Il diritto alla condivisione. La 'nostra' Filumena online.

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emma campili ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a pubblico

Fare una petizione presuppone una responsabilità, si chiede qualcosa che si pensa sia giusto chiedere, eticamente e politicamente. Sebbene questa petizione che segue, parta da un’esperienza personale pensiamo che ciò che ci è capitato possa essere di spunto a molte riflessioni, che in questo momento storico si fanno più che mai necessarie.

Siamo due registe, due autrici, insomma siamo due che provano, o dovrebbero provare in quanto sedicenti artiste a ribaltare continuamente la realtà, a trovare la chiave giusta per non fare imbarbarire il mondo nell’uso e consumo del quotidiano.  Abbiamo provato, con enormi sacrifici, nostri e degli attori che ci hanno dato la loro fiducia e i loro mestiere, senza ricevere nulla in cambio se non, forse, una speranza, dicevamo abbiamo provato a usare i social network e il loro linguaggio in una maniera diversa, abbiamo provato a dimostrare che il social non è il nemico tout court della cultura,  abbiamo provato a dimostrare che se i giovani e il pubblico, quello fatto dalla gente, non dagli addetti ai lavori, non va a teatro o non si occupa della cultura come tutti pensano sia d’obbligo, c’è un motivo. Ed è dovere di chi dice di fare arte e cultura interrogarsi su questo motivo.

Abbiamo preso Filumena Marturano e ne abbiamo fatto una social serie per il web, senza fini di lucro. L'abbiamo fatta parlare sui social network come esperimento crossmediale, convinte che paradossalmente i social siano più vicini al teatro di quanto si possa pensare e che questa sia una piazza libera e democratica, democratica nell’intenzione più anarchica del termine. L’entusiasmo e la reazione delle persone ci ha dato prova che avevamo ragione ma nonostante ciò abbiamo dovuto togliere le puntate di Filumena, omaggio ad Eduardo gratuito e senza alcun scopo di lucro, dalla rete, a causa della mancata concessione dei canonici diritti. Come se il nostro progetto fosse un classico spettacolo teatrale, o una serie tv Rai o un prodotto commerciale di una qualche piattaforma.

Qual è il confine del diritto d’autore, quali sono i doveri che ne derivano quando l’autore in questione è per storia, natura e tempo di appartenenza del pubblico? In un momento come questo, poi, che tanto si parla di penalizzazione della cultura perché non dare la possibilità ad un progetto giovane, divulgativo, gratuito di essere condiviso? Quello che vi chiediamo, spinte dall’amore del pubblico che ci ha seguito, è di aiutarci a far sentire la nostra voce a chi ha la possibilità di fare sì che la ‘nostra’ Flumena continui ad essere condivisa con la gente, e con essa, un nuovo modo possibile di pensare e immaginare l’arte e la cultura.

Può sembrare anomalo chiedere una petizione per se stessi, ma ciò che ci spinge è il rispetto per tutte le persone che, come si suol dire, ‘a gratis, hanno lavorato con noi, per quel pubblico che ci ha dato la forza di credere che creare nuovi modi e mondi possibili sia, appunto, possibile. Non sappiamo se chi, di diritto e di dovere, ci concederà di condividere il nostro esperimento ma quantomeno ci auguriamo che ne possa nascere un dibattito socio- culturale. Permetteteci di portare avanti il nostro esperimento.

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