Operatore Socio Sanitario - Gli angeli invisibili del Servizio Sanitario Nazionale

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Con la legge di bilancio per il 2021 arriva l'ennesimo schiaffo alla categoria degli operatori socio sanitari. Infatti viene riconosciuta un'indennità di specificità per i medici e gli infermieri ma nessun cenno all'O.S.S. che in questo periodo di emergenza si ritrova in prima linea come le altre figure richiamate. Questa è la conseguenza dell'immobilismo generale che ha caratterizzato la figura dell' oss negli ultimi decenni sia per la mancata riforma della figura professionale e anche per la frammentarietà dei contratti di lavoro.

Questi sono i punti essenziali per una necessaria, e non più rinviabile, riflessione da parte del Governo italiano, sulla figura dell'operatore socio-sanitario, volta a superare la frammentarietà della formazione su base regionale, e a revisionare il suo mansionario:

http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/53350.htm

DDL 1966 - Tema: OSS

Parliamo di circa 200.000 mila persone che svolgono un'attività che ha subito numerosi mutamenti negli anni, e, così, non più in linea con quanto previsto nell'Accordo del 22 febbraio 2001 che ha istituito la figura dell'OSS.

Si tratta di una legge delega che mira a dare maggiore tutela e riconoscimento ad una figura che è connotata dall'avere una forte funzione sociale.

La sua attività è infatti orientata ad accrescere il benessere delle persone, cercando di rafforzare l'autostima e l'autonomia degli individui che si trovano in condizione di fragilità.

Gli obbiettivi sono i seguenti:

- rivedere la sua formazione, rendendola omogenea in tutto il territorio nazionale, nonché revisionare le sue competenze. A tal fine, diventa fondamentale migliorare il percorso formativo e di costante aggiornamento affinché l'operatore socio-sanitario sia adeguatamente preparato, anche attraverso la creazione di uno specifico percorso di istruzione secondaria superiore, che preveda programmi di insegnamento uniformi su tutto il territorio nazionale, nonché mediante percorsi di specializzazione, rivolti ad equiparare la figura dell'operatore socio-sanitario alle esperienze più avanzate degli altri Paesi europei;

- istituire un Elenco nazionale degli operatori-sociosanitari, allo scopo di mettere le amministrazioni pubbliche e private che hanno assunto o intendono assumere operatori socio-sanitari, nonché i cittadini che privatamente si avvalgono delle competenze di personale, in condizione di ricorrere a professionisti abilitati;

- definitiva parificazione all'operatore socio-sanitario, sia a livello normativo che contrattuale, delle figure ad esso affini quali: l'operatore tecnico addetto all'assistenza, l'operatore socio-assistenziale, l'ausiliario socio-assistenziale, l'assistente domiciliare e dei servizi tutelari e l'addetto all'assistenza di base, integrando la formazione delle figure richiamate per equipararla a quella dell'operatore socio-sanitario;

- inclusione dell'attività di operatori socio-sanitari tra le professioni usuranti, trattandosi di attività caratterizzata da un elevato indice di stress psico-fisico, al fine di poter esercitare il diritto all'accesso al trattamento pensionistico anticipato.