AIUTATECI a far RIPARTIRE l'Italia in TOTALE SICUREZZA. SE SI VUOLE, SI PUÒ FARE!!!

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Carlo Centemeri - PhD ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Presidenza del consiglio dei ministri, Governo Italiano

CONFAPI (confederazione italiana della piccola e media industria privata) si è avvalsa di un gruppo di ricercatori e medici della Fondazione Medica Giovanni Lorenzini (istituita nel 1969, è la più antica Fondazione scientifica no profit per la diffusione della conoscenza medica in Italia, nonché ente morale completamente indipendente riconosciuto dallo Stato italiano nel 1976, con D.P.R numero 243) con la finalità di formulare un’ipotesi progettuale atta a garantire la ripresa del lavoro nelle aziende, in totale sicurezza per i lavoratori e rendendo le imprese un luogo sicuro al riparo da potenziali contaminazioni.

Il progetto si basa sull'effettuazione di test rapidi (15 minuti max.) su sangue capillare (pungi-dito) per individuare i soggetti negativi o positivi agli anticorpi contro il Coronavirus.

In particolare, il test negativo rivela assenza di anticorpi, e se la sua ripetizione a distanza di una e due settimane ne desse conferma, definisce un soggetto che non è mai stato infettato e che non è infetto e quindi idoneo al lavoro in ambiente non infettante.

Il test positivo distingue tra chi è stato infettato ed ha sviluppato anticorpi (IgG) ma non è più infettante, anch'esso da verificarsi attraverso due test da condursi in sequenza (e quindi idoneo al lavoro e con bassissime probabilità di reinfezione dell’ordine di 1 su 1 milione) e chi è positivo per malattia in atto o da poco terminata e che ha sviluppato anticorpi IgM.  Quest’ultimi soggetti, se asintomatici, non sono idonei al lavoro ma necessitano dell’esecuzione del tampone per la ricerca dell’RNA virale e rimangono in isolamento domiciliare in attesa dell’esito del test. Se negativo e poi confermato tale, diventano anch'essi idonei al lavoro perché non sono più infettanti.

Riassumendo, con i kit per i test anticorpali rapidi (appositamente scelti e validati) e il supporto di secondo livello dei laboratori per la ricerca della presenza del virus (tamponi) è possibile, nel giro di due/tre settimane, far ritornare al lavoro un elevato numero di soggetti in ambiente sicuro, dopo apposita sanificazione.

Tale progetto richiede una prova di conferma della sua validità epidemiologica, eseguendo i test su un campione significativo nelle regioni maggiormente interessate (Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia) con l’aiuto dell’ISTAT per l’identificazione della popolazione da studiare.  Lo studio di validazione epidemiologica del progetto può essere svolto molto rapidamente (giorni) se dotato di apposite risorse per il personale e i kit diagnostici (costo dei kit approssimativo € 7,00/8,00 a kit) a carico delle aziende.

Fondamentale il parere definitivo del Direttore Vicario dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, dottor Ranieri Guerra.

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