Negozianti Artigiani & P​.​iva Veneto tutti insieme per cambiare

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TUTTI UNITI A DENTI STRETTI PER NON ABBASSARE LA TESTA ! E per avere i propri diritti alla SOPRAVVIVENZA ! 

Grazie a tutti �♾

NEGOZIANTI, ARTIGIANI E P. IVA VENEZIA E VENETO
La situazione delle attività produttive e delle Partite IVA di Venezia è grave e non si intravvede da parte delle nostre Istituzioni una strategia definita e concreta, volta ad indicare una via d’uscita.
La gestione dei flussi turistici è stata improntata ad una monocultura che, discutibile o meno, a fronte dell’emergenze quali l’acqua granda ed il coronavirus ha esposto l’intera vita economica della Città ad una crisi senza precedenti, le cui dimensioni non occorre ricordare in quanto ben note a tutti.
Occorre superare il panico che sembra essere generato dalla paura del contagio e sostenere l’economia della Città e del Veneto; ecco che allora molte Partite IVA (Commercianti, Artigiani, Professionisti) si uniscono per individuare soluzioni, che per diventare effettive richiedono un’azione immediata e concreta da parte delle Istituzioni stesse.
CHE COSA PROPONIAMO E CHIEDIAMO URGENTEMENTE?
Al Sindaco di Venezia ed agli amministratori della Città chiediamo di:
1) posticipare al prossimo anno e di dilazionare in 4 rate per tutte le attività commerciali, turistiche e professionali il pagamento della TARI, come già disposto da altre amministrazioni comunali venete;
2) posticipare al prossimo anno e di dilazionare in 4 rate il pagamento della Tassa di soggiorno dovuta per i primi sei mesi del corrente anno;
3) convocare le Associazioni dei proprietari immobiliari, invitando formalmente i proprietari dei muri a sospendere o ridurre per almeno tre mesi il pagamento dei canoni di affitto delle attività produttive tutte, dilazionando il pagamento delle somme rimaste in sospeso nei successivi sei mesi, evidenziando nel contempo come la situazione eccezionale richieda un contributo (senza rimetterci denaro, ma rinviandolo) da parte di tutti;
4) convocare le banche presenti in Città affinchè costituiscano un fondo straordinario a disposizione dei loro clienti, i quali potranno attingervi a tasso nullo e sino ad importi predeterminati per consentire alle attività, soprattutto quelle più piccole, di fronteggiare l’emergenza.
Al Presidente della regione Veneto ed alla Giunta regionale chiediamo di:
1) Prevedere un accordo con le organizzazioni di categoria ed i sindacati per autorizzare la cassa integrazione in deroga per due mesi, con effetto retroattivo dal 23 febbraio 2020, da utilizzarsi in ogni situazione di necessità, per tutte le tipologie di imprese del settore privato e i lavoratori del nostro territorio, compresi gli appaltatori di opere e servizi, come già fatto dalla Regione Emilia Romagna.
Al Governo ed ai Parlamentari veneziani chiediamo di:
1) riconoscere alle attività produttive della Città di Venezia ed alle imprese che esercitano la loro attività nei territori delle province di Venezia, Padova e Treviso, interessati dal DPCM 8 marzo 2020, la sospensione del pagamento dell’IVA, anche già rateizzata, delle imposte e dei contributi;
2) disporre con decreto una moratoria nel pagamento dei mutui, dei fidi e dei finanziamenti accesi dalle partite IVA anzidette;
3) disporre con decreto legge la modifica della normativa vigente, sì da consentire lo sfratto per morosità relativo agli immobili ad uso non abitativo sulla base degli stessi presupposti (3 mensilità non pagate) delle abitazioni;
4) disporre con decreto legge, in via di interpretazione autentica, che deve ritenersi grave l’inadempimento dell’affittuario di azienda solo con il mancato pagamento di una somma pari ad un quarto del canone di affitto annuo.