Promuoviamo la bellezza della scrittura a mano

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L’estate volge al termine ed il nostro Paese si prepara, seppur tra numerose difficoltà, alla riapertura delle scuole. I nostri ragazzi, ove possibile, troveranno i nuovi banchi monoposto a rotelle dei quali, non senza polemiche, si è ampiamente parlato. Nei giorni scorsi c’è chi, con comprensibile preoccupazione, ha posto sui social il problema che le dimensioni ridotte dei banchi siano state pensate per l’utilizzo esclusivo di pc e tablet. 
Pur ritenendo che il processo di digitalizzazione della Scuola italiana, e più in generale del Paese, sia indispensabile, siamo assolutamente convinti che la scrittura a mano dei nostri studenti debba essere, nella sua straordinaria bellezza, stimolata il più possibile. 

E’ scientificamente provato, infatti, che la scrittura a mano, soprattutto in corsivo, produca enormi benefici per lo sviluppo cognitivo nell’età dell’infanzia perché accende nel bambino aree del cervello deputate al pensiero, al linguaggio, alla manualità e alla memoria. 

Quanto all’estetica della scrittura a mano, vale la pena ricordare che nel lontano, democraticissimo e ultra tecnologico Giappone, la calligrafia è una disciplina talmente importante che i giapponesi ne hanno fatto addirittura una via di illuminazione mistica, lo Shodou, per sviluppare perseveranza, resistenza, forza, armonia interiore, dato che il movimento del pennello passato sulla carta di riso richiede molta concentrazione e coordinazione.

Chiediamo per questo al Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina e agli insegnanti di ogni ordine e grado della Scuola pubblica e privata italiana il massimo impegno affinché l’utilizzo della scrittura a mano sia promosso, favorito ed incoraggiato.

Carlo Di Clemente, archeologo e scrittore

Stefano Molini, blogger e attivista per i diritti umani