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Rispondano al "grido di dolore" dei dipendenti della Fondazione Mario Negri Sud, ente di ricerca biomedica di Santa Maria Imbaro (CH), che non sono pagati da 15-18 mesi e rischiano, in vista della prossima liquidazione, di non ricevere neanche il TFR.

Il Consorzio Mario Negri Sud, nato nel 1980, come consorzio tra l'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano e la Provincia di Chieti, con fondi dell'Agenzia per il Mezzogiorno, con l'aggiunta successiva della Regione Abruzzo, e la trasformazione in Fondazione nel 2013, versa in condizioni economiche difficilissime. L'ente si è distinto, in quasi 30 anni di attività nel Centro Sud per la ricerca scientifica biomedica e ambientale, pubblicata su tutti i principali giornali internazionali, per la formazione di molte centinaia di ricercatori, italiani e stranieri, e per la diffusione della cultura scientifica, divenendo un'attrazione per il mondo della ricerca e un punto di riferimento per il territorio. Una serie di sfortunate circostanze, che vanno dalla ridotta possibilità di accesso a fondi comunitari, al rarefarsi dei finanziamenti ministeriali e regionali a sostegno della ricerca, alla crisi economica generale, hanno messo in ginocchio il Negri Sud, costretto all'abbandono molti ricercatori e portato al commissariamento straordinario dell'ente, al quale molto probabilmente seguirà la liquidazione. Se questo avverrà i dipendenti e i borsisti non avranno diritto né al recupero delle mensilità arretrate (15-18 mesi) né al TFR, a quel che sembra. Quindi persone che hanno iniziato la loro formazione al Negri Sud nel 1987-88, hanno raggiunto un'elevata professionalità e hanno dedicato all'istituto la parte più importante della propria vita e di quella delle proprie famiglie, si troveranno senza un mestiere, senza soldi e senza una prospettiva. Senza contare il fatto che una notevole massa di fondi pubblici e privati, spesi per dar vita all'Istituto e finora ben utilizzata, andrà sprecata. I soci fondatori non sono tenuti a coprire i debiti, trattandosi di una fondazione, ma hanno una forte responsabilità morale sia nei confronti del personale che dell'Istituto. Si rivolge quindi un appello affinchè trovino la forza, con il sostegno di imprese, banche e altre associazioni, di soccorrere il personale e di trovare soluzioni per la salvezza dell'istituto. In diverse regioni d'Italia il pubblico sostiene  la ricerca. Perché non farlo anche in Abruzzo e, se questo non è possibile, perché non immaginare altre soluzioni, con l'utilizzo di fondi europei o il contributo di privati? Non è mai troppo tardi!

This petition was delivered to:
  • Presidente Regione Abruzzo
    Luciano D'Alfonso
  • Prof. Silvio Angelo Garattini, Dott Luciano D'Alfonso, Dott. Mario Pupillo


    Andreina Poggi started this petition with a single signature, and now has 1,539 supporters. Start a petition today to change something you care about.