FERMIAMO IL TAGLIO SELVAGGIO SUL FIUME SANTERNO

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Luisa Cottifogli
Luisa Cottifogli ha firmato questa petizione

 

Guarda il video qui sotto!

https://www.youtube.com/watch?v=o1C2fL7JvRg&t=6s

"Mi chiamo Luisa Cottifogli, sono una musicista e sono anche attivamente impegnata nella salvaguardia del territorio e dell'ambiente come guardia volontaria e accanto a Legambiente e Panda Imola.
Per caso, all'inizio del 2019, nel tratto montano del fiume Santerno, sotto lo storico ponte Alidosi di Castel del Rio sugli Appennini tosco-romagnoli, ho scoperto che gli operai di una ditta che commercia in legname e cippato si stavano apprestando ad iniziare lavori di abbattimento alberi.
Dall’alto del ponte ho seguito i lavori dal primo giorno, il 7 gennaio scorso, e questo è quello che ho visto:

https://www.youtube.com/watch?v=j9Pau8S0ecg

Senza avvertire la cittadinanza, senza alcuna indicazione di cantiere, gli operai hanno iniziato espiantando con un escavatore due alberi con le radici ben salde al terreno, procedendo poi con un taglio raso, in continua violazione di norme forestali e di sicurezza sul lavoro (tra l'altro senza indossare caschetti e dispositivi anti-taglio): la distruzione della biodiversità e del panorama del fiume Santerno, un tratto di fiume ancora pulito, con acque limpide nelle quali si può praticare esclusivamente pesca no-kill. 

Perchè ARPAE (Agenzia Regionale Prevenzione Ambiente Energia Emilia-Romagna) ha prescritto, sul territorio che va da Castel del Rio a Borgo Tossignano, un'intensificazione del taglio portandolo dal 40 all' 80%? E quali sono i criteri "selettivi"?

La ditta alla quale sono state affidate tutte le operazioni senza passare da una gara di appalto è Fluvial Forest di Codogno (Lodi), fondata nel 2017 con 1000 euro di capitale sociale depositato, alla quale la Regione Emilia-Romagna ha già affidato lavori lungo i fiumi romagnoli Senio, Lamone, Ronco, Montone. E ora un lavoro di taglio non a fini idraulici, come specificato proprio sul nullaosta idraulico in calce alla concessione.
MA ALLORA A CHE FINI VIENE SVOLTO QUESTO TAGLIO SELVAGGIO?

Per tale lavoro la ditta paga alla regione (ARPAE) una tassa di concessione di circa 5000 euro, per portarsi a casa cippato e legna ricavati da circa 50 ettari di terreno del demanio fluviale che interessa quattro comuni, pari ad un valore che può andare dai 200mila ai 500mila euro (valore della legna a partire da alberi "in piedi" o come “bene finito”)!
Sembra piuttosto una cessione arbitraria di legname pubblico a privato, in assenza di asta pubblica ...

Nonostante sopralluoghi della Polizia Metropolitana, della Forestale, di ASL,  nessuno ha mai posto sotto sequestro il cantiere. Sono semplicemente state notificate sanzioni alla ditta una volta scaduta la concessione.
La Soprintendenza di Bologna ha pubblicato una lettera in risposta a GEOLAB e ai numerosi cittadini che lamentavano le operazioni invasive di taglio e dissesto delle rive, ed ha auspicato una verifica sui lavori da parte degli enti competenti, ribadendo che tali opere dovevano garantire il libero deflusso delle acque senza comportare “alterazioni permanenti della visione d’insieme della morfologia del corso d’acqua”.

Alterazioni ben visibili: cingoli e ruote hanno solcato e smosso la terra, compromettendo la stabilità delle rive, il materiale legnoso accumulatosi nell'alveo prima di questi tagli non è stato asportato perché ciò non era previsto dagli accordi con la ditta.
Ma come, questi non dovevano essere lavori di manutenzione e messa in sicurezza del Santerno?
Le alterazioni riguardano il sottobosco e tutti gli animali che vi abitano (dai mammiferi agli uccelli, dai sauridi e rettili agli anfibi, per non contare tutta la splendida varietà di insetti), riguardano la biodiversità di pioppi bianchi e neri, ontani, frassini, noccioli, ligustri, cornioli...

Il 1°marzo, scaduta la concessione, la ditta se n'è andata senza ripristinare le rive come previsto, lasciando dietro di sé un territorio devastato.

Pertanto chiedo che:

- questi scempi non vengano più permessi  
- si faccia luce su tutti gli illeciti commessi da chi ha svolto e da chi ha  autorizzato tali lavori
- vengano al più presto ripristinate le rive distrutte
- in futuro si faccia una corretta "manutenzione" del fiume, asportando prima di tutto il legname secco presente in alveo e tagliando solo le piante che possono costituire reale pericolo
- venga promulgata una legge che non permetta più la svendita del patrimonio boschivo in cambio della "manutenzione" degli alvei

Invito tutti a vegliare sui propri territori e a segnalare qualsiasi violazione verso il patrimonio naturalistico. 

Ognuno di noi è guardia ambientale!