Vittoria confermata

Manteniamo il reato di maltrattamento degli animali

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Il grado di civiltà di un popolo si misura dal modo in cui esso tratta gli animali. Queste erano le parole di Gandhi. Togliere il reato di maltrattamento degli animali, che già prima prevedeva pene lievi , punendo i colpevoli semplicemente con multe e ammende e mai con la reclusione, sarebbe il sintomo indiscutibile di un imbarbarimento assoluto e di un lento declino verso l'inciviltà più totale, perché salvaguardare e tutelare chi tortura, maltratta e uccide animali, magari solo per il gusto di farlo, per "divertimento", significherebbe togliere alla nostra già misera società ogni parvenza di umanità. Invece per ora purtroppo è così, dato  che dal 2 aprile entrerà in vigore il decreto legislativo nr. 28 del 16 marzo 2015 che ha per titolo “Disposizioni in materia di non punibilità per particolare tenuità del fatto" , che in buona sostanza significherà che la maggior parte dei reati in danno di animali,ambiente,morale,omicidio colposo, percosse, truffa, atti osceni, omissione di soccorso ect ect(praticamente tutti i reati che prevedono una pena massima di 5 anni),SARANNO ARCHIVIATI, nessun processo, nessuna condanna e nessuna pena. Come recita la Gazzetta Ufficiale, "...l'offesa non puo' essere ritenuta di particolare tenuita', ai sensi
del primo comma, quando l'autore ha agito per motivi abietti o
futili, o con crudelta', anche in danno di animali", ma tutto è rimesso alla discrezionalità del giudice, che potrebbe decidere di non punire il colpevole se questi agisse, ad esempio, per necessità, per motivi economici, o ignoranza. Vogliamo dire NO al cambiamento della legge e l'inasprimento delle pene per chi maltratta gli animali.



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