Liceo Classico "A. Caro" di Fermo: no alla nuova sede!

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“Per l’alto valore storico, architettonico e monumentale dell’edificio Triennio dell’ITI Montani si ritiene che per lo stesso si debba intervenire in sito, per quanto concerne invece la parte delle officine del predetto Istituto e del Liceo Classico A. Caro, si possa optare per una delocalizzazione di entrambe le attività scolastiche presso l’area sopra menzionata, realizzando una nuova struttura.”

Questa è la frase che si legge nella nota della Provincia di Fermo n. 303 del 9.1.2017.
E’ una frase sorprendente e inaccettabile.
Omette inopinatamente ogni riferimento al valore storico-culturale sia del Palazzo Euffreducci che del Liceo Classico “A. Caro”, che ha sede nel palazzo stesso.
Senza voler nulla togliere all’Istituto Montani, non può certo dirsi che, sotto tale profilo, il Liceo Classico “A. Caro” sia da meno. Anzi.
Infatti, come già è evidente nel Piano Regolatore Generale del Comune di Fermo (art. 60 Nta), risulta che Palazzo Euffreducci è un bene immobile culturale, di formale importanza storica ed artistica ai sensi del D.Lgs. 22.1.2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio), mentre tale importanza formale non risulta per l’edificio del Triennio dell’Istituto Montani.
Chiunque può verificarlo sul sito del Comune.
In questa sede lo si può verificare sia leggendo l’art. 60 delle norme tecniche di attuazione del PRG - che contempla il “Palazzo del Liceo”, ma non l’edificio del Montani - sia confrontando le due foto delle tavole del PRG stesso.
Nella prima, il Palazzo Euffreducci (Liceo Classico) ha i contorni colorati in rosso, come la Chiesa di San Francesco (in alto a destra) e altri edifici (la perimetrazione rossa indica appunto la formale importanza storico-artistica).
Nella seconda, invece, l’edificio del Triennio del Montani (ex convento dei frati agostiniani) non ha la perimetrazione rossa, cioè non ha formale importanza storico-artistica (tale edificio è adiacente alla Chiesa di Sant’Agostino, che è quella al centro con perimetrazione rossa) .
Orbene la caratteristica, anche formale, di bene culturale, relativa a Palazzo Euffreducci, si giustifica perché in tale palazzo c’è molta storia di Fermo.
Questo edificio, infatti, è stato anche, tra l’altro, la residenza del famoso Oliverotto (Euffreducci) da Fermo, che fu signore della città alla fine del 1400 e fu citato nel “Principe” di Niccolò Machiavelli.
Lo stemma della famiglia Euffreducci (un muso di ghepardo con tre rose in bocca) è collocato sul palazzo, in alto, all’angolo tra Via Leopardi e Via Perpenti, ed è anche lo stemma dell’antica e nobile Contrada Fiorenza (Palio dell’Assunta).
Ma alla storia del Palazzo Euffreducci si aggiunge la storia e il prestigio della stessa scuola “Liceo Ginnasio ‘Annibal Caro’”.
Che non solo si trova in tale palazzo sin dal 1861, ma è uno dei Licei più antichi d’Italia e costituisce il simbolo della tradizione degli studi della città di Fermo.
Infatti, a differenza dell’Istituto Montani, che nasce nel 1854 per iniziativa privata, sulla base di un lascito testamentario, il Liceo Classico “A. Caro” risale al periodo napoleonico, essendo stato istituito con Regio decreto del 2 giugno 1806, e si colloca nel solco di un’antichissima tradizione di pubblici studi fermani, che risale addirittura al capitolare di Lotario (nipote di Carlo Magno) dell’825, con il quale furono stabilite le sedi delle scuole superiori del Regno d’Italia (che erano in tutto nove, tra cui Fermo).
Ebbene, è di tutta evidenza che, alla luce di quanto sopra, è clamorosa l’omissione della Provincia circa il valore storico culturale del Palazzo Euffreducci e del Liceo Classico, ed è altresì evidente che se questa scuola fosse portata via dall’attuale sede, significherebbe farla uscire dalla Storia per farla entrare nell’anonimato (tanto più se in un edificio di nuova costruzione in periferia, privo di biblioteca e privo di aula magna).
Significherebbe, cioè, fare uno sfregio e arrecare una ferita mortale alla storia e alla cultura della città di Fermo e alla scuola stessa. Inaccettabile!
Inaccettabile anche perché, premesso che dopo il sisma del 2016 sono stati fatti i lavori che hanno rimosso la parziale inagibilità dell’edificio, mettendolo in sicurezza - dimodoché lo stesso si trova ora nelle condizioni di sicurezza in cui è l’80/90% degli edifici scolastici italiani -, per i lavori di adeguamento sismico (di cui necessita anche l’edificio del Triennio del Montani) era stata preventivata una spesa di 5,13mln di euro (cfr. pag. 5 nota della Provincia). Cifra che risulta abbondantemente inferiore a quella, pari a 6,45mln di euro, stanziata, invece, per la costruzione del nuovo edificio del Liceo.
Dunque, anche sotto il profilo economico, l’intervento di adeguamento sismico in sito, per il Liceo Classico (così come per il Montani), risulta vantaggioso per le casse pubbliche, realizzando un notevole risparmio di spesa, pari a 1,32mln di euro.
E’ pertanto fortemente auspicabile un ripensamento, da parte della Provincia di Fermo e delle autorità competenti, circa la decisione di trasferire la sede del Liceo Classico in un edificio di nuova costruzione.



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