuto suonare divertente. Ricordiamo ad autori e conduttrici del programma (Marco Salvati, Paola Perego e Laura Campiglio) che l’asessualità è ascrivibile a “orientamento sessuale”, è una normale variante dell’espressione sessuale umana. (Suggeriamo ad autore e conduttrici le seguenti letture: https://www.vchri.ca/feature-stories/articles/2016/10/06/asexuality-distinct-and-valid-sexual-orientation … https://www.researchgate.net/publication/275278342_Asexuality_What_It_Is_and_Why_It_Matters … ).

Inoltre, se autori e conduttrici si “sintonizzassero” con la società civile semplicemente frequentando YouTube si imbatterebbero in tantissimi video sul tema, con adolescenti che ne parlano e si confrontano, proprio per non sentirsi “diversi” o “malati” o “da estinguersi” come invece la radio di Stato augura loro, come il servizio pubblico ha comunicato (pensiamo a una madre o un padre con un figlio/a che si interroga sulla propria sessualità cosa può pensare sentendo il programma. O quanto la grettezza di ciò che è andato in onda non possa legittimare atti di bullismo nei confronti di ragazze e ragazzi nella delicata fase di “capirsi”).

No. Non si tratta di un incidente. Un incidente succede in un programma in diretta, se ci scappa la parolaccia. Qui si tratta di un programma registrato, che ha avuto più passaggi: è stato scritto, letto, registrato, magari editato. Più e più persone potevano fermare lo scempio. Non è avvenuto. Ma - se possibile - è accaduto perfino di peggio. A trasmissione avvenuta, di fronte allo sdegno che montava sui social, l’autore del programma rispondeva beffardo su Twitter affermando che “ormai non si può più ridere di nulla...” paragonando gli asessuali a una fantomatica associazione “pro supplì”. Come dire, suvvia fatevi una risata. O bloccando gli account di utenti che in modo civile denunciavano quanto accaduto.

No, caro Salvati e cara Radio2: non si tratta di non avere senso dell’umorismo. Si tratta di avere senso del limite e della responsabilità, senso che avete dimostrato – vergognosamente - di non possedere. Ridere degli asessuali è deridere persone: “a morte i gay” farebbe inorridire detto dalla radio pubblica? Sappiate che avete detto la stessa identica cosa. Ed è gravissimo che di fronte allo sdegno del pubblico, autori e conduttrici si siano dimostrati TOTALMENTE INADEGUATI e non all’altezza, totalmente INCONSAPEVOLI di essere al servizio di un’emittente pubblica, dimostrando conclamata ignoranza in merito all’argomento trattato e arroganza nel goffo e imbarazzante tentativo di difendere l’indifendibile a trasmissione andata in onda. Non meglio ha fatto Radio 2 che, pressata via social, ha pensato di risolvere il tutto con una postilla in chiusura della puntata in onda la settimana successiva: sono state “appiccicate” delle scuse a fine puntata con effetto persino più grave del fatto stesso “se alcune persone si sono sentite offese...ci scusiamo”. Basti questa frase come emblema dell’inadeguatezza di staff, redazione, conduzione e direzione di rete. Frase che dimostra ancora una volta che dopo scrittura del programma, lettura in fase di registrazione, messa in onda, sdegno del pubblico ... ebbene dopo tutti questi passaggi ancora a Radio 2 non avevano capito, ancora dimostravano di non conoscere l’argomento.

Ma la frase di scuse più irricevibile, arrogante, di rara inadeguatezza è la seguente “pur essendo certi di non aver voluto offendere nessuno e nessuna categoria sessuale. Pur essendo certi che il tono scherzoso e ironico del programma (...) se qualcuno si è sentito offeso dalle nostre parole ci dispiace enormemente”. Questa frase è di una gravità inaudita. Quanta arrogante ignoranza in quel “pur essendo certi di non voler offendere nessuno”. “A morte le lesbiche!!! Sono malate! Si devono estinguere” non è un’offesa? Ne siete perfino certi!? Perché basta sostituire “lesbiche” con “asessuali” e il senso è lo stesso. Ma voi siete certi. Anzi, quanto è scioccamente poco ironico il pubblico -secondo voi- da non ridere di questo. E come è poco intelligente il pubblico da non cogliere l’ironia”. Ecco, questo il succo delle vostre “scuse”. Sottotesto: noi siamo la verità e la luce, il nostro pubblico un branco di idioti che non capisce e non sa ridere. Allucinante.

No! Una radio pubblica non può umiliare sé stessa, la sua storia, il suo pubblico fino a questo punto. È palese la totale inadeguatezza di chi la dirige e di chi ha costruito e permesso un simile obbrobrio. Non saper gestire un fatto di tale portata, non avere il polso della gravità dello stesso è da incompetenti. Non è da radio pubblica. La Rai stessa dovrebbe chiedere un risarcimento per danno d’immagine ai responsabili di rete e programma e con la Rai noi ascoltatori dovremmo fare lo stesso. In un paese civile la direzione di rete avrebbe dato le dimissioni In un paese civile si sarebbero individuate le RESPONSABILITÀ (licenziando o sanzionando).

Ebbene: noi vogliamo vivere in un paese civile. E pretendiamo che ciò avvenga. Pretendiamo che la rete prenda provvedimenti adeguati alla gravità del fatto. Il pubblico di radio rai merita programmi all’altezza. La stessa radio rai merita una direzione all’altezza (gli ascolti di Radio 2 sono in caduta libera, dati alla mano. Dobbiamo continuare ad assistere a questo scempio di numeri e -non- contenuti?) Quella che sta per finire è stata un’estate drammatica per il Paese. Ci sono crolli evidenti, che fanno rumore assordante. Ma ci sono crolli silenziosi, talvolta subdoli, sottotraccia: ma che fanno danni altrettanto devastanti: sono crolli “culturali”, figli di un Paese che non affida più i suoi beni preziosi come la radio pubblica è e DEVE essere a donne e uomini di merito, ma li affida e li fa “occupare” solo a gente che risponde a palesi, non più accettabili logiche di spartizione che a tutto risponde tranne che al merito. Ed eccoli poi i danni, evidenti, devastanti, macroscopici. Non possiamo più accettare non solo che vadano in onda simili obbrobri, ma che gli stessi vengano fatti scivolare via senza alcun senso della gravità e della responsabilità.

Chiediamo, lo ribadiamo con forza, una risposta CHIARA ED EFFICACE da parte della direzione di Radio 2 e radio rai che sia adeguata alla gravità di quanto accaduto. E un segnale forte di cambio di rotta. Radio Rai è anche nostra. È sempre bene ricordarlo.



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