Pugliesi fuori sede a sostegno di Michele Emiliano

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MEDICI, DOCENTI, SCRITTORI, MANAGER, PROFESSIONISTI, OPERAI, ATTORI: L’APPELLO A SOSTEGNO DI MICHELE EMILIANO  DA TUTTA ITALIA

Uniti per Michele Emiliano affinché i giovani non siano costretti ad andare via, come è successo a noi.

FIRMA E UNISCITI A NOI!

La Puglia ed i pugliesi stanno per prendere una decisione fondamentale per la loro terra, in un momento importante ed unico. Abbiamo lasciato la Puglia in tanti, per intraprendere percorsi di vita diversi, costruendo il nostro futuro altrove.

Sentiamo in questo momento il dovere di lanciare un appello che raccolga virtualmente tutti quelli come noi per invitare elettrici ed elettori pugliesi a sostenere Michele Emiliano, per evitare che la ‘primavera’ pugliese sia solo un ricordo, e che in Puglia torni l’inverno.

La lettera che segue contiene le ragioni del nostro impegno. Chiediamo semplicemente che essa venga resa nota e che ad essa possano aderire anche altri che non siamo stati in grado di raggiungere. Il nostro obiettivo, a prescindere dal risultato elettorale, è di far riflettere tutti sull’importanza di questo voto, ascoltando il contributo di una voce che pur avendo un’opinione ben definita, ha, forse, la capacità di guardare agli eventi e ai fatti di Puglia con una maggiore obiettività, favorita dalla distanza fisica che che ci separa dai luoghi in cui siamo nati.

Per informazioni : pugliasenzaconfinipermichele@gmail.com

Marco Ranieri mranieri@me.com (3386373744)

Renato Grottola Renato.Grottola@gmail.com (3480813348)

LA LETTERA

La Puglia è la terra da cui proveniamo, il luogo nel quale ci siamo formati, il trampolino dal quale ci siamo lanciati, per intraprendere percorsi professionali nel mondo. Per alcuni si è trattato di una scelta consapevole, per tanti una necessità impellente. C’è stato, infatti, un tempo in cui in Puglia era sempre ‘inverno’.

La vita quotidiana, il lavoro, i successi e gli insuccessi, i figli, il presente e, spesso, anche il futuro sono lontani dalla Puglia. Solo fisicamente, perché resta in noi, nei nostri cuori e nelle nostre menti, il desiderio di una Puglia sempre migliore e la volontà di contribuire alla sua evoluzione. In questi anni il vento del cambiamento ha portato la Puglia, tra mille difficoltà e battaglie, ad essere laboratorio di un mondo in cui il lavoro, la crescita, la salute e l’ambiente non sono categorie in conflitto, ma fattori di crescita in un contesto diverso e inclusivo. Oggi questo vento sembra affievolirsi pericolosamente: concreto è il pericolo che in Puglia torni a governare una politica in cui il lavoro sia garantito solo a spese dell’ambiente e della salute pubblica. Una politica miope che non mette al centro la sanità, la scuola pubblica, i diritti civili, la cultura e il valore del territorio, ma solo l’interesse privato. Una politica che, ignorando la Storia, guarda alla Puglia come a un enorme villaggio vacanze.

Perché accade questo? Siamo sicuri che le pugliesi e i pugliesi abbiano deciso che la priorità nella scuola e nella sanità sia l’ingresso dei privati? Siamo convinti che vogliano scegliere per la loro regione un modello di crescita senza limiti, che ignori le necessità dell’ambiente in cui vivono e i bisogni delle generazioni future? Siamo certi che vogliano vivere in una regione in cui le donne non possono più poter interrompere la gravidanza negli ospedali pubblici? A noi non sembra sia così. Città come Bari, Lecce, Brindisi e Taranto hanno scelto ed eletto sindaci del centro-sinistra. Siamo convinti che a voler fermare il cambiamento e a mettere in discussione il governo che lo ha stimolato non sia la volontà della maggioranza delle donne e degli uomini di Puglia ma, piuttosto, una parte di scontenti, appartenenti a questo stesso popolo, alimentati e strumentalizzati dai rancori di politici che in Puglia, al massimo, hanno trascorso una vacanza, o, ancora peggio, da leader locali privi di qualsiasi esperienza, il cui obiettivo non è quello di governare, ma semplicemente di continuare a godere di una rendita di posizione che deriva da un’opposizione cieca e indipendente dai contenuti.

Non è questo il tempo delle analisi. Governare è difficile e ancor più difficile è continuare a restare al passo con l’evolversi della società, delle esigenze delle cittadine e dei cittadini che ti hanno eletto. Oggi non è in discussione l’equilibrio tra le diverse componenti del governo del cambiamento e nemmeno il peso politico di quelle forze che, pur all’interno di un quadro progressista, si schierano in maniera autodistruttiva contro l’attuale governo regionale. Perché ora a rischio è l’esistenza stessa della “primavera” pugliese e del “laboratorio Puglia”, a vantaggio di un governo tra i più reazionari possibili, a cui persino l’elettorato tradizionalmente liberale e conservatore delle città del Nord in cui molti di noi vivono guarderebbe con preoccupazione e scetticismo.

Il nostro non è un sostegno acritico. In questi anni ci sono state posizioni e scelte che non abbiamo né compreso né condiviso, e tanti sono i problemi che nel secondo mandato dovranno essere affrontati con volti e competenze nuovi. Ma, forse grazie alla distanza, che spesso permette di vedere le cose con più chiarezza, sappiamo che questo è il momento di essere vicini ai nostri cari e alla nostra regione. Perché, nonostante gli errori fatti, il governo di Michele Emiliano è l’unico che può continuare a far essere la Puglia uno dei posti più belli del mondo dove far crescere i propri figli aiutandoli a costruire un futuro, e non a ridurre questa bellissima terra in un luogo da cui farli andare via, proprio come è successo a noi.

 

  • Marco Ranieri, Alma Mater, Università di Bologna
  • Renato Grottola, Dirigente Aziendale, Milano
  • Leonardo Iacovelli, Consulente Aziendale, Bruxelles
  • Michele Monno, Politecnico di Milano
  • Salvatore De Mola, Sceneggiatore
  • Luciana Mascia, Alma Mater, Università di Bologna
  • Gaetano Perchiazzi, Università di Uppsala, Svezia
  • Annamaria Abbinante, Partner Società di Consulenza, Milano
  • Francesca Aresta, Ospedale Niguarda, Milano
  • Walter Fasano, Montatore, Roma
  • Giuseppe Acquaro, Senior Manager, Milano
  • Rossella Speranza, Imprenditrice, Rio De Janeiro, Brasile
  • Francesca Ingravallo, Alma Mater, Università di Bologna
  • Marco Marigliano, Dirigente Aziendale, Roma
  • Francesco Orofino, Architetto, Roma
  • Beppe Pinto, Capotreno, Bologna
  • Antonio Santoro, Policlinico S.Orsola Malpighi, Bologna
  • Rosario Urbino, Ospedale San Giovanni Battista, Molinette, Torino
  • Cinzia Guido, Assessora, Municipio Roma I
  • Mario Suglia, Imprenditore, Roma
  • Francesco Monteduro, Policlinico S.Orsola Malpighi, Bologna
  • Emilio Solfrizzi, Attore
  • Bruno Calò, Manager, Roma
  • Carlo Coniglio, Ospedale Maggiore, Bologna
  • Francesco Violante, Alma Mater, Università di Bologna
  • Salvatore M. Maggiore, Università G. D’Annunzio Chieti Pescara
  • Giampietro Scaglione, AUSL Piacenza
  • Gennaro Carlone, ICT Manager, Roma
  • Alessandro Piva, Regista