Correzione del. Art. 38 del Decreto "CURA ITALIA" spettacolo

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PETIZIONE POPOLARE

CHIEDIAMO AL GOVERNO LA CORREZIONE DELL’ART 38 DEL DECRETO “CURA ITALIA"
                       
Spett.le    Prof.  Giuseppe Conte
Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana

Spett.le Dott. ssa Nunzia Cataldo
Ministra del Lavoro e Politiche Sociali

Spett.le Dr. Stefano Patuatelli
Ministro dello Sviluppo economico - MISE-         
                                                                                   
AGI - Associazione Generici Italiani dello Spettacolo  promuove una Petizione Popolare in base all’articolo 50 della costituzione  per chiedere  AL GOVERNO LA CORREZIONE DELL’ART 38 DEL DECRETO “CURA ITALIA

L’art. 38 del Decreto “Cura Italia” prevede un’indennità di 600€ per tutti “i lavoratori iscritti al Fondo pensioni Lavoratori dello spettacolo, con almeno 30 contributi giornalieri versati nell'anno 2019 al medesimo Fondo”.
In questo modo, però, si lascia inspiegabilmente fuori dalla platea dei beneficiari alcuni di noi: e chi per esempio ha 20 contributi giornalieri versati tra novembre e dicembre 2019 e altri 10 versati nei primi mesi del 2020? O chi da gennaio, per assurdo, ha versato 30 contributi giornalieri allo stesso fondo ma adesso non può più lavorare visto che tutti i set su tutto il territorio nazionale sono bloccati, per quale motivo non può ricevere l’indennità prevista dall’art. 38? Questi lavoratori non sono ugualmente danneggiati dalla situazione in atto?
La nostra proposta quindi, se proprio non si hanno le risorse per ampliare la platea dei beneficiari, è prendere in considerazione i 12 mesi precedenti dall’entrata del decreto non l’anno solare 2019.
Inoltre, bisogna chiarire un’altra criticità del Decreto di cui solo chi lavora quotidianamente nello spettacolo si rende conto.
All’art. 31 è specificato che quest’indennità non è compatibile con il reddito di cittadinanza ma non si fa menzione di altri ammortizzatori sociali quali la NASPI.
Ora è bene chiarire che nel nostro settore, tenuto in piedi da contratti GIORNALIERI, la NASPI può aggirarsi anche intorno alle 3/400€ mensili. E chi la percepisce, di solito, continua a lavorare “a chiamata” per 5, 6 o 7 giorni al mese quando va bene. Ovviamente la NASPI per quei giorni viene sospesa, ma rappresenta comunque un’integrazione fondamentale per molti lavoratori dello spettacolo, senza la quale sarebbe impossibile arrivare a fine mese. Qui si sta parlando di sopravvivenza, non di ricchezza

Adesso però, con tutti i set fermi per non si sa quanti mesi, non c’è possibilità di integrare un bel niente e magari quei 3/400€ di NASPI rappresentano l’unica entrata in famiglia. Entrata che per assurdo sarebbe anche minore dell’indennità di 600€ prevista dal governo qualora le due prestazioni fossero inconciliabili.

Per questo riteniamo fondamentale chiarire la compatibilità dell’indennità prevista dall’art. 38 del Decreto “Cura Italia” con la Naspi. Ne va della sopravvivenza di molti lavoratori invisibili, costretti a lavorare perennemente con contratti giornalieri, ma lavoratori indispensabili nel loro complesso, per tutto il settore culturale e dello spettacolo e senza i quali non esisterebbero film, fiction, spettacoli teatrali, ecc.