Modalità mista per tutta la sessione estiva

Modalità mista per tutta la sessione estiva

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Studenti Medicina UNICZ ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Prof. Giovambattista De Sarro (Rettore Università Magna Græcia di Catanzaro) e a

All’attenzione del Magnifico Rettore dell’Università “Magna Græcia” di Catanzaro e del Preside della Scuola di Medicina e Chirurgia

Data l’attuale situazione epidemiologica in Calabria, che determinerà presto il passaggio della Regione in “zona bianca”, per noi studenti universitari torna ad essere attuale il problema della modalità di svolgimento degli esami.

Nonostante la volontà espressa da noi studenti di continuare in modalità mista e le indicazioni fornite dal MIUR in questa direzione, infatti, la “governance” ha deciso di imporre la presenza a tutti gli studenti non appena si passerà in “zona bianca”, cioè a partire da metà giugno, in piena stagione estiva. Tutto ciò mentre numerose altre Università italiane si sono già espresse a favore del proseguimento in modalità mista.

L’On. Ministra Maria Cristina Messa, in un’intervista a Sky Tg24, ha affermato: «Dobbiamo mantenere la doppia linea in presenza e a distanza, anche perché ci sono dei ragazzi che vivono fuori sede e fanno fatica a ritornare in sede per un solo mese. Dobbiamo agire soprattutto a favore delle studentesse e degli studenti». Non possiamo che trovarci d’accordo con le sue parole, che hanno messo in risalto uno dei problemi più sentiti dagli studenti, ma non l’unico.

Vogliamo pertanto ribadire i motivi per cui è auspicabile proseguire con la modalità mista.

1) Essendo la Calabria una Regione turistica, con la stagione estiva si avrà un notevole rialzo dei prezzi degli alloggi e dei trasporti, a discapito dei numerosi studenti fuori sede, che comunque avrebbero difficoltà a prenotare viaggi e pernottamenti vista l’incertezza in cui siamo stati relegati e gli annunci che non vengono mai dati con sufficiente anticipo. Le difficoltà esisterebbero anche per gli studenti in sede non muniti di una propria vettura, vista la riduzione dei servizi offerti dai trasporti pubblici in estate.

2) Il numero di studenti che dovrebbero sostenere gli esami in presenza è di gran lunga superiore alle capacità delle aule in cui essi dovrebbero svolgersi, considerando che la stessa dovrà essere ridotta per garantire il distanziamento sociale ed evitare assembramenti. Questo comporterebbe la necessità di dividere gli studenti in più giornate, con rischio di sovrapposizione degli esami stessi, nonché un impegno maggiore per i docenti.

3) Molti studenti sono ancora in attesa di ricevere la prima dose di vaccino e, benché il ritmo delle vaccinazioni stia aumentando, sono comunque necessarie diverse settimane per sviluppare un’immunità completa nei confronti del virus, il che costringerebbe tali studenti a esporsi al rischio di contagio (dovuto non solo alla presenza in Università, ma anche a tutti gli spostamenti necessari per raggiungerla).

 

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