Covid-19: No aiuti pubblici alle aziende con sede nei paradisi fiscali

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Luciano Cerasa
Luciano Cerasa ha firmato questa petizione

In Italia la tragica emergenza causata dal coronavirus ha messo in evidenza la mancanza di risorse sufficienti per garantire a tutti i cittadini  funzioni pubbliche essenziali come la sanità, l’istruzione, l’assistenza dei più deboli, la tutela del lavoro.

Eppure si stima che nel nostro paese vengono evasi ogni anno circa 110 miliardi di imposte e che molte imprese che operano in Italia riescono a eludere le tasse sui loro profitti portando le loro sedi legali  nei paradisi fiscali e negli Stati con una tassazione molto più favorevole.

Una commissione di studio del Parlamento europeo ha stabilito che  l’Erario italiano perde in questo modo il 19% delle entrate tributarie dalle proprie imprese, ovvero 7,5 miliardi di euro l’anno, di cui 6,5 all’interno dell’Unione Europea. 

 

In queste settimane vediamo gli spot di grandi imprese e multinazionali che vendono i loro prodotti “made in Italy” nel mondo e che solidarizzano con le sofferenze attraversate dagli italiani.  Spesso però si tratta di società che producono all’estero e che pagano le tasse nei paradisi fiscali.

Per questo chiediamo che gli aiuti erogati dallo Stato e dagli enti locali a qualsiasi titolo per sostenere le imprese nazionali in questo drammatico momento non vengano riconosciuti, direttamente o indirettamente, a società con sede all’estero e nei paradisi fiscali, compresi quelli di fatto esistenti nella stessa Unione europea, come l’Olanda, il Lussemburgo, l’Irlanda, Malta, Cipro, Ungheria.

Provvedimenti analoghi sono stati adottati finora da Francia e Danimarca.