GRAZIE IC Italo Calvino di Milano! Scuola antibufala e vaccinata

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Alla DS Maria Dorotea Russo

All’Ordine dei Giornalisti

All’Arcivescovo di Milano

 

Questa non è una petizione né una lamentela né una accusa, ma un riconoscimento alla realtà, alla verità, all’energia positiva della nostra comunità scolastica che sta dando un insegnamento importante a tutta Italia, grazie anche al clamore mediatico nel quale siamo finiti.

È un vero e sentito ringraziamento che parte da una mamma della scuola e si rivolge innanzitutto a noi, alla nostra scuola, per dire qualcosa di importante anche ai giornalisti e al pubblico.

GRAZIE ai genitori, mamme e molti papà, che riuniti nel Comitato Genitori e nell’Associazione GenitoriAttivi, in pieno accordo e condivisione con la componente professionale della scuola, stanno lavorando gratuitamente per organizzare e animare un evento domenicale, aprendo la scuola per la festa, lavorando tutti insieme per un obiettivo bello, concreto e condiviso, senza lasciarsi ostacolare dai problemi, dai disaccordi, dalle difficoltà. GRAZIE e speriamo di diventare più numerosi!

GRAZIE agli insegnanti e alla DS che stanno a scuola fino a tarda sera per parlare con i genitori. E vi toccano gli straordinari anche per rispondere ai giornalisti! Fate un prezioso lavoro extra! è quello che ci permette di stare su una nave che ha un timone, non in balia delle tempeste. Grazie a voi e alla componente ATA che dà il suo contributo.

GRAZIE anche ai quei buffi giornalisti che ci hanno resi famosi come “la scuola che ha abolito il Natale”. Non sapevamo di poter avere un simile potere! Infatti nessuno lo ha, nemmeno noi. Ma voi avete mostrato a noi e ai nostri figli come può essere distorto il rapporto tra la realtà, che vediamo e facciamo nel nostro piccolo,  e le “notizie” dipinte dai giornali. Spero che il granchio che hanno preso alcuni giornalisti venga ricordato dai nostri figli per il resto della vita! è un "maestro errore" anche quello! Ora sanno che: una cosa è la realtà, i fatti che succedono davvero, un'altra cosa sono i commenti e i giudizi sulla realtà (a qualcuno non piace il volantino, crede che ci  starebbe meglio la parola “Natale”, oltre ai disegnini), terza cosa, molto diversa, sono gli insulti, cioè dire con parole che sembrano pugni: “tu sei un …”. (anche “tu sei un italiano!” può essere urlato come insulto, cosa che moltissimi nostri emigranti hanno vissuto sulla loro pelle, con sofferenza visto che erano davvero italiani ed è difficile difendersi dagli attacchi). Ce li avete vaccinati! Grazie! Difficilmente in futuro i nostri figli prenderanno per oro colato le bufale e le baggianate emotive che capita di leggere su Internet! Vi rendete conto di quanto è prezioso il dono non richiesto che abbiamo ricevuto? Dunque grazie! sia ai giornalisti che hanno riconosciuto l'errore sia a quelli che l'hanno fatto, è dagli errori che si impara!

GRAZIE in particolare a Gramellini e al Corriere della Sera, che dall’alto della loro autorità (l’autorevolezza è un’altra cosa) hanno mostrato in poche righe un ruolo antichissimo, soprattutto in un paese maschilista e gerontocratico come il nostro: il Vecchio Signore, dotto e sapiente, che dall’alto dei suoi privilegi e del suo potere guarda con “ironico” sdegno le povere donnine sceme che si credono di abolire natali e compleanni, nemmeno fossero il Cappellaio matto. Tutti sanno che la scuola è fatta in larga maggioranza da donne, che oltre al resto sono anche abituate a fare la parte dei birilli, contro le quali da anni e anni si scagliano le accuse più varie e calunniose, soprattutto sui giornali. Certo che la scuola è imperfetta! Abbiamo un sacco di problemi reali e difficili! Che fare allora? Cosa può fare ciascuno? C’è chi mette continuamente sotto accusa la scuola. C’è chi pur di riversare la sua frustrazione contro chi non reagirà con violenza attacca la scuola, a volte confondendo i propri timori con la realtà. Attaccare la scuola sembra lo sport nazionale dei giornalisti, oltre che di alcuni genitori poco consapevoli dell’importanza del loro ruolo.

Dicesi “giornalista” chi è pagato per descrivere “fatti” e dare “notizie” chiaramente distinte da commenti, interpretazioni di una parte, giudizi. Gramellini ha preso per “fatto” l’accusa surreale e disinformata mossa da un politico in cerca di notorietà, senza “perdere tempo” per telefonare alla scuola e chiedere, da giornalista: “cosa sta succedendo lì?”. Mi rivolgo all’ordine dei giornalisti per chiedere a loro di aver cura della propria professionalità. L’Italia non fa una bella figura nelle classifiche sulla libertà di stampa e ora capiamo meglio uno dei perché.

All’Arcivescovo di Milano chiedo di insegnare sempre di nuovo, con santa pazienza, anche vis a vis con gli autoproclamati e non richiesti “difensori delle tradizioni cristiane", l’ abc sulla lettera e sul senso delle tradizioni cristiane stesse, mi pare che  ci sia qualcuno che ha le idee un po’ confuse.

 Elena  Passerini



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