Artisti di tutto il mondo uniamoci! Una clinica mobile per la popolazione Curda

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Giorgio Skoff
Giorgio Skoff ha firmato questa petizione

I sottoscrittori del presente appello accolgono senza riserve l’“Appello dalle Università del Rojava e di Kobane” ed auspicano che vengano adottate immediatamente tutte le misure possibili atte a fermare l’escalation militare nel Nord del Kurdistan. Si auspica la promozione di relazioni istituzionali stabili con la Comunità Curda, affinché sia chiaro che gli artisti, il mondo dell’arte e della cultura sono attivamente contrari alle violenze che si stanno compiendo in quei luoghi, che comprendono quale straordinario presidio di libertà abbiano rappresentato e possano ancora rappresentare coloro che lì stanno resistendo, continuando nonostante tutto a studiare, a insegnare ed a fare arte. Si tratta di un gesto di solidarietà attiva di cui sentiamo tutta l’urgenza. Riteniamo che sia necessario schierarsi radicalmente contro la guerra che Erdogan e la Turchia stanno ingiustamente portando avanti, senza scrupoli, il massacro di un popolo che resiste colpo su colpo per difendere i propri corpi e i propri territori. È impossibile rimanere indifferenti di fronte a quanto sta accadendo. L’arte e la cultura non possono rimanere impassibili davanti alla guerra ed al tentativo di porre fine ad una delle poche esperienze di democrazia radicale esistenti. Se esiste un contributo che gli artisti, i designer e gli operatori della cultura, possono dare di fronte a questi scenari, è quello di aiutare a creare empatia e consapevolezza, sostenendo, anche economicamente, progetti come quello di una clinica mobile che, quotidianamente, si sposti da una zona all'altra della Siria, per curare le vittime innocenti di un ingiusto massacro . La lotta del popolo curdo contro l’ISIS in questi anni ha ispirato libri, fumetti, canzoni, film, storie che hanno accorciato le distanze che ci separano da quei territori e hanno coinvolto tante persone in iniziative di supporto e solidarietà. Ora più che mai è necessario continuare a nutrire un immaginario che dia forza e respiro collettivo a quella resistenza. Auspichiamo che il governo italiano e gli stati europei si impegnino nel fermare questo massacro, chiedendo non solo il blocco immediato della vendita delle armi alla Turchia ma anche la messa in campo di tutti gli strumenti politici e diplomatici, la ridiscussione degli accordi economici e commerciali, e al contempo farsi promotori della creazione di una No Fly zone per interrompere i bombardamenti e creare corridoi umanitari per consentire le cure e la messa in sicurezza dei civili. Chiediamo inoltre al governo italiano di tener fede all’impegno di queste ore interrompendo le esportazioni di armi in Turchia come hanno già fatto Danimarca, Norvegia, Finlandia, Svezia, Olanda, Francia e Germania.